L’Italia ripudia la guerra

come strumento di offesa

alla libertà degli altri popoli e

come mezzo di risoluzione

delle controversie internazionali.

Art. 11 Costituzione Italiana

Lo sai che l’Italia è al 6° posto come paese esportatore di armi nel mondo?

Sai chi sono i primi 5?

Secondo i dati del SIPRI, Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace, i primi 5 esportatori di armi sono gli Stati UnitiFranciaRussiaCina Germania. Negli ultimi cinque anni (2020-2024) il commercio di export bellico è aumentato del 138% rispetto al periodo 2015-19 che ha fatto salire il nostro Paese dal decimo al sesto posto nella top ten degli esportatori mondiali. Dati significativi e allarmanti di un commercio che che non ha intenzione di arrestarsi.

E in occasione dell’inizio dell’anno nuovo che Tra Terra e Cielo dedica una riflessione sulle scelte etiche che possiamo fare. Tutti i giorni.

E una di queste è la banca. Perché parliamo proprio di banche?

Perché le banche possono sostenere il settore degli armamenti in diversi modi: concedendo prestiti alle aziende produttrici, acquistando azioni o obbligazioni di queste imprese, oppure partecipando a fondi di investimento che includono società del comparto militare. In molti casi non si tratta di un finanziamento “diretto” alle armi, ma di operazioni finanziarie più ampie in cui l’industria bellica è una delle attività coinvolte.

Nel 2024 la spesa militare globale ha raggiunto i 2.443 miliardi di dollari, in particolare l’Unione europea ha stanziato 124 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina. L’incremento delle spese militari aumenta l’interesse anche delle banche italiane nel settore bellico le quali sono al centro di un dibattito su trasparenza finanziaria.

Le banche italiane con il maggior flusso di investimenti nel commercio militare sono Intesa Sanpaolo con € 722.057.885,46 di importi segnalati e Unicredit per un investimento di € 1.344.936.147,80. Tuttavia tutte le banche, ad eccezione di Banca Etica, finanziano direttamente o indirettamente la guerra, comprese Poste Italiane e le banche di credito cooperativo come Crédit Agricole.

Fino ad ora in Italia il commercio di armi è regolato dalla Legge 185/1990, ma è attualmente messa in discussione. La legge prevede anche obblighi di trasparenza: ogni anno il Governo presenta una relazione al Parlamento sulle esportazioni di armi e sul ruolo degli intermediari finanziari. Se venisse revisionata, i cittadini non potrebbero monitorare le operazioni legate all’export di armi.

Per questo motivo è nato ZeroArmi, un progetto realizzato da Fondazione Finanza Etica e Rete Italiana e Disarmo, uno strumento che misura e analizza il coinvolgimento delle principali banche italiane, per la prima volta in Italia e in Europa. ZeroArmi si propone di diventare uno strumento stabile di monitoraggio, promuovendo la trasparenza e stimolando il dibattito pubblico sul coinvolgimento delle banche nell’industria bellica. Il progetto ha favorito una maggiore chiarezza sulle pratiche degli istituti bancari italiani.

Se vuoi sapere se la tua banca è coinvolta nel commercio bellico, trovi l’elenco delle banche armate qui sotto.

Smetti di finanziare la guerra. Cambia banca!

ELENCO BANCHE ARMATE

Relazione 2025 sul commercio armamenti del 2024

UNICREDIT SPA (Importi segnalati: € 1.344.936.147,80)

DEUTSCHE BANK SPA (Importi segnalati: € 1.015.727.843,52)

INTESA SANPAOLO SPA (Importi segnalati: € 722.057.885,46)

BARCLAYS BANK IRELAND-MILAN BRANCH (Importi segnalati: € 455.791.596,01)

BANCA POPOLARE DI SONDRIO (Importi segnalati: € 386.521.659,81)

BANCA NAZIONALE DEL LAVORO SPA (Importi segnalati: € 189.451.186,78)

ARAB BANKING CORPORATION SA MILAN BRANCH (Importi segnalati: € 69.484.702,70)

BANCO BPM S.P.A. (Importi segnalati: € 64.845.804,54)

CREDIT AGRICOLE ITALIA (Importi segnalati: € 53.028.655,67)

EUROPE ARAB BANK SA MILAN BRANCH (Importi segnalati: € 52.778.335,68)

BANCA VALSABBINA S.C.P.A. (Importi segnalati: € 52.069.282,94)

BPER BANCA S.P.A. (Importi segnalati: € 46.766.513,20)

COMMERZBANK A.G. (Importi segnalati: € 40.247.953,46)

CREDIT AGRICOLE – CORPORATE AND INVESTMENT BANK (Importi segnalati: € 14.085.251,80)

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI BARLASSINA (MI) (Importi segnalati: € 9.847.277,39)

UNICREDIT FACTORING SPA (Importi segnalati: € 8.769.564,04)

BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIA S.A. (Importi segnalati: € 6.154.672,63)

BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A. (Importi segnalati: € 5.949.999,85)

MCC S.P.A. (Importi segnalati: € 3.217.891,44)

BANCO SANTANDER S.A. (Importi segnalati: € 2.544.907,65)

MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO FINANZIARIO SPA (Importi segnalati: € 2.143.997,18)

SACE FCT S.P.A. (Importi segnalati: € 1.806.050,00)

BLU BANCA S.P.A. (Importi segnalati: € 1.344.964,74)

ILLIMITY BANK S.P.A. (Importi segnalati: € 1.143.245,00)

MUFG BANK LTD (Importi segnalati: € 926.301,00)

POSTE ITALIANE SPA (Importi segnalati: € 892.937,90)

CONVERA EUROPE (Importi segnalati: € 720.162,30)

CREDITO LOMBARDO VENETO SPA (Importi segnalati: € 89.051,60)

BANCO DI CREDITO P.AZZOAGLIO (Importi segnalati: € 56.200,00)

UNIONE DI BANCHE ITALIANE S.P.A. (Importi segnalati: € 10.622,19)

Totale Complessivo: € 4.553.410.664,28