[40] Date viaggio: 14 ago 2019 - 18 ago 2019

Fra Cascate e Nevai

Le Dolomiti del Brenta

"Nei riguardi di ciascuno, la natura opera una sua selezione: chi arriva ai rifugi, chi sale per i sentieri più impervi, chi raggiunge le cime lungo le difficili vie d’arrampicata. Esiste però una cosa che ci accomuna tutti e che ci spinge in questo ambiente unico: la passione per la montagna"

Bruno Detassis

Le crode del Brenta sono strutture maestose e superbe, che l’erosione e gli agenti atmosferici hanno trasformato in guglie e pinnacoli dalle forme e dalle dimensioni più varie.
Camminiamo per cascate immerse nel bosco, nevai e sentieri di roccia, volgendo lo sguardo a paesaggi lunari in contrasto con il verde del larice e del pino cembro.
Da sempre questi luoghi hanno affascinato gli alpinisti tra cui Bruno Detassis l’anima e il cuore del Brenta, autore di oltre 200 nuove vie, passeremo dal rifugio ai Brentei dove ha vissuto per decenni.

Me 14: Campo Carlo Magno
3h - 6 km -[+/-650]
Ritrovo a Madonna di Campiglio, con la navetta si giunge a Campo Carlo Magno dove iniziamo la nostra salita per comodo sentiero verso il rifugio Graffer, intitolato all’alpinista trentino Giorgio Graffer.
Siamo a 2.261 metri di altitudine.

Gi 15: Vallesinella e Cascate
6 h - 8 km -[+/-750]
Scendiamo nella zona di Vallesinella e le cascate alte. E’ un bel percorso nella natura. Ci fermiamo al rifugio a pranzare e poi proseguiamo per il rifugio Tuckett.
Il rifugio è situato a 2.272 metri è una dei più antichi rifugi del Brenta.

Ve 16: Crozzon di Brenta
4,30 h - 8 km -[+/-800]
Scendiamo alla sella di Fridolin e perriamo il sentiero Bogani, che in circa 1,30 ore ci farà raggiungere il rifugio Brentei.
Questo rifugio è stato per tanti anni la casa di Bruno Detassis, l’anima e il cuore del Brenta. Il dislivello
effettuato fino a qui è quasi irrilevante, morbidi sali-scendi ci hanno condotto al cospetto del Crozzon di
Brenta. Dopo una breve pausa attacchiamo la salita che porta nel vallone che sale costantemente fino al
passaggio sotto i “Gemelli” con 500 metri in salita, siamo ormai quasi arrivati. Ecco che a noi si apre una delle più belle conche dolomitiche.

Sa 17: Tra piccoli nevai e rocce
6 h - 10 km -[+1250/- 1.470]
Ripercorriamo il sentiero che ci ha portati fino quassù al rifugio più alto del Brenta mt. 2.600. Tornati al rifugio Brenta proseguiamo e superata la chiesetta dedicata ai caduti della montagna proseguiamo nello stretto sentiero che passa ai piedi del campanile Basso, per risalire alla Bocca di Brenta con il superamento di un breve tratto di roccette e di un piccolo nevaio. Superata la bocca si scende al rifugio. Dopo la sosta si riparte per la pozza Tramontana e la Forcolotta di Noghera. Percorrenza.

Do 18: Il ritorno verso casa
650 h - 6 km
In poco più di un’ora scendiamo al rifugio Cacciatore dove c’è la possibilità di rientrare con una taxi jeep al parcheggio della Baiesa 3 km da San Lorenzo in Banale.

Inizio viaggio:

Mercoledì 14, ore 12.00 ritrovo a Madonna di Campiglio, parcheggio Spinale.
Madonna di Campiglio è raggiungibile con treno fino a Trento e da qui con bus di linea Trentino
trasporti.
Per chi non raggiunge in orario Madonna di Campiglio, può salire da Campo Carlo Magno in funivia fino al rifugio Stoppani, la guida verrà incontro.


Fine viaggio:

Domenica 18, arrivo a San Lorenzo dove chi è venuto con i mezzi può prendere il bus di linea per Trento e da qui il treno per la sua destinazione, mentre chi ha l’auto può prendere un autobus per Madonna di Campiglio.


Cammino:

su sentieri di montagna con dislivelli notevoli


Notti:

su sentieri di montagna con dislivelli notevoli.


Pasti:

pranzi al sacco, cene in struttura.


Sapori tipici:


Difficoltà:

3+ su 4. Si tratta di un viaggio itinerante, occorre un buon allenamento per affrontare alcune tappe. I sentieri sono adatti ad un camminatore abituato a frequentare la montagna.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Bruno Detassis nasce a Trento il 24 giugno 1910 e muore a Madonna di Campiglio nel 2008. E’ stato un alpinista che ha aperto almeno 209 vie di arrampicata, 70 delle quali in Brenta. Guida alpina, ha gestito per una quarantina d’anni il rifugio Brentei divenendo il punto di riferimento per gli escursionisti che vi passavano e per le stesse guide del posto, che gli valsero l’appellativo di custode del Brenta. La sua montagna preferita era il Crozzon di Brenta, bastione imperioso a “guardia” del rifugio. Ha aperto anche una via ferrata insieme ai suoi fratelli dedicata alla mamma Oliva Detassis, che rappresenta una difficile variante delle Bocchette Alte. Considerato il Re del Brenta è ancora oggi a dieci anni dalla sua scomparsa una figura di riferimento e Maestro per gli Alpinisti e Guide Alpine. Il suo carisma e la sua semplicità lo hanno portato a non vantare le sue conquiste, ma a rendere pulito e innovativo il suo stile di  arrampicatore, diceva che cercava il “facile nel difficile”. Era una gioia per tutti i passanti dal suo rifugio, sentire le sue storie di montagna.

Quota di partecipazione: € 175 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 270, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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