[63] Date viaggio: 15 nov 2019 - 17 nov 2019

  • Base fissa

L'Isola che c'è

Giglio d'Autunno

"Quest'anno l'estate indugia e non ha intenzione di lasciare il posto all'autunno. Il caldo è lo stesso, il mare è fermo e solo verso sera si increspa un po' recando sollievo. I colori sono più morbidi, plastici, quasi e tu pensi che puoi toccare l'orizzonte se appena allunghi una mano"
Caterina Baffigi

Un’isola nel mediterraneo regala emozioni tutto l’anno: un sentiero montano profumato di cisto, mirto ed elicriso, il mare immenso sullo sfondo, la torre della cittadella antica avvolta da una luce gialla, la locanda, i negozi in piazzetta e… la gente. Per i Gigliesi in estate sei solo uno dei tanti turisti, ma adesso sei chi, visitando l’isola d’autunno, apprezza e condivide vicissitudini e il piacere di stare in mezzo al mare lontano da tutto e da tutti.

Ve 15: Porto - Castello
1h - [+350]
Saliamo l'antica strada che conduce a Giglio Castello. Per chi vuole, c'è la possibilità di prendere un bus. Dopo esserci sistemati nella locanda visitiamo il borgo fortificato e la chiesa, dove ricorderemo la scacciata dei Saraceni avvenuta il 18 novembre 1799. Cena in paese.

Sa 16: Castello - Poggio della Pagana - Poggio del Sasso Ritto - Capel Rosso (Faro) - Castello
6h - [+/-250]
Escursione montana lungo la dorsale dell’isola per scoprire al Poggio della Pagana “i monti nel mare”: le isole dell’arcipelago Toscano si svelano, lentamente, durante il cammino fino al Poggio del Sasso Ritto. Durante il tragitto ci soffermiamo a parlare delle piante spontanee e dell’agricoltura dell’isola. Continuiamo a scendere poi verso l'estremo sud dell'isola, per un sentiero che attraversa una campagna, un tempo ricca di campi coltivati e terrazzamenti. Mentre il sole tramonta, rientriamo verso Giglio Castello lungo una bella strada panoramica, che mostra uno dei lati più aspri e selvaggi dell'isola. Cena a Giglio Castello.

Do 17: Castello - Spiaggia di Campese
3h - [-/+350]
Facciamo una visita al paese per respirare l'aria di festa.
Scendiamo poi per terrazzamenti con olivi e vitigni, dove ancora si produce il famoso vino Ansonaco. Ci spingiamo a visitare il nucleo di Giglio Campese con la sua spiaggia e
la sua famosa torre (utilizzata per secoli per contrastare la minaccia saracena). Nel primo pomeriggio rientro a Giglio Porto (sia in bus che a piedi) per l’imbarco sul traghetto per porto S. Stefano.

Inizio viaggio:

Venerdì 15: alle ore 14,15 a Porto S.Stefano, davanti alla biglietteria della Toremar. Traghetto Toremar da Porto Santo Stefano alle ore 14.45. E' possibile raggiungere Porto Santo Stefano con autobus da Grosseto FS alle 12,30 o da Orbetello Scalo FS (13,20).


Fine viaggio:

Domenