[40] Date viaggio: 08 lug 2023 - 15 lug 2023

  • Senza zaino

La Montagna Madre

Il trekking della Maiella

"Quel senso ospitale che è in noi abruzzesi, un po' dovuto alla conformazione di una terra isolata, diciamo addirittura un'isola; un'isola schiacciata tra un mare esemplare e due montagne che non è possibile ignorare, monumentali e libere: se ci pensi bene, il Gran Sasso e la Majella son le nostre basiliche, che si fronteggiano in un dialogo molto riuscito e complementare".
Ennio Flaiano

La Maiella è il secondo massiccio appenninico per dimensioni, ma sicuramente il più importante per le popolazioni che vi hanno sempre abitato nei dintorni, tanto da essere definita la “montagna madre” o la “montagna sacra”. 

Il trekking proposto attraversa ambienti di montagna tanto da essere protetti e valorizzati con un Parco Nazionale. Inoltre, tocca luoghi dalla storia molto significativa: dagli eremi costruiti da Celestino V e dai seguaci del suo ordine monastico, i celestiniani, alla storia del brigantaggio in Abruzzo, passando per la storia della Seconda Guerra Mondiale in Italia, fino alla cultura agro-pastorale, che ha lasciato numerose testimonianze di capanne in pietra a secco, i cosiddetti tholoi.

Sa 8: Pescocostanzo
Arrivo a Sulmona e incontro con la guida. Trasferimento con mezzo motorizzato a Pescocostanzo. Sistemazione nelle camere e spiegazione del viaggio. Cena in ristorante. Pernotto in albergo, in camere doppie con bagno condiviso.

Do 9: Pescocostanzo - Campo di Giove
5h 30 - 19 km -  [+800/-1000] 
Dall’elegante e bel paese di Pescocostanzo si scende sul sottostante altipiano, detto il Quarto Grande, per poi salire su Monte Pizzalto (1966 metri s.l.m.), balcone naturale affacciato sugli Altopiani Maggiori e sulle montagne circostanti. Fin dall’uscita dal bosco posto sul fianco (versante di Sud-Ovest) che affaccia su Pescocostanzo si può godere della vista suggestiva sul Monte Porrara. Nella discesa sul versante di Nord-Est si attraversa una faggeta e, poi, fra prati ,arbusti e coltivi, si arriva a intersecare il sentiero della Libertà del Parco Nazionale della Maiella. Una volta intrapreso il percorso tematico legato alla Seconda Guerra Mondiale sulla Maiella, si arriva comodamente a Campo di Giove, piccolo, ma interessante paese, posto a poco più di mille metri di altitudine. Pernotto in pensione, in camere doppie con bagno privato.

Lu 10: Campo di Giove - Pacentro
3h - 8 km -  [+100/-600]
Allontanandosi da Campo di Giove su comodo sentiero, si aprono ampi panorami, che vanno da Fondo di Majella fino a Monte Amaro, passando per il Monte Morrone. Il percorso è ricco d'interesse storico-religioso e ricalca antiche vie di traffico utilizzate dalle popolazioni locali già prima del Mille e sulle quali si rinvengono ancora ruderi di santuari come la chiesa di S. Angelo dei Placunti (o di Plaquido), di culti mitraici (I sec. a.C.) e resti di una chiesa donata ai monaci di S. Vincenzo al Volturno (abbazia benedettina di notevole importanza per i territori fra Abruzzo e Molise nell’Alto Medioevo). In seguito, il sentiero scende comodo fino all'abitato di S. Alberto, un nucleo rurale sviluppatosi intorno a un'abbazia casauriense (sec. XI) e abbandonato negli anni Cinquanta. Da qui si risale agevolmente all'abitato di Pacentro, fra i più bei paesi medievali d’Abruzzo. Pernotto in diversi B&B, in camere doppie con bagno privato.

Ma 11: Pacentro - Caramanico Terme
6h – 20 km - [+500/-725]
Da Pacentro si sale lungo le pendici rocciose di Monte Mileto fino al Passo San Leonardo, fra suggestivi panorami sul borgo medievale e sulla valle del fiume Vella. Si cammina in una varietà di ambienti - dalla flora mediterranea alle faggete d'alto fusto, passando per i pascoli secondari - e in una mutevolezza del paesaggio molto interessante. Dal valico si arriva a Roccacaramanico, piccola frazione di Sant’Eufemia a Maiella, ammirando le caratteristiche rave (canaloni) della Maiella. Visitato il minuto villaggio, si attraversano alcune rave del Monte Morrone. Superata la rava del Confine, si intercetta il sentiero dello Spirito del Parco Nazionale della Maiella e, in discesa, si arriva al paese di Caramanico Terme, sede principale dell’ente naturalistico. Pernotto in hotel, in camere doppie con bagno privato.

