[12] Date viaggio: 27 apr 2017 - 01 mag 2017

  • Senza zaino
  • Base fissa

Capraia, isola delle sensazioni

Profumo di mare

"Non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento"
Irène Némirovsky

Un’isola apparentemente aspra e selvaggia che nasconde sotto gli arbusti bassi e profumati della macchia mediterranea profondi cambiamenti, ferite e tracce della secolare presenza dell’uomo e del suo lavoro.

Cinque giorni per scoprirla, sui sentieri sassosi che la caratterizzano: il Reganico per conoscerne l'affascinante macchia mediterranea, la traversata fino alla Torre dello Zenobito ci regala spunti sulla storia e la geologia, lo Stagnone ci fa apprezzare la fauna e gli uccelli di passo, il Paese, il Piano e l'Aghiale col carcere ci descrivono storie antiche e recenti, le numerose cale ci invitano a bagni accompagnati dai silenzi e dagli ampi paesaggi dell’Isola.

Gi 27 - Il paese e la storia dell'isola
2h
Arrivo sull’isola. Sistemazione nelle camere. Una passeggiata nel paese, tra vicoli, case arroccate, antiche chiese e aziende agricole. Se possibile, facciamo bagno in mare!

Ve 28 -  Monte Penne e Stagnone
6h - [+/- 650]
Lasciamo il paese ed iniziamo a conoscere l'isola. Arriviamo allo stagnone, unico lago d'acqua dolce esistente nell'arcipelago Toscano, cerchiamo di carpirne i segreti. Lungo il percorso a Sella dell'Acciatore, splendida terrazza sul mare, ammiriamo la Corsica e gran parte del Mediterraneo a perdita d'occhio.

Sa 29 - Torre dello Zenobito e Monte Arpagna 
6h - [+/- 800]
Sempre partendo dalla piazza del paese raggiungiamo la parte sud dell'isola, Torre dello Zenobito da dove è possibile osservare la suggestiva Cala Rossa, un antico cratere dell'Isola. Da qui, attraverso una salita conquistiamo il Monte Arpagna,  chiamato il semaforo, perché fu scelto dalla Marina Militare come posto di osservazione per tutto il mare circostante l'Isola e ne capiremo bene il motivo. Percorso ad anello molto impegnativo.

Do 30 -  Ex colonia Penale e la Torre della Regina
4h - [+/- 200]
Dal porto iniziamo a salire verso la dismessa colonia penale, che per anni ha segnato in modo indelebile la vita dell'isola. Proseguendo è possibile vedere i vecchi dipartimenti dell' Aghiale, il Portovecchio, la Mortola e numerosi branchi di mufloni arrivati a Nord dell'isola, a Punta Teja a strapiombo sul mare blu scuro.  Osserviamo la Corsica. 

Lu 1 – Cala Reganico e Cala dello Zurletto
4h- [+/-150]
Ultimo giorno e ultima passeggiata in questa splendida isola del mediterraneo. Una camminata fino a cala Reganico e Cala Zurletto con la possibilità di fare un bagno e goderci il sole prima del rientro.

Inizio viaggio:

Giovedì 27, ore 16.15 al Porto dell'isola, raggiungibile con traghetto Toremar (www.toremar.it) dal Porto Mediceo di Livorno con partenza ore 13.30. Il viaggio in nave dura 2.45. Comunicare alla guida l'arrivo sull'isola. Chiedere in segreteria per eventuale arrivo a Livorno il giorno prima, per il pernotto nella città. 


Fine viaggio:

Lunedì 1 maggio al Porto di Livorno alle 20.45. Partenza dall'isola ore 18.00.


Cammino:

Si cammina senza difficoltà tecniche su stradine e per sentieri (che richiedono buone scarpe) con dislivelli fino a 800m (il terzo giorno) per cui c'è da tenere conto della possibilità di fare un po' di fatica.


Notti:

Camere da 2/4 posti in appartamenti.


Pasti:

Sera nei ristoranti dell'isola, pranzo al sacco.


Sapori tipici:

Samola aggiunta a frittelle, focacce e zuppe, pesce, miele, focaccia capraiese o fecolino.


Difficoltà:

1+ su 4. Si tratta di un viaggio a base fissa. Si cammina perciò senza zaino. Ciò facilita il viaggio. Dati i dislivelli, consigliamo comunque di fare un po' di allenamento. 


