[07] Date viaggio: 06 apr 2018 - 08 apr 2018

  • Senza zaino
  • Base fissa

A picco sul mare tra Storia e Natura

Parco Uccellina e Argentario

In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso.
Aristotele

Tre giorni di immersione nella Natura incontaminata e selvaggia dell’Argentario e del Parco della Maremma: dove l’estate non finisce mai, rosmarini e cisti profumano l’aria e le api bottinano sui fiori della macchia tutto l’anno. In questi periodi la temperatura permette lunghe e gradevoli escursioni alla scoperta degli animali che d’estate è impossibile vedere.
A piedi, unico modo per poter veramente conoscere questi luoghi, tra animali ancora allevati bradi, panorami sull’Arcipelago Toscano, lagune e monti. 

filmografia :
Francesco, giullare di Dio (1950) – di Roberto Rossellini: Sovana[
Ulisse (1954) – di Mario Camerini: Monte Argentario, Porto Ercole
La mina (1958) – di Giuseppe Bennati
Piccoli naufraghi (1939) – di Flavio Calzavara
Scipione l'Africano (1937) – di Carmine Gallone

Da vedere:
Francesco, giullare di Dio (1950) – di Roberto Rossellini: Sovana[
Ulisse (1954) – di Mario Camerini: Monte Argentario, Porto Ercole
La mina (1958) – di Giuseppe Bennati
Piccoli naufraghi (1939) – di Flavio Calzavara
Scipione l'Africano (1937) – di Carmine Gallone

Da leggere:
Susanna Agnelli, Addio, addio mio ultimo amore, Milano, Mondadori, 1981.
Fanciulli Pietro, Vocabolario di Monte Argentario e Isola del Giglio, Pisa, Giardini, 1987.
Gualtiero Della Monaca, Domenico Roselli e Giuseppe Tosi, Porto Santo Stefano dal settecento all'unità d'Italia, Pitigliano, Laurum Editrice, 1995.
Cosmo Milano, Quando la rete si tingeva d'Argento, Pitigliano, Laurum Editrice, 2002.
Roberta Nuti, Carlo Palombo, figlio dello scoglio, Calenzano, La Marina, 2004.

Ve 6: Orbetello,  ha inizio da qui
6h - [+/- 100, facile]
Appuntamento alla stazione ferroviaria di Orbetello.
Visita all'antichissima città di Cosa, a picco sul promontorio di Ansedonia, di fronte a Porto Ercole, costruita dai Romani nel 273 a.C. per controllare il territorio conquistato della potente dodecapoli di Vulci; ancora oggi camminiamo tra le sue strade tra gli olivi che hanno riconquistato lo spazio ormai libero dagli uomini, tra la Casa dello Scheletro, fino all’Acropoli, dove un tempo era il  luogo sacro degli Etruschi di Orbetello, allora l’antica Cusii. La città che conserva la più bella cinta muraria megalitica attualmente esistente in Italia. E , scendendo da Cosa, ci immergiamo nel Tombolo della Feniglia, riserva naturale protetta, duna di sabbia lunga 7 chilometri e larga 1, completamente ricoperta da una pineta, dove il lupo è ormai di casa anche se dividendo mare e laguna, non sembra il posto adatto a lui.

Sa 7: Il Parco dell’Uccellina, dove la Natura dà spettacolo
8h - [+/- 200, media]
Una giornata intera all’interno del Parco Regionale della Maremma, alla scoperta della natura della macchia, fino ad una delle spiagge più belle dell’intero Mar Tirreno, completamente protetta e per questo mantenuta in uno stato di naturalità non più ritrovabile da nessuna parte in Italia. Tra Pineta Granducale e mare, ci aspettano le Torri di avvistamento per i Saraceni, Castelmarino e Collelungo, che ci permettono uno sguardo a 360° sulla costa da Talamone a Castiglione della Pescaia, il Giglio, Montecristo e se è davvero limpido anche l’Isola d’Elba.