Me 12: Caramanico Terme - Rifugio Di Marco
8h –14 km - [+1200]
In questo giorno non c’è trasporto bagagli.
Si attraversa per intero la Valle dell'Orfento, una delle aree di maggior pregio naturalistico del Parco. La valle piano piano si apre, lasciando intravedere le imponenti pareti calcaree che la caratterizzano. Si procede lungo il fiume, si entra in faggeta, si raggiungono i resti dell'eremo di Sant'Onofrio e, infine, si sale, con una lunga salita, in cima alla rava dell’Avellana. Giunti sulla sommità, in breve si ridiscende verso Pianagrande, dove poco dopo si raggiunge il Rifugio M. Di Marco. Pernotto in rifugio di montagna spartano e non gestito, camerate comuni: è necessario portare con sé il sacco a pelo e lo stuoino-materassino per dormire. Cena autogestita in rifugio.

Gi 13:  Rifugio Di Marco - Roccamorice
6h – 19,5 km - [+800/-1850]
La discesa da Pianagrande a Roccamorice rappresenta il cuore del Sentiero dello Spirito del Parco Nazionale della Maiella, toccando tre eremi celestiniani e muovendosi in un contesto ambientale unico. Dal rifugio si scende di nuovo per Pianagrande, per poi deviare in direzione dell’eremo di San Giovanni. Appena risaliti a Pianagrande, si cammina per il vallone di S. Spirito. Scendendo nel fitto della faggeta, si arriva sul fondo della valle, dove si risale sul versante opposto per raggiungere l’eremo di S. Spirito. Visitato l’eremo, si torna indietro fino all’incrocio sul fondo del vallone e si prosegue immersi in un bosco. Usciti dalla selva, dopo un tratto su strada sterrata, si intraprende un ripido sentiero tra le felci, che scende nel vallone di S. Bartolomeo, e si visita l’omonimo cenobio. Dal luogo di romitaggio si risale fino a Macchie di Coco, dove si prosegue per Roccamorice. Pernotto in affittacamere, in camere doppie con bagno privato.

Ve 14: Roccamorice - Serramonacesca
6h – 15 km - [+500/-880]
L’ultima tappa del viaggio si svolge nel settore più a nord del Parco, tocca due eremi e si conclude a Serramonacesca, dopo aver visitato l’Abbazia di San Liberatore. Il primo tratto dell’itinerario si svolge su strada fino a raggiungere un colle, dove questa diviene sterrata e scende gradualmente all’interno del Vallone Sant’Angelo di Lettomanoppello. Arrivati sul fondo del fossato, lo si attraversa per raggiungere, all’ombra di imponenti pareti di roccia verticali, la Grotta Sant’Angelo. Dal vallone si risale per una traccia tortuosa e si prosegue su strada sterrata fino a toccare la strada provinciale che congiunge Lettomanoppello a Passo Lanciano. Da qui si devia a destra e dopo Fonte Pirella in corrispondenza di una curva a destra si entra su una sterrata che diviene poi sentiero. Giunti al crocevia con il sentiero D2 si scende per il Sentiero “S” in direzione dell’eremo di Sant’Onofrio. Dall’eremo si prosegue fino a Contrada Brecciarola e più a valle, giunti sulla strada asfaltata, si devia a destra per l’Abbazia di San Liberatore a Majella. Infine si cammina fino a Serramonacesca. Pernotto in ostello, in camere doppie.

Sa 15: Sulmona
Tempo di saluti e ripartenza per le proprie case.
Dopo la colazione, trasferimento con mezzo motorizzato dall'ostello a Sulmona.

Inizio viaggio:

sabato 8 arrivo alla stazione dei treni di Sulmona alle ore 17.00 con i mezzi pubblici e/o privati. Una volta arrivati a Sulmona si va con un mezzo motorizzato messo a disposizione dall’organizzazione.


Fine viaggio:

sabato 15 Dopo la colazione, trasferimento con mezzo motorizzato dall'ostello di Serramonacesca alla stazione dei treni di Sulmona.


Cammino:

sentieri di montagna, carrarecce, strade bianche, asfalto.


Notti:

albergo, b&b, rifugio, affittacamere.


Pasti:

pranzi al sacco e cene in struttura.


Sapori tipici:

sagne e fagioli, pizz’e fuje, zuppa di lenticchie.


Difficoltà:

3 su 4. Si tratta di un viaggio itinerante con trasporto bagagli, ad eccezione di una sola giornata.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

La Majella è straordinariamente ricca di testimonianze storiche, archeologiche ed architettoniche, oltre che di natura selvaggia. Abitata sin dal Paleolitico, la “montagna madre” vede l'affermarsi di forme di economia agrosilvopastorale che, insieme alla diffusione della presenza monastica e dell'eremitismo, influiscono in maniera determinante sul territorio. Innumerevoli sono le testimonianze al riguardo: dalle capanne in pietra a secco con copertura a Tholos, l'insediamento classico dei pastori, agli abitati accentrati e fortificati, con le loro testimonianze storico-architettoniche; dai diversi centri monastici e luoghi eremitici, sovente scavati nella roccia, proprio a causa della natura aspra della montagna, alle zone di dominio incontrastato di banditi e briganti, grazie all’isolamento eccessivo degli spazi.

Quota: € 280 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 550 per mangiare, dormire. Sono suscettibili di cambiamenti in più o in meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo. Sono da aggiungere 50,00 € circa per trasporto privato in minivan in base al numero dei partecipanti.

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