[42] Date viaggio: 10 set 2017 - 14 set 2017

  • Senza zaino
  • Base fissa

Sapore di mare

Isola di Capraia

"L’insularità è, in questo mondo globalizzato, un “fenomeno di minoranze” pur tuttavia ancora diffuso seppur residuo, e questo è il vero peccato. Entro questi confini, credo, possa leggersi il caso di Capraia. Gente e animali e piante cui l’isola ha regalato uno specifico biologico e culturale che fa davvero la differenza rispetto alla cultura delle maggioranze, quella che tende alla globalizzazione. E, come sempre sulle isole, fragili equilibri, vite difficili. È da questa diversità che può nascere un amore. Un amore struggente per i valori veri che ogni isola serba nel suo specifico nascosti. Valori minacciati, valori forse in estinzione"
Danilo Mainardi

Un’isola apparentemente aspra e selvaggia che nasconde sotto gli arbusti bassi e profumati della macchia mediterranea profondi cambiamenti, ferite e tracce della secolare presenza dell’uomo e del suo lavoro.

Cinque giorni per scoprirla, sui sentieri sassosi che la caratterizzano: il Reganico per conoscerne l'affascinante macchia mediterranea, la traversata fino alla Torre dello Zenobito ci regala spunti sulla storia e la geologia, lo Stagnone ci fa apprezzare la fauna e gli uccelli di passo, il Paese, il Piano e l'Aghiale col carcere ci descrivono storie antiche e recenti, le numerose cale ci invitano a bagni accompagnati dai silenzi e dagli ampi paesaggi dell’Isola.

Do 10: Il paese e la storia dell'isola
2h
Arrivo sull’isola. Sistemazione nelle camere. Una passeggiata nel paese, tra vicoli, case arroccate, antiche chiese e aziende agricole. Se possibile, facciamo bagno in mare!

Lu 11: Monte Penne e Stagnone
6h - [+/- 650]
Lasciamo il paese ed iniziamo a conoscere l'isola. Arriviamo allo stagnone, unico lago d'acqua dolce esistente nell'arcipelago Toscano, cerchiamo di carpirne i segreti. Lungo il percorso a Sella dell'Acciatore, splendida terrazza sul mare, ammiriamo la Corsica e gran parte del Mediterraneo a perdita d'occhio.

Ma 12: Torre dello Zenobito e Monte Arpagna
6h - [+/- 800]
Sempre partendo dalla piazza del paese raggiungiamo la parte sud dell'isola, Torre dello Zenobito da dove è possibile osservare la suggestiva Cala Rossa, un antico cratere dell'Isola. Da qui, attraverso una salita conquistiamo il Monte Arpagna,  chiamato il semaforo, perché fu scelto dalla Marina Militare come posto di osservazione per tutto il mare circostante l'Isola e ne capiremo bene il motivo. Percorso ad anello molto impegnativo.

Me 13: Ex colonia Penale e la Torre della Regina
4h - [+/- 200]
Dal porto iniziamo a salire verso la dismessa colonia penale, che per anni ha segnato in modo indelebile la vita dell'isola. Proseguendo è possibile vedere i vecchi dipartimenti dell' Aghiale, il Portovecchio, la Mortola e numerosi branchi di mufloni arrivati a Nord dell'isola, a Punta Teja a strapiombo sul mare blu scuro.  Osserviamo la Corsica.

Gi 14: Cala Reganico e Cala dello Zurletto
4h- [+/-150]
Ultimo giorno e ultima passeggiata in questa splendida isola del mediterraneo. Una camminata fino a cala Reganico e Cala Zurletto con la possibilità di fare un bagno e goderci il sole prima del rientro.

Inizio viaggio:

Domenica 10 alle ore 11:15 al Porto dell'isola raggiungibile con traghetto Toremar (www.toremar.it) dal Porto Mediceo di Livorno con partenza alle ore 8.30.


Fine viaggio:

Giovedì 14, ore 18. (circa 2h45 ore di tragitto) Per chi avesse necessità, è possibile pernottare martedì a Capraia (chiedi in segreteria). 


Cammino:

si cammina su mulattiere con acciottolato e sentieri (che richiedono buone scarpe) con dislivelli fino a 622 m (il terzo giorno).


Notti:

camere da 2/4 posti in appartamenti.


Pasti:

cena nei ristoranti dell'isola, pranzo al sacco.


Sapori tipici:

torta, frittelle e zuppa di Sammola (Allium triquetrum), pesce, totani alla griglia, carpaccio di dentice,   distillati , marmellate, focaccia capraiese.


Difficoltà:

2 su 4. Si tratta di un viaggio a base fissa. Si cammina perciò con zainetto leggero, ciò facilita il viaggio. Data la lunghezza ed il dislivello di alcuni itinerari, consigliamo di intraprendere il trekking con un po' di allenamento.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Per D'Annunzio, che la intravedeva lontanissima dalla bocca dell'Arno, la Capraia era una «forma d'aria nell'aria». Un vapore lontano, uno sbuffo di balena all'orizzonte. Più vicina alla Corsica che alla terra ferma. Per chi l'ha vissuta e la vive, l'isola è il luogo del silenzio e della leggerezza.
Il regno della macchia mediterranea e dei glabri boschetti di pini marini. Dieci, dodici alberi appoggiati l'uno all'altro come ombrelli di smeraldo.
Intorno corbezzoli, salvia, mirto, rosmarino. Scogliere rosa, come rosa sono i muri delle case non intonacate. File di colline aspre come montagne. E il vento, a giorni docile e mansueto, a giorni protervo e arrembante.
Quando il cielo è sereno all'orizzonte spuntano altre «forme d'aria nell'aria»: la Gorgona, l'Elba e la Corsica.
Lo sguardo fugge verso quei vapori lontani e il silenzio si somma al silenzio. E' un posto per meditare, la Capraia. Per annusare profumi, stupirsi di colori, inebriarsi di luci cangianti guardando i giorni nascere e morire. È l'isola per tutte le stagioni. In primavera regala l'iridescente fioritura della macchia mediterranea, in estate sole e acqua trasparente, in autunno e in inverno tramonti impareggiabili che si stampano ora rosa, ora indico, ora arancio, sulla scogliera di ponente: quando fa freddo, bisogna arrivare verso sera ben coperti da maglioni e impermeabili cerati, davanti alle cale che guardano la Corsica. Si butta l'àncora e il resto lo fanno le poche nubi frastagliate come anime in pena e il sole, che prima di tuffarsi nel buio della notte, regala al mare il suo spettacolo migliore. Come la luce estiva è smagliante di magnesio, quella invernale profuma di miele e riporta alla mente gli immortali versi di Foscolo: «Forse perché della fatal quïete/Tu sei l'imago a me sì cara vieni/ O sera! E quando ti corteggian liete/ Le nubi estive e i zeffiri sereni,/ E quando dal nevoso aere inquïete/ Tenebre e lunghe all'universo meni/ Sempre scendi invocata, e le secrete/ Vie del mio cor soavemente tieni.».
E' un luogo di poesia, la Capraia. Perché è un luogo che mette in moto i sensi, crea emozioni. Un luogo del cuore e dell'anima.

Luigi Alfieri tratto da Gazzetta di Parma del 24 settembre 2010

Quota: 170 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 340. Da portare con sé per mangiare, dormire, traghetto da e per Livorno. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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