[94] Date viaggio: 18 feb 2021 - 21 feb 2021

  • Senza zaino

La Via dei Navicelli

Dal Mare verso la Francigena

“...nello hospedale dell’Altopascio vi hè l’oriolo che si sente, oltre che come vedo il sole, come navigante so a ogni presso che hora può essere...” (testimonianza di un navicellaio).

Vorreste visitare le due eterne città rivali, Pisa e Livorno, in modo piacevolmente differente? Seguiteci in questo inconsueto viaggio a piedi che vi farà conoscere, a passo lento, la storia e le bellezze paesaggistiche di queste due province. Un cammino molto particolare e ricco di fascino che ci riporta alle epoche di mercanti e pellegrini medievali.
Punto di approdo per i pellegrini, l’antica cripta in S. Iacopo, costruita sugli scogli livornesi, vi cala nell’atmosfera medioevale con un salto nel tempo. Percorrere la Livorno medicea con l’ausilio di un battello, vi farà scoprire quanta vitalità si diffondeva tra i suoi canali e tra le genti straniere che la popolavano. Successivamente la risalita dei vecchi canali, Pisa, l’Arno, la Monumentale Certosa di Calci, i nostri asini, che vi accompagnano lungo il fiume fino a Vicopisano e tra le paludi di Bientina. Per concludere il nostro percorso, faremo sosta ad Altopascio che, con l’aiuto del Papa, favorì la nascita dell’ordine dei Cavalieri di Altopascio, monaci armati a difesa dei pellegrini che ebbero fama nella storia medievale fino alla lontana Norvegia.

gi 18: Livorno - Pisa
km 27 - h 7,30 - [dislivello 0]
Dopo la visita alla Cripta e il viaggio in battello sbarchiamo ai suggestivi mercati generali ricavati negli edifici del periodo Liberty proprio lungo i canali del centro. Un atmosfera coinvolgente  e ricca di folklore, grazie anche alla “livornesità” che potrete cogliere osservando le abitudini del popolo labronico (detto da un pisano vi fa immaginare quanto ciò sia vero..). Il nostro viaggio prosegue verso la campagna per raggiungere la Tenuta Insuese, zona palustre di particolare pregio che in questo periodo è molto interessante a causa dell’arrivo di numerose specie ornitiche. I passi successivi ci portano a risalire le zone bonificate, dai Medici e poi dai Lorena, della tipica campagna pisana inframmezzata a boschi di macchia mediterranea e di pini marittimi. Passiamo per la splendida Basilica di S. Piero a Grado e lungo i canali come facevano un tempo i viaggiatori per arrivare a Pisa a cui riserveremo una visita. Pernottamento in ostello.

ve 19: Pisa - Marciana di Cascina
km 28 - h 7,30 - [+100/-100]
Giornata festiva dedicata al cammino sul grande fiume Arno. Le sue sponde ci guidano nella visita di numerosi villaggi e pievi in un contesto di testimonianze storiche di grande pregio. Una deviazione ci permetterà di ammirare la Val Graziosa e Calci dove si trovano una pieve romanica molto caratteristica e la monumentale Certosa, un tempo abitata dai monaci e oggi sede museale di grande valore. Ma le sorprese della giornata non sono ancora finite! Le ultime fatiche ci accompagneranno attraverso il percorso delle pievi romaniche fino al centro di accoglienza Gardenhost Il Glicine a Marciana di Cascina. Qui sarà riservata un’accoglienza particolare e una sistemazione per la notte insolita ma suggestiva. Pernottamento nel giardino del centro  sotto il cielo stellato . Sistemazione spartana in tenda fornita da organizzazione ( insieme a materassini) o nel giardino d’inverno su brandine . Colazione nel centro e cena in vicina osteria (possibile pernottamento in B&B o agritur. vicino).

sa 20: Marciana di Cascina - Vicopisano
km 13 - h 4,30 - [+150/-150]
Questa tappa è la novità di questa edizione. Partiamo in compagnia delle asine che ci affiancheranno per portare i nostri bagagli fino a Vicopisano, un bellissimo borgo fortificato disegnato dal Brunelleschi, oggi sapientemente restaurato. Una camminata che ci farà conoscere meglio la catena degli antichi Monti pisani che sono stati protagonisti del palcoscenico naturale calcato nei giorni precedenti.
Pernottamento in struttura B6b o agritur.

do 21: Vicopisano - Altopascio
km 29 - h 8 - [+250/-250]
L’ultimo giorno sarà ancora diverso. Salendo verso il monte pisano visitiamo alcune chiese romaniche molto belle. Successivamente, scendiamo ai margini dell’antico Lago di Bientina dove, lungo le rive delle zone allagate, l’avifauna trova rifugio nei mesi più freddi.
Il nostro viaggio si conclude ad Altopascio, una volta fiorente porto fluviale e importante luogo di sosta per i pellegrini protetti e accolti dai Cavalieri del Tau.

Inizio viaggio:

giovedì 18 febbraio, il ritrovo è alle ore 08.00 (puntuali) presso la Chiesa di S. Iacopo in Acquaviva a Livorno. Punto raggiungibile con Bus (linea 1, 10 min.) da stazione F.S di Livorno centrale.
Per chi arriva da lontano, sul sito www.bed-and-breakfast.it/Livorno è disponibile un’ampia offerta di alloggi su Livorno‎ (strutture non collaudate personalmente).


Fine viaggio:

domenica 21 febbraio, il viaggio termina ad Altopascio intorno alle ore 16.30. Da qui possibilità di prendere treno fs per recuperare l’auto a Livorno (via Pisa centrale) o per rientro alla residenza (Linea Firenze - Genova).


Cammino:

il cammino si svolge su sentieri, carrarecce e strade a basso traffico.


Notti:

sistemazione organizzata in ostello, B&B, agricampeggio con possibilità di avere camere doppie e singole (con maggiorazione di prezzo), bagni comuni o in stanza.


Pasti:

pranzo al sacco, colazione e cena nelle stesse strutture per la notte o in altre vicine. Possibilità di consumare cene vegetariane o vegane o che tengano conto di intolleranze alimentari (da comunicare preventivamente).


Sapori tipici:

i sapori tipici che ci accompagnano in questi giorni sono ispirate alla cucina toscana tipica e quella della costa livornese basata su piatti di pesce.


Difficoltà:

2 su 4 per la lunghezza delle tappe. Il percorso non presenta difficoltà oggettive né dislivelli impegnativi ma, data la lunghezza delle tappe, sono necessari abitudine a camminare e un poco di allenamento.


Note:

i programmi e le strutture possono subire modifiche per garantire la buona riuscita dell’esperienza e la sicurezza dei partecipanti.

negli anni dello splendore, quando sulla spianata dei Cavalleggeri c’erano anche le montagne russe e ai Bagni Trotta si poteva trascorrere una serata guardando le pellicole dei Fratelli Lumière, i cui epigoni livornesi, furono tra i primi ad aver compreso l’immenso valore della cinematografia; allora la Regina d’Etruria si bagnava sullo scoglio nero, dove sarebbe stato poi realizzato lo stabilimento balneare frequentato da principi, nobili, intellettuali, il “Dirigibile”, enorme gozzo costruito per “l’Arrisi’o”prendeva il mare alla conquista di qualche nave da scaricare, mentre gli idrovolanti volteggiavano nell’azzuffo del cielo passando bassi davanti ai “Trotta”, allo “Scoglio della Regina” e alla Bellana, per ammarare all’idroscalo, pescatori di San Jacopo e zone limitrofe ormeggiavano le loro barche nello specchio d’acqua che bagnava lo “Scoglio della Regina” e la Spianata dei Cavalleggeri, autentici pionieri di un luogo suggestivo e discreto che in seguito sarebbe divenuto un gioiello della nostra costa: il Moletto “Nazario Sauro”. Fra il Moletto covo di veri appassionati di mare, volti scuri e severi mangiati dal sole e dalla salsedine, oggi entrati nella leggenda popolare, gente capace di conoscere ogni angolo della costa, di fiutare il vento e l’arrivo della buriana, come le loro donne una presa di tabacco “maobino. San Jacopo possedeva un’antica tradizione, forse la più antica del borgo di questo “castello” (così i vari possedimenti di Pisa venivano chiamati), abbarbicato tra scogli e paludi. Erano i tempi della “Cala dei Genovesi”, laddove oggi c’è l’interrato dove sorgono alcune abitazioni situate sotto il livello stradale. Qui iniziarono la loro attività i “maestri d’ascia”, una categoria di artisti del legno capace di costruire autentici capolavori. Si trattava di personaggi circondati da un alone di magia, per le loro creazioni e furono proprio i maestri d’ascia ad essere i fautori della nascita della cantieristica nautica livomese. Per oltre un secolo essi formarono una miriade di società allo scopo di affermare la valenza della loro professione e traccie delle varie fondazioni dei maestri d’ascia si sono avute fino agli anni ‘60. Vere e proprie aggregazioni mutualistiche e professionali che permisero a questi artisti del legno e delle costruzioni navali di assumere una notevole importanza, infatti molte delle loro opere sono ancora presenti esaltando- ne le capacità e rimasero in vita sino alla metà degli anni ‘50. Comprendevano carpentieri, calafati, palombari, impegnati nei settori della carpenteria e della meccanica, nella costruzione di ponti, scali e banchine, bacini, riparazioni anche in mare di qualsiasi dimensione, in legno e in metallo, I soci mettevano a disposizione della cooperativa i loro attrezzi mantenendone però, la proprietà mentre le cooperative contrattavano i lavori da realizzare. procaeciando lavoro ai loro soci che non potevano ‘accasarsi” in altre ditte o cooperative, pena la loro cancellazione dai ruoli. Soltanto se la cooperativa concedeva il nulla osta, i soci potevano assumere altri impegni di lavoro.
La formazione dei maestri d’ascia avveniva in modo semplice, lineare, Il mestiere veniva trasmesso ai giovani attraverso un apprendistato durante il quale ricevevano una piccola cifra settimanale, ma il patrimonio di professionalità e preparazione ricevuto in cambio, era di grandissmo valore. E’ stata proprio la “Cala dei Genovesi” il primo “moletto” dei “Sant’jacopini”, al tempo in cui, laddove sarebbe sotto il Lazzaretto e più tardi l’Accademia Navale, c’erano tre polle d’acqua pura che dettero alla località il nome “Acquaviva”. Del resto molti nomi nel quartiere di San Jacopo sono legati a particolarità evidenti nei tempi passati. Via dè Funaioli, ad esempio, ebbe questo nome dai magazzini dove le donne intrecciavano la canapa per le funi di ogni dimensione dei velieri.
Un quartiere antichissimo e tra questa storia e la nascita del Circolo della Pesca “Moletto Nazario Sauro”, c’è un filo rosso che arriva fino ad oggi, legato alla tradizione ricordata e rispettata e agli evidenti progressi nati dai progetti e da quanto hanno realizzato gli appassionati soci e dirigenti di ieri e di oggi.”

quota di partecipazione: € 140 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 240 da portare con voi per pagare il viaggio in battello, ingresso alla Cripta e al museo di  Calci, vitto e alloggio (3 notti) pranzi al sacco. Le spese previste sono state calcolate accuratamente ma possono essere suscettibili di piccole variazioni in funzione del gruppo. 

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