[28] Date viaggio: 08 lug 2017 - 12 lug 2017

Alla Ricerca delle Statue Stele

Le Origini della Lunigiana

“Se volete sentire e capire i racconti delle pietre…
a mezzanotte, al chiaro di luna, spiccate una foglia di arnoglossa su cui sia passato un gatto nero, spremete la foglia tra il pollice e il mignolo della mano destra e spalmatene il succo sul vostro orecchio sinistro…”
da L. Pesek, Viaggio di una pietra

Le Statue Stele sono i penates degli Apuani, antenati di pietra dall’enorme carica simbolica e espressiva, mute, perché scolpite senza la bocca, esprimono da 5.000 anni il legame con la madre terra e con le stelle, da cui le anime si pensava provenissero.
La Lunigiana è una terra bellissima ricca di acque, di boschi e di montagne. Chiamata la terra dei 100 castelli, per la sua lunga e complessa storia feudale, conserva in sé caratteri e tradizioni secolari. Seguendo il file rouge delle Statue Stele entreremo sempre più in profondità in questo mondo antico e affascinante, camminando lungo vecchie mulattiere che furono anche vie preistoriche di transumanza, vedremo borghi in sasso perfettamente conservati, castelli, pievi romaniche, mulini ad acqua e ponti medievali, conosceremo i siti dell’uomo preistorico e le terme di Equi utilizzate dai romani, ma soprattutto cercheremo loro, le Statue Stele, quelle che ancora si trovano “libere” in natura ed i luoghi che le hanno ospitate per ricevere il loro messaggio senza tempo. Avremo anche tempo per conoscere ed apprezzare la tradizione culinaria lunigianese, fatta di cibi semplici e genuini  cotti nei testi.

 

DA LEGGERE:

M.Natali, G.Baudone – Trekking Lunigiana – Tamari edizioni 1995
Emmanuel Anati – Le Statue-Stele della Lunigiana - Edizioni Jaka Book 1981
Bianchi, Giumelli - Un territorio detto Lunigiana - Unione Librai Pontremolesi 1981
R. Formentini – Lunigiana di pietra - Le Statue Stele– Canesi 1968
Marija Gimbutas – La Civiltà della Dea: il Mondo dell’Antica Europa Vol.2 - Edizioni Stampa Alternativa 2013
Renato Del Ponte – I Liguri: etnogenesi di un popolo - Edizioni ECIG 1999
Carlo Caselli - Lunigiana ignota  1933 (ristampa anastatica del 2010 Arnaldo Forni editore)
AA.VV. – Guerrieri dell’età del Ferro in Lunigiana – Edizioni Giacchè 2007
A.C. Ambrosi - Corpus delle Statue Stele Lunigianesi  - Collana Storica della Liguria Orientale 1969

DA VEDERE:

Pontremoli, Museo Statue Stele

Le enigmatiche steli della Lunigiana

Memorie di Lunigiana - Monografie sui paesi e storia della Lunigiana

Museo delle Statue Stele di Pontremoli

Il Testarolo

Sa 8: Pontremoli, Surianum e il Museo delle Statue stele
4h30 – 14km – [+/-150]
Ritrovo presso l’antico caffè degli Svizzeri e assaggio del dolce tipico: gli amor. Cominciamo a conoscere le Statue Stele: visita alla Stele Bocconi conservata nel cortile di un nobile palazzo e salita al Castello del Piagnaro con visita al Museo delle Statue Stele nel nuovissimo allestimento. Inizio del trekking seguendo la Via Francigena lungo il corso del Magra, vedremo: il labirinto del XII secolo della chiesa di San Pietro, il paese di Ponticello e le case-torri, la statua Stele di Scorcetoli, la Chiesa romanica di Sorano con le Statue Stele lì contenute, il borgo di Filattiera e la chiesa di San Giorgio. Trasferimento con navetta al paese di Treschietto, dove nel ’69 fu trovata la Statua Stele della Regina; breve visita ai ruderi del castello Malaspiniano. Alloggio e cena in Ostello.

Do 9: Il santuario megalitico di Jera, la valle del Taverone
6h – 16km – [+/-580]
Entriamo nei boschi di castagno della Lunigiana, raggiungiamo il paese di Jera e visitiamo il santuario megalitico posto sotto a maestosi castagni e attraversato da un torrente, con le grandi pietre orientate astronomicamente. Proseguiamo verso il paese di Compione e dopo aver guadato un ruscello giungiamo al borgo di Apella dove si trova un antica abbazia ristrutturata, qui pranziamo all’Agritururismo - Azienda biologica “Montagna Verde” con prodotti locali a km.0. Riprendiamo il cammino e visitiamo il borgo voltato di Taponecco dove è stata trovata una Statua Stele eneolitica, di qui scendiamo a Tavernelle posto sull’antica via romana di collegamento tra Lucca e Parma (strada delle 100 miglia) e vediamo l’iscrizione in lingua ligure che testimonia il culto delle acque salutari. Trasferimento con navetta a Fivizzano e alloggio in centro presso l’Ostello ricavato in un ex-convento.

