[64] Date viaggio: 07 ott 2022 - 09 ott 2022

  • Senza zaino
  • Base fissa

DANTE IN CAMMINO

Nei sentieri del Mugello

"come quel fiume c'ha proprio cammino 
prima da Monte Veso inver levante,
dalla sinistra costa d'Appennino,
che si chiama Acquacheta suso,
avante che si divalli giù nel basso letto, 
a a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
dall'Alpe per cadere ad una scesa
ove dovria per mille esser recetto;
così, giù d'una ripa discoscesa,
trovammo risonar quell'acqua tinta
si che 'n poc'ora avria l'orecchia offesa."
(Inferno, XVI, 94-105)

Questo viaggio a piedi ci conduce alla scoperta di un Appennino selvaggio e impavido, un tempo abitato e frequentato dai viandanti e viaggiatori, o da chi, come Dante, cercava rifugio in queste vallate aspre e selvagge. I colori autunnali dei boschi di faggio che già ad inizio ottobre iniziano il loro cambio d'abito, inebriano i nostri occhi, avvolgendoci nel loro caldo abbraccio. Qui il poeta si rifugiò esule dalla sua amata città e nella natura trovò ispirazione per i suoi capolavori: selve oscure, profondi canyon e crinali a cielo aperto ci conducono in un cammino divino, per poi..."riveder le stelle"!

Ve 7: da Marradi all'Eremo dei Toschi
13 Km - [+ 700 m] - 6h                                      
Da Marradi raggiungiamo il Passo dell'Eremo, dove inizia la salita verso il crinale da dove ci addentriamo nella parte più settentrionale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. I boschi di faggio in veste autunnale ci accompagnano lungo il percorso di crinale fino al momento in cui iniziamo la discesa raggiungendo il fondovalle. Qui la suggestiva cascata del Lavane e la più imponente cascata dell'Acquacheta ci accolgono con il loro fragore; fu proprio questo che ispirò Dante nella descrizione del fiume infernale Flegetonte. Risaliremo poi verso il crinale per raggiungere l'Eremo dei Toschi, un luogo ""salvato"" dal logorio del tempo, oggi azienda agrituristica dove sostiamo per la notte. 

Sa 8: Eremo dei Toschi - Castagno D'andrea
15 km - [+500m] - 6h
Dall'Eremo attraverso il panoramico crinale verso il Monte Falterona, raggiungiamo la valle del torrente Godenzo. Qui possiamo godere dell'imponenza dei panorami e delle foreste che coprono la parte più elevata del Parco Nazionale. Anche questi panorami ispirarono Dante per le sue opere, ma ancora oggi possono essere per noi viaggiatori fonte di ispirazione e meditazione. Prima di raggiungere il rifugio La Castellina, abbiamo modo di ammirare altre imponenti cascate, La Petrella e Calabuia, in un ambiente selvaggio e suggestivo.

Do 9:  da Castagno D'Andrea a San Godenzo 
10 Km - [+100 m] -  3h                                          Nell'ultima giornata partiamo dal paese natale del famoso pittore fiorentino del del XV secolo Andrea del Castagno. Attraverso castagneti, ampie praterie, boschi di carpino e roverelle, raggiungiamo prima il piccolo abitato di Casale per poi giungere a San Godenzo. Qui abbiamo possibilità di visitare l'imponente Abbazia benedettina, dove l’8 giugno 1302 ospitò un incontro di tema politico e militare a cui prese parte anche Dante Alighieri, mentre tentava invano di rientrare in Firenze dall’esilio. Dopo il pranzo, con mezzo privato raggiungiamo la stazione di Dicomano.

Inizio viaggio:

venerdì 7 alla stazione di Marradi ore 10.00.


Fine viaggio:

domenica 9 alla stazione di Dicomano ore 16.00


Cammino:

percorso principalmente su sentiero e in minor parte su strade bianche.


Notti:

in agriturismo


Pasti:

pranzo al sacco cene in struttura dove si alloggia.


Sapori tipici:

Tortelli di patate, tortelli di marroni, polenta, castagnaccio, torta di marroni, funghi.


Difficoltà:

2+ su 4. Si tratta di un viaggio a base fissa.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Nella parte settentrionale del Mugello, al confine con la provincia di Arezzo e la provincia di Forlì si estende la parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna ricadente nella provincia di Firenze.

Il paesaggio qui assume connotazioni decisamente montane e in questo ambiente incontaminato, tra boschi di castagno secolari e faggete imponenti, è possibile scoprire esemplari di fiori appartenenti alle specie più rare e protette, un ricco sottobosco, daini, caprioli e cervi; è inoltre ricomparsa l’aquila e la presenza del lupo è segnalata un po’ ovunque. 

Il viaggio si svolgerà quasi interamente nel territorio comunale di San Godenzo: il nome del paese deriva da San Gaudenzio, eremita nell’Alto Medioevo che si era ritirato in queste montagne per condurre una vita di preghiera; più tardi sulla sua tomba sorse l’Abbazia, nella cui cripta riposa il Santo. L’imponente edificio presenta forme romaniche sia all’esterno che all’interno, con una struttura simile a San Miniato al Monte e alla cattedrale di Fiesole; conserva preziose opere d’arte e l’8 giugno 1302 ospitò un incontro di tema politico e militare a cui prese parte anche Dante Alighieri, mentre tentava invano di rientrare in Firenze dall’esilio.

Nella seconda metà del Trecento Firenze conquistò questi territori, già dei Conti Guidi, ed iniziò ad avvalersi delle risorse del bosco; dopo i Medici, i Lorena contribuirono allo sviluppo del territorio e promossero la costruzione della strada di collegamento tra Toscana e Romagna attraverso il Passo del Muraglione.

Oggi San Godenzo è un delizioso borgo immerso tra boschi secolari alle porte del Parco delle Foreste Casentinesi, ed ha tra le sue attività economiche prevalenti l’artigianato del legno, del ferro battuto e della pietra. 

Tra i prodotti tipici il marrone, protagonista di sagre a tema, tale da dare il nome alla frazione di Castagno, poi detto “d’Andrea” in onore del pittore rinascimentale. 

Una curiosità: durante l’ultima Guerra San Godenzo subì ingenti danni, trovandosi lungo la Linea Gotica; la millenaria Abbazia fu invece risparmiata dai tedeschi, in virtù delle origini germaniche del fondatore, il vescovo Jacopo il Bavaro.

Infine da non dimenticare il re delle tavole autunnali, il marrone: una cultivar creata nell'appennino mugellano, oggi riconosciuta con il marchio IGP Marrone del Mugello, per le sue qualità organolettiche uniche rispetto alle altre varietà di castagne. Durante questo viaggio avremo la possibilità di gustare le mille ricette proprio a base di marroni.

Quota: € 110 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 180. Da portare con sé per mangiare, dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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