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento

Il 15 giugno 1540 Giannettino Doria sorprende la flotta barbaresca di Dragut, nella baia della Girolata in Corsica, mentre i corsari sono intenti a spartirsi i prigionieri che avevano fatto nelle precedenti razzie a Gozo (arcipelago maltese), Capraia, e a Pino e Lumio in Corsica. L’azione di Giannettino Doria fu così improvvisa e rapida che solo due fuste barbaresche riuscirono a fuggire mentre i restanti navigli corsari, due galee e sette fuste vennero catturate e i loro equipaggi in parte presi sulle loro navi e in parte a terra. 

La prima preoccupazione di Giannettino fu di liberare i prigionieri di Capraia e quelli della Corsica, mentre i restanti furono portati a Genova. 

Degli abitanti di Capraia, che aveva subito un attacco durato quattro giorni nel quale persero la vita 35 di loro, solo 165 furono liberati e tra questi si trovava Jacomo, che però perdette la moglie e la figlia che erano rimaste sulle due fuste corsare che erano sfuggite alla cattura.

 I Capraiesi liberati dopo un soggiorno a Bastia vennero ricondotti a Capraia e contribuirono alla costruzione della fortezza cercando di ritornare poca alla volta ad una vita normale, anche se tra di loro mai si spense il ricordo dei loro cari defunti e di quei pochi capraiesi che erano rimasti nelle mani dei corsari. Jacomo, tornato a Capraia, fu uno dei venti uomini che in nome della comunità sottoscrisse il secondo atto di vassallaggio a Genova e come tutti gli uomini capraiesi fu costretto a fare dei turni di guardia nell’isola contro i corsari.

Nel luglio del 1542, Jacomo, durante una perlustrazione allo Zenobito, scoprì la presenza di un turco rimasto a terra, quando una galeotta corsara era stata messa in fuga dalle galee pontificie. Con una squadra di abitanti Jacomo riuscì ha catturare il corsaro. Jacomo chiese a Genova di poter tenere per se e i suoi compagni lo schiavo per venderlo e dividere tra loro il ricavato della vendita. Chiese anche che gli fosse riconosciuto un premio per essere stato il primo ad avere scoperto il corsaro. Il Magistato di Corsica a Genova accolse, in via eccezionale, le sue richieste, tenendo conto della miseria dei capraiesi, e gli assegnò due parti del ricavato della vendita del prigioniero.

Probabilmente dall’interrogatorio del corsaro, Jacomo apprese che la moglie e la figlia erano vive ed erano state vendute al mercato degli schiavi di Susa in Barbaria (oggi Tunisia) dove tuttora si trovavano. Nel mese di ottobre decise di partire per la Spagna per vedere di negoziare il riscatto: con i soldi guadagnati dalla cattura del corsaro, quei pochi ricavati vendendo i suoi beni, e quelli che gli amici capraiesi gli avevano donato. La prima tappa del suo viaggio fu a Genova dove giunse con un piccolo barchino sul quale aveva caricato un poco di vino (otto mezzarole) che sperava di vendere a Genova per raggranellare un po’ di denaro. Qui chiese al Magistrato di Corsica di poter essere sostituito a Capraia, nel suo ruolo di guardia, da un amico e di poter riavere il suo posto al ritorno. Il Magistrato di Corsica diede il suo assenso vista la volontà di Jacomo di riscattare i suoi congiunti. Partito da Genova, probabilmente sempre con il suo barchino,  fece rotta per la Sicilia e di lì si recò a Susa, dove “per spacio de uno anno, tanto feci, che riscatai mia moglere e figiola”.

Nell’anno passato a Susa, Jacomo deve essere riuscito a convincere qualche mercante locale a fargli un prestito che si era impegnato a restituire dando in pegno la propria vita. Partito da Susa, ai primi del 1545, egli arrivò a Genova con la moglie e la figlia e qui ancora una volta domandò l’aiuto del Magistrato di Corsica. Avendo saputo che si pensava di assoldare quattro uomini da mandare a Capraia, come soldati per la custodia della fortezza e per la difesa del nuovo cantiere per la costruzione della torre dello Zenobito, Jacomo chiese di far parte di detta squadra in modo da poter ricevere una paga che gli potesse permettere di sostentare la sua famiglia e pagare il debito. Non abbiamo prova che la richiesta sia stata accettata, ma tutto fa ritenere che l’avventura del povero Jacomo abbia avuto un esito positivo.

Quota: € 160 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida). 

Spese previste: € 350. Da portare con sé per mangiare, dormire, traghetto da e per l’isola Livorno. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo. 

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