Capodanno nel deserto

Marabutti del Marocco

Da mer 27 dic 2023 a sab 06 gen 2024

"Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso."

Dettagli del viaggio

Durata

11 gg

Difficoltà

    Difficoltà Livello 5

Info

    Rifugio Senza zaino Itinerante Estero

Quota di partecipazione: € 240 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 670, da portare con sé e poi consegnare alla guida per mangiare e dormire, guide e spostamenti locali, trasporto bagagli tende e vettovaglie con i dromedari. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.

Il viaggio

Il Draa scorre in superficie dall'Atlante fino a Tagounite e, da qui, continua, in gran parte insabbiato, fino all'oceano.  Ne seguiamo il percorso dalla città al lago asciutto di Iriki, ricco di fossili, seguendo gli antichi eremi dove sono sepolti i Marabutti, oggetto di pellegrinaggi rituali.  Con la possibilità di incontrare Marabutti vivei.  Attraversiamo la più grande necropoli preislamica del Marocco, Foum el Rjan e l'antica kasbah di M'hamid in terra cruda.

 

Scopri di più

Me 27: arrivo in serata a Ouarzazate: notte in albergo

Gi 28: arriviamo ​​al villaggio di Tagounite, dopo aver percorso la Valle della Draa, in questo tratto si trova uno sterminato palmeto lungo 200 km.  Pranzo in un ristorantino del posto e iniziamo il trekking fino al primo Marabutto, Sidi Salah.

Ve 29: lungo il letto in secca del Draa, si visita la necropoli preislamica di Foum el Rjan, le tracce del Marabutto Sidi Boushak, nascosto nel deserto. Si pernotta al palmeto di M'hamid nei pressi del terzo Marabutto, Sidi Elkhalil.

Sa 30: si giunge alla casbah antica di M'hamid fortificata e densamente popolata, molto emozionante.  Usciti dal villaggio inizia il grande Sahara. Camminiamo tra le dune fino al Marabutto Sidi Naji.

Do 31: giornata di marcia nella sabbia. Poi incontriamo la sorprendente apparizione del Marabutto Sidi Amar, siamo vicinissimi all'Algeria. Qui Festeggiamo il capodanno.

Lu 1: raggiungiamo la più alta duna del Marocco, erg Ezzahar, una montagna di sabbia che la tradizione vuole emetta suoni come di tamburo, quando soffia il vento.  

Ma 2: camminiamo sul deserto sassoso la mattina, poi inizia la pista di sabbia. Si intravede Chegaga, luogo prediletto dai nomadi. Pernottamento nei pressi delle grandi dune.

Me 3: arriviamo l'ultimo Marabutto Sidi Abderrahman nei pressi di un piccolo oasi sacro. 

Gi 4: partenza per Marrakech con i 4x4, lungo uno dei percorsi più belli. Notte in albergo.

Ve 5: visita guidata a Marrakech.

Sa 6: trasferimento indipendente all'aeroporto in taxi, secondo gli orari dei voli, non compreso nella quota (un taxi costa 10 € circa).

Inizio viaggio:

mercoledì 27, con la guida locale all'aeroporto di Ouarzazate in serata, accordando l'appuntamento secondo l'arrivo del volo.  Dall'Italia esistono molte possibilità da Milano, Bologna e Roma.

 


Fine viaggio:

sabato 6 gennaio a Marrakech secondo il volo prenotato.


Cammino:

5/6 ore al giorno per 7 giorni con zainetto leggero alcuni tratti su fondo sabbioso altri su fondo duro.


Notti:

7notti in tenda nel deserto e 3 notti in albergo.


Pasti:

cucinati dal cuoco berbero al seguito o nei ristoranti locali.


Sapori tipici:

Tajine, cous cous, datteri, miele, mandorle, ceci verdure cotte e crude.


Difficoltà:

2 su 4. Si tratta di un viaggio itinerante, in cui si cammina 12-13 km al giorno, senza zaino (i dromedari portano bagagli e materiali) e senza dislivelli. Si sperimenta la vita in tenda!


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Esistono molte leggende sul Marocco, una delle più diffuse racconta la nascita del deserto.
Molti secoli fa la terra era verde e fresca. Era percorsa da migliaia di ruscelli, gli alberi erano ricchi d’ogni genere di frutta e gli uomini, che ignoravano il male e non conoscevano la guerra, vivevano felici.
Allah aveva detto agli uomini: “Questo bel giardino è vostro e vostri sono i suoi frutti. Dovete però agire sempre con giustizia, altrimenti lascerò cadere un granello di sabbia sulla terra per ogni vostra azione malvagia e un giorno questo verde potrebbe anche sparire”.
Per molto tempo gli uomini si ricordarono di questo monito. Ma un giorno due uomini, che si contendevano il possesso di un cammello, litigarono. Appena iniziarono ad urlare, Allah fece cadere sulla terra un granello di sabbia così minuscolo che nessuno se ne accorse.
Ben presto i due litiganti vennero alle mani; allora gli uomini si accorsero che si stava lentamente accumulando un mucchietto di sabbia.
Chiesero perciò ad Allah di cosa si trattasse e Allah rispose che era il risultato della loro cattiveria e ricordò loro il suo monito: ogni volta che un uomo commetteva una cattiva azione, un granello di sabbia scendeva ad aggiungersi agli altri e forse un giorno la sabbia avrebbe coperto la terra.
Gli uomini si misero a ridere e pensarono: “Anche se fossimo estremamente cattivi, ci vorrebbero milioni di anni prima che questa polvere leggera copra la nostra terra e ci possa danneggiare”.
Così iniziarono a combattere gli uni contro gli altri, tribù contro tribù, finché la sabbia seppellì campi e pascoli, cancellò i ruscelli e spinse le bestie lontano in cerca di cibo. In questo modo nacque il deserto e da allora le tribù vagarono tra le dune, vivendo in tende, aiutate solo dai cammelli per i lunghi spostamenti, e si portarono nel cuore l’immagine della terra perduta.
Anzi, perché non dimenticassero Allah volle che ogni tanto si presentasse ai loro occhi l’immagine delle piante e delle acque scomparse. Per questo chi cammina nel deserto, vede talvolta cose che non ci sono ma, quando tende le braccia per toccarle, la visione svanisce. Sono come i sogni ad occhi ad aperti e la gente li chiama miraggi.
Solo dove gli uomini hanno osservato le leggi di Allah ci sono ancora ruscelli e palmeti, e la sabbia non può cancellarli ma li circonda come il mare circonda l’isola. Questi luoghi si chiamano oasi e là gli uomini si fermano per trovare acqua, cibo, riposo ricordando le parole di Allah: “Non trasformate il mio mondo verde in un deserto infinito”.