Lu 10: Fivizzano città nobile, il Castello della Verrucola, l’antica via dei banditi.
5,30h – 15 km - [+/- 430]
Visitiamo la bella cittadina di Fivizzano con la sua piazza e le mura medicee, lungo antica mulattiera raggiungiamo la pieve romanica di Pognana e superando l’ardito Ponte del gallo arriviamo al Castello della Verrucola, sede di Spinetta Malaspina il grande; nei pressi fu ritrovata la testa della più bella delle Statue Stele detta appunto della Verrucola.
Cominciamo la salita del Monte Grosso fino al paese voltato di Turlago e scolliniamo seguendo la via della Bandita, antica via preistorica e poi medievale collegamento per merci e uomini in transito dalla lucchesia e costa tirrenica verso Lunigiana e Lombardia. Arriviamo a Reusa dove fu trovata la più “moderna” delle Statue Stele ed arriviamo all’Agriturismo immerso nel verde che ci ospiterà per la notte.

Ma 11: Le valli del Tassonaro e del Lucido, Ugliancaldo il paese dello Scorpione, il Solco, le Grotte di Equi e la presenza dell’uomo preistorico, le Terme.
5,30h – 14km - [+/-660]
Attraversiamo come gli antichi pellegrini Casola, Pieve San Lorenzo e i paesini della valle (qui transitava un ramo della Via Francigena detta Via del Volto Santo), raggiungiamo Ugliancaldo posto alle pendici del Pizzo d’Uccello, piccolo Cervino apuano e simbolo, insieme al Monte Sagro, della sacralità delle Apuane. La pianta di Ugliancaldo ricorda la sagoma dello scorpione proprio come lo stemma nobiliare della famiglia Foschi di Treviso, signori del luogo dal tardo medioevo. Scendiamo ad Equi guadando un ruscello e ammiriamo la maestosità del Solco dove è accertata la presenza dell’uomo preistorico che veniva qui a cacciare durante l’ultima glaciazione, come riparo aveva la Tecchia, che andremo a visitare. Alloggio all’Albergo del paese e possibilità di relax alle Terme.

Me 12: Le Statue Stele di Pontevecchio, il borgo di Bagnone, il Castello di Malgrate, il borgo quadrato di Filetto e il Nemeton della Selva di Filetto.
6h – 15km - [+/- 360]
In questa giornata conclusiva visiteremo due dei più importanti siti di ritrovamento di Statue Stele.
La mattina andremo a Pontevecchio sul Bardine, dove nel 1905 furono ritrovate ancora in piedi ed allineate verso est le nove statue di Pontevecchio, sepolte da una frana; il luogo posto lungo una direttrice della viabilità preistorica, all’incontro di due torrenti e sotto la mole delle Apuane, emana un enorme carica magnetica.
Trasferimento con navetta nell’altro luogo simbolo delle Statue Stele lunigianesi, la piana di Filetto, dove visiteremo: Bagnone, antico luogo di acque salutari, dove fu ritrovata la più grande delle statue Stele (alta oltre 2 metri); Malgrate con il Castello e la torre circolare, anche qui furono ritrovate due Steli; infine il borgo quadrato di Filetto, antico presidio fortificato di origine bizantina con la sua Selva oscura cantata da Dante e sede del Nemeton principale degli antichi Apuani, dove avvenne il ritrovamento di molte Statue Stele. Il trekking si concluderà qui, presso il grande menhir in mezzo ai maestosi castagni.

Inizio viaggio:

Sabato 8 a Pontremoli ore 9.30, in centro presso Caffè degli Svizzeri – arrivo in treno: stazione ferroviaria di Pontremoli (10 minuti a piedi dal centro) – in auto: parcheggio della stazione ferroviaria oppure parcheggi gratuiti in Via del Seminario lungo fiume e Via Chiosi/Via Fiorini (lato dx del torrente Verde, 5 minuti a piedi dal centro attraversando il ponte della Cresa)

 


Fine viaggio:

Mercoledì 12 a Villafranca Lunigiana ore 18 – Treno regionale per Pontremoli o destinazioni


Cammino:

Si cammina senza difficoltà tecniche su sentieri con dislivelli positivi giornalieri fino ad un massimo di 650m circa, per cui si consiglia di arrivare con un minimo di allenamento. Il 1°, 2°e 5° giorno useremo dei trasporti per spostarci da una zona all’altra della Lunigiana.


Notti:

Una notte in agriturismo, due in ostello, una in albergo. Possibilità di avere camere singole o doppie con bagno privato (supplemento di €.20,00)  - I cani sono accetti – Possibili pasti vegani (Sì all’Ostello di Treschietto, per i Ristoranti di Fivizzano, Agriturismo di Vendriano, Albergo-Ristorante di Equi Terme.


Pasti:

Pranzi al sacco, colazione nella struttura che ci ospita, cene in ristoranti e trattorie tipiche.


Sapori tipici:

Testaroli al pesto, panigacci, torte d’erbi e barbotta, pattona (sorta di calzone a base di farina di castagne cotta nel forno e farcita a piacere).


Difficoltà:

2 su 4 si tratta di un viaggio itinerante con zaino, dislivelli contenuti.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

L’Omo selvatico
La montagna, ma anche la collina e la pianura , con il suo mondo, è come uno scrigno prezioso che conserva tesori inestimabili , tuttavia ai più sconosciuti: solo chi ha fine sensibilità e curiosità possiede le chiavi per aprire questo stupefacente forziere. Tra i tesori,  l’ineguagliabile patrimonio religioso ma anche  le credenze magiche e mitiche con i relativi culti e riti, le usanze, le leggende , le favole , i modi di dire. Ogni ambiente,  montagna e collina, vallata, pianura, ogni paese, borgo, ogni cascina  è attraversato dal vento del magico, ogni bosco, albero o fiore,  ogni sorgente, fossato, ruscello o lago, ogni pietra è accarezzata dall’aria del sacro, raccontata dalla leggenda. La mitologia, con la innata fantasia sia delle genti che vivono dell’alpeggio  in alti  prati  o che abitano in cascinali della piatta pianura ha, da sempre, fatto dono di immaginarie creature, entità benevole e selvagge, amiche o ostili.
L’Omo selvatico, che a seconda delle località ha un nome e caratteristiche differenti (Omeon, Salvanel, Om di boschi, ecc.), mette insieme resti di antiche divinità pagane (il Greco Pan o il celtico Kernunnos), che altro non erano che l'espressione del rapporto tra l'uomo e l'elemento naturale.
Selvaggio abitante dei boschi, ricoperto di pelli, di rami e fronde, ha lunghi capelli, orecchie   appuntite,  barba incolta, il corpo dai lunghi  peli e zoccoli.
Odora di fieno e latte fresco; abita baite e fienili, i tronchi scavati o luoghi al riparo del vento, della cui forza è terrorizzato.  Mansueto e timido  il nostro  bizzarro personaggio è di  umore nero e piange   quando c'è il sole perché teme l'arrivo del brutto tempo, è di buon umore  e ride sotto la pioggia, perché aspetta la venuta del sole. In inverno sembra si  rifugi in strutture  abbandonate. Sa fare il burro, accudire il bestiame, ornare le tavole e le finestre di fiori, riordinare le case. Amico degli   animali e dei pastori  è da loro accolto con riguardo. A chi lo ospita,  offrendogli rifugio nelle notti di bufera, dispensa utili consigli, per esempio come filtrare dalle impurità, con   l'ausilio di erbe, il latte appena munto.
Se non  deriso confida con generosità agli uomini i segreti che gelosamente  custodisce, le proprietà terapeutiche e protettive di erbe, le tecniche per conciare le pelli, per forgiare i metalli. Se rispettato collabora anche al lavoro duro dell’uomo, custodendo ad esempio, le greggi e mandrie negli alti  prati e pascoli. Ma può anche   essere terribile e  vendicativo oltre ogni limite, se maltrattato con crudeltà. Di fronte alla malvagità  della società umana  sa nascondersi molto abilmente.
L’Uomo Selvatico è una figura famigliare, un tempo molto diffusa in tutto l’arco del nostro Appennino; in Lunigiana è presente principalmente nelle valli dei torrenti Acquetta e Re di Valle, ove ne fà capoluogo la frazione di Vico Monterole nel comune di Bagnone (MS).
Dall’abitato di Vico Monterole, salendo per raggiungere il rifugio del Matale in prossimità della Croce, un sentiero sulla destra conduce alla località: la Tecchia dell’Uomo Selvatico e della Ferdana.
In Lunigiana si attribuisce a questo misterioso individuo l’invenzione del formaggio e della ricotta; rappresentato come un gigante dai capelli neri e colorito scuro ha accanto a lui, come nel caso di Vico, una compagna, la Donna Selvatica (la Ferdana), che sembrerebbe alludere al ricordo di un gruppo etnico particolare, distinto dalle popolazioni locali.

Quota: € 175 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: €260 d portare con sé per mangiare, dormire, trasferimenti interni, visite ai musei e accesso alle terme. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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