Do 8: I Forti di Porto Ercole
6h - [+/- 100, facile]
Una intera mattinata dedicata all’esplorazione di Porto Ercole e dei Forti costruiti dai Senesi e poi migliorati dagli Spagnoli, durante il loro dominio della zona che va da Talamone a Alberese. Il più breve regno della storia: 200 anni scarsi di vita per i Presidi Spagnoli in terra italica, unica zona dominata dagli spagnoli quando i Francesi possedevano tutti gli altri territori intorno. Tantissime le tracce lasciate dagli Spagnoli in questi luoghi: dalla lingua, all’architettura all’enogastronomia, con vini pregiati e prodotti soltanto qui. Ci accoglierà, al termine dell’escursione fino al Forte Filippo, la graziosa Porto Ercole, di cui scopriamo anche il volto antico, dove nessuno va.

Inizio viaggio:

ore 10 alla stazione ferroviaria di Orbetello.


Fine viaggio:

ore 16.00 a Porto Ercole. La stazione più vicina è Orbetello.


Cammino:

su sentieri nella macchia e sui promontori, visite a paesi e villaggi. Escursioni facili, media difficoltà nel Parco dell’Uccellina.


Notti:

in agriturismo in camere da 2 o 3 posti letto. E' possibile avere singola con supplemento.


Pasti:

pranzi al sacco e cene in struttura.


Sapori tipici:

acquacotta, cinta senese, ragù di maremmana, pici all’ajone, cantucci e vin santo, vino Ansonaca e Alicante, cinghiale, tortelli maremmani, minestra di ceci, misticanza di prato, pecorino, olio extra vergine DOP.


Difficoltà:

2- su 4. Si tratta di un viaggio stanziale, con escursioni giornaliere in ambiente costiero, con dislivelli molto contenuti.


Note:

Il percorso può subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Racconto: La bella Marsilia
Siamo nel XVI secolo.
Secolo che vide nascere il Reale Stato dei Presidi, per volontà del Re di Spagna, e una decina di anni dopo vide anche la nomina di Cosimo I de Medici a Granduca di Toscana.
Secolo piuttosto “movimentato” per il litorale toscano che, a causa delle continue incursioni piratesche, cristallizzò definitivamente l’assetto difensivo di una vera e propria “macchina da guerra”, con il sistema di torri e fortezze che ancora oggi costellano i Monti dell'Uccellina.
Tra le innumerevoli incursioni quella che più di ogni altra passò alla storia, avvolta da una nebbia che impedisce ancora oggi di distinguere la verità dalla leggenda, fu quella che in una fredda notte di aprile del 1543 colpì la tenuta di Nanni Marsili, nobile discendente senese degli Aldobrandeschi, tra i monti dell’Uccellina.
A guidare i corsari ottomani il temutissimo Kahir ed Din, meglio noto in Europa come Ariodeno Barbarossa, ammiraglio della flotta ottomana alle dirette dipendenze del Sultano Solimano II il Magnifico. La leggenda vuole che i Marsili avessero una splendida e giovane figlia di nome Margherita, rossa di capelli e di temperamento focoso e “maremmano”. Il corsaro turco, pensando di fare un gradito regalo al suo Sultano, dopo aver distrutto e razziato il possibile, rapì anche la Rossellana, così era chiamata la bella Margherita, e la condusse a Costantinopoli. È qui che la storia prende una piega inaspettata. La grazia di Margherita ammalia il Sultano a tal punto da divenire, poco alla volta, la preferita di tutto l’harem e addirittura, contravvenendo a un’antica legge ottomana, sua legittima sposa. Lord Byron, nel suo Don Giovanni, affermava che “la vendetta è dolce, soprattutto per le donne”, e sarà forse per questo motivo, o forse per la sete di potere, che essere la prediletta dell’harem alla Bella Marsilia non bastò più. Volle infatti che suo figlio Selim II, avuto con Solimano, diventasse il successore al trono, a scapito del primo legittimo figlio del sultano, che venne tristemente condannato a morte.

Le conseguenze di queste trame nefande non tardarono a giungere. Un altro figlio di lei, molto amico del condannato a morte, si uccise per la disperazione e Selim venne sconfitto nella altrettanto storica battaglia di Lepanto, combattuta nel 1571 tra la flotta ottomana e quella della Lega Santa, nella cui fila militavano anche forze del Granducato di Toscana.
La sorte quando vuole sa essere ben più ironica di così e il Mausoleo del Barbarossa si trova a un passo da quello della Rossellana, nel cimitero annesso alla Moschea di Solimano, nel cuore della caotica Istanbul.

Quota: 110 euro, da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: 130 euro. Da portare con sé per mangiare,  pernottamento, ingresso Parco dell’Uccellina. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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