Federica Amaducci

Federica Amaducci

Fin da piccola i miei genitori mi hanno portato in montagna a camminare. Quando si è bambini si fa quello che ai nostri genitori piace, e te non fai altro che seguirli. Ma poi ecco, che crescendo, ci si chiede quali sono le nostre vere passioni, cosa veramente facciamo perché sentiamo e non perché c'è stato imposto. Crescendo ho capito che la montagna, la natura e soprattutto camminare è una parte fondamentale di me. E' un bisogno grande che mi fa stare bene, è una delle cose più importanti della mia vita. Potere prendere lo zaino e partire è una sensazione di libertà assoluta. Il camminare è uno stato di assoluto equilibrio con il mio corpo e la mia mente, è riprendere quei ritmi naturali che la società di oggi, un po' frenetica, ci ha fatto perdere. A questa passione per il camminare si aggiunge anche quella legata ai miei studi universitari per la storia dell'arte. Questi due interessi si fondono e si completano lungo i percorsi, dove un tabernacolo, una piccola chiesa, o l'incontro con i locali diventano una fonte preziosa di conoscenza fatta di cose tangibili. Una storia millenaria fatta di cose e persone. La testimonianza della gente e di ciò che ha lasciato, che a volte solo l'occhio più attento riesce ancora a leggere.

I viaggi

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