[10] Date viaggio: 23 apr 2017 - 25 apr 2017

  • Senza zaino
  • Base fissa

Porto Selvaggio

Puglia, costa ovest

".…seguendo a caso tracce di passaggi capita di trovarsi su sporgenze adatte a tuffi sul gorgo che stride o, deviando per qualche centinaio di metri all’interno, di dover superare muretti a secco pronti a franare su distese di filiireee, di rovi e di ginestre spinose. La volta del cielo si chiude soltanto su elementi della natura o su rustiche rovine".

Salvatore Carachino

L’area del Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano è tra gli angoli più belli del Salento. La varietà di paesaggi, la fitta presenza di antiche masserie, le evidenze archeologiche, le grotte, i fossili e la vegetazione contribuiscono a caratterizzare questi luoghi rendendoli piacevole sfondo di facili camminate tra mare ed entroterra. Con dislivelli contenuti entro poche decine di metri, il mare sempre a vista, lungo comodi tratturi e sentieri, all’ombra di ulivi secolari e antiche masserie, questo viaggio è l’ideale per le famiglie con bambini. Si dorme in una villa storica di grande fascino, si cammina attraversando dolcemente molti paesaggi diversi e durante il viaggio tra la macchia e il mare - incontreremo Poseidone, Atena, Pan, Myrto e un’infinità di creature che eventi soprannaturali hanno trasformato in piante.

Do 23 Il parco di Portoselvaggio
5 h -14 km- Lievi saliscendi di poche decine di metri
Dalla villa, attraverso una stradicella punteggiata da olivi secolari, si raggiunge il mare e lungo la scogliera, prima bassa e poi alta, si entra nel cuore del parco. Si conoscono gli angoli più suggestivi di quest’area protetta: torri costiere, grotte, “specchie”, furnieddhri, siti di grande interesse paleontologico, tra gariga, macchia e pineta. Si rientra percorrendo la serra, piacevole affaccio sul mare, un lungo i suoi tracciati, antichi e moderni.

Lu 24: Le masserie Carignano, Sciogli, Nucci, Torsano, Torre Nova, Brusca e Nociglia
5 ore - 16 km -Lievi saliscendi di poche decine di metri
Una chiesetta paleocristiana ci dà il benvenuto in un territorio di antica frequentazione dove tra i fili d’erba spuntano le aie e le torri delle masserie. Fortezze, conventi, centri produttivi, luoghi di ospitalità e molto altro da scoprire pietra per pietra.

Ma 25: Le masserie. Carignano, Sciogli, Nucci, Torsano, Torre Nova, Brusca e Nociglia
5 h - 14 km- Lievi saliscendi di poche decine di metri
Il viaggio prosegue, sempre nel parco “Portoselvaggio e Palude del Capitano”, lungo la costa che delimita il confine con l'area marina protetta “Porto Cesareo”. Lungo un’antica via del sale, si raggiunge la Torre dell’Inserraglio, poi l’area umida della Palude con le sue spundurate (laghetti di origine carsica). Piccole calette di sabbia chiara sono preludio alla grande insenatura di Sant'Isidoro, su cui si erge la grande torre costiera che fu teatro di uno sciopero ante litteram. Possibilità di bagno in mare prima della partenza.

Inizio viaggio:

Domenica 23: alla stazione dei treni di Lecce alle ore 8.30. Da qui è organizzato un pullman che porta verso il parco di Portoselvaggio.


Fine viaggio:

Martedì 25: alla stazione dei treni di Lecce, dopo le 13.
La stazione di Lecce è collegata al resto d’Italia da numerosi treni e navette con l’aereoporto di Brindisi


Cammino:

Si tratta di un viaggio residenziale tra sentieri, costa e piste sterrate con dislivelli di poche decine di metri.


Notti:

B&B, in camere doppie e multiple.


Pasti:

Colazioni nella struttura dove si dorme, pranzi sempre al sacco; cene in B&B.


Sapori tipici:

Fave fresche, ricotta, friselle, erba di mare.


Difficoltà:

1 su 4. Si tratta di un viaggio a base fissa. Necessario allenemento di base alle ore di cammino.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Si potrebbe parlare di Porto Selvaggio descrivendo l’area fisica che porta questo nome, dominata da una costa rocciosa che è a tratti alta sul mare, a tratti bassa e ricca di insenature, dove la vegetazione naturale, la gariga, la macchia e gli endemismi botanici si alternano alla pineta, introdotta a metà del secolo scorso. Si potrebbe anche porre l’accento sui suoi preziosi reperti archeologici e sulle scoperte che ne sono conseguite, come il passaggio dall’arte preistorica figurativa a quella astratta (documentata con reperti riferibili a 12.000 anni fa), la presenza di una cultura paleolitica originale, denominata Uluzziana (caratterizzata dall’uso di piccoli strumenti in calcare a forma di semiluna e collane di conchiglie forate) e l’anticipazione del periodo, da 35.000 a 45.000 anni fa, in cui l’Homo sapiens sapiens fossilis sarebbe vissuto in Puglia. Si potrebbe poi rilevare la preziosa testimonianza paleontologica che fossili di pesci e di ossa di mammiferi rappresentano nel panorama italiano, dove poche altre aree hanno conservato “tesori” altrettanto significativi. Ma al di là di tutti questi tesori vogliamo raccontarvi quanto sia emozionante, coinvolgente, intrigante lasciarsi avvolgere dall’ombra e dalla frescura di Porto Selvaggio, così come lasciarsi rapire dai caldi raggi del sole che occhieggiano tra i pini e colorano in modo speciale il mare di questo angolo di Salento. La sua bellezza sta proprio nella ricchezza che ospita, nella varietà degli scorci, nella luce cangiante che aleggia tra torri e masserie, furnieddhri e specchie, fragni e cipressi, inondando gli spazi aperti e rischiarando quelli chiusi dai rami dei pini d’Aleppo.

Emanuela Rossi e Salvatore Inguscio

(Tratto da “Parco naturale regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Un tuffo nella bellezza”, bridgepugliausa.it)

Quota: € 110 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 160. Da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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