[54] Date viaggio: 17 nov 2017 - 19 nov 2017

  • Base fissa

Giglio d'autunno

Isola del Giglio

"Quest'anno l'estate indugia e non ha intenzione di lasciare il posto all'autunno. Il caldo è lo stesso, il mare è fermo e solo verso sera si increspa un po' recando sollievo. I colori sono più morbidi, plastici, quasi e tu pensi che puoi toccare l'orizzonte se appena allunghi una mano"
Caterina Baffigi

Un’isola nel mediterraneo regala emozioni tutto l’anno: un sentiero montano profumato di cisto, mirto ed elicriso, il mare immenso sullo sfondo, la torre della cittadella antica avvolta da una luce gialla, la locanda, i negozi in piazzetta e… la gente. Per i Gigliesi in estate sei solo uno dei tanti turisti, ma adesso sei chi, visitando l’isola d’autunno, apprezza e condivide vicissitudini e il piacere di stare in mezzo al mare lontano da tutto e da tutti.

Ve 17: Porto - Castello
1h - [+350]
Saliamo l'antica strada che conduce a Giglio Castello. Per chi vuole, c'è la possibilità di prendere un bus. Dopo esserci sistemati nella locanda visitiamo il borgo fortificato e la chiesa, dove ricorderemo la scacciata dei Saraceni avvenuta il 18 novembre 1799. Cena in paese.

Sa 18: Castello - Poggio della Pagana - Poggio del Sasso Ritto - Capel Rosso (Faro) - Castello
6h - [+/-250]
Escursione montana lungo la dorsale dell’isola per scoprire al Poggio della Pagana “i monti nel mare”: le isole dell’arcipelago Toscano si svelano, lentamente, durante il cammino fino al Poggio del Sasso Ritto. Durante il tragitto ci soffermiamo a parlare delle piante spontanee e dell’agricoltura dell’isola. Continuiamo a scendere poi verso l'estremo sud dell'isola, per un sentiero che attraversa una campagna, un tempo ricca di campi coltivati e terrazzamenti. Mentre il sole tramonta, rientriamo verso Giglio Castello lungo una bella strada panoramica, che mostra uno dei lati più aspri e selvaggi dell'isola. Cena a Giglio Castello.

Do 19: Castello - Spiaggia di Campese
3h - [-/+350]
Facciamo una visita al paese per respirare l'aria di festa.
Scendiamo poi per terrazzamenti con olivi e vitigni, dove ancora si produce il famoso vino Ansonaco. Ci spingiamo a visitare il nucleo di Giglio Campese con la sua spiaggia e
la sua famosa torre (utilizzata per secoli per contrastare la minaccia saracena). Nel primo pomeriggio rientro a Giglio Porto (sia in bus che a piedi) per l’imbarco sul traghetto per porto S. Stefano.

Inizio viaggio:

Venerdì 17: alle ore 14,15 a Porto S.Stefano, davanti alla biglietteria della Toremar. Traghetto Toremar da Porto Santo Stefano alle ore 14.45. E' possibile raggiungere Porto Santo Stefano con autobus da Grosseto FS alle 12,30 via Orbetello Scalo FS (13,20).


Fine viaggio:

Domenica 19: partenza dall'Isola col traghetto delle 15 della Toremar. Arrivo a Porto Santo Stefano dopo 1h e alla stazione di Orbetello Scalo alle 17.00 circa (collegamento autobus urbano Argentario-Orbetello). Grosseto e Orbetello sono sulla linea ferroviaria Roma – Livorno


Cammino:

Si cammina su stradine, piste, mulattiere e anche per sentieri, a volte comodi, a volte stretti e montani o su terreno sassoso, senza difficoltà tecniche e con dislivelli fino a, +/- 400m.


Notti:

Camere in affittacamere a Giglio Castello.


Pasti:

Pranzi al sacco colazioni e cene nei locali dell'Isola.


Sapori tipici:

Calderone (zuppa di pesce), coniglio alla cacciatora, panficato (dolce con fichi), schiaccia dolce gigliese, ansònaco (vino bianco secco di forte gradazione).


Difficoltà:

1 + su 4. Si tratta di un viaggio a base fissa. Si cammina perciò senza zaino. Ciò facilita il viaggio. I sentieri, a volte comodi, a volte più accidentati richiedono buone calzature tecniche (scarponi)


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Is Morus! Is Morus! Li turchi Li turchi». Così gridavano i torrieri del mar Tirreno e dell’Adriatico quando avvistavano le navi dei pirati all’orizzonte. E gli abitanti dei paesi costieri fuggivano verso l'interno, cercando di salvare il salvabile... Niente di nuovo sotto il sole. La pirateria era praticata sin dall'antichità dai «popoli del mare»: i Cretesi, i Fenici, i Greci e gli Etruschi, forti della loro talassocrazia, attaccavano le navi nemiche per impossessarsi di merci e uomini. I Romani, non riuscendo a debellare il fenomeno, avevano varato un'apposita legge, la "Lex Gabinia de piratis persequendis" (67 a.C.), che diede a Pompeo i pieni poteri. Ci fu una tregua, ma a partire da VII sec. d.C. il Mediterraneo tornò ad essere "infestato" dai pirati, questa volta musulmani: la "Gihàd" islamica (lotta contro gli infedeli) si tradusse in attacchi alle navi cristiane, costrette a ridurre i traffici nel Mediterraneo. Il Gargano e le Tremiti furono più volte oggetto di questo assalto. L’abbazia di Santa Maria di Kàlena fu assalita da Khair ad- din.
E'la storia del mitico corsaro del Saladino

Quota: € 110 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 130. Sono calcolate accuratamente per mangiare, dormire, autobus e traghetto tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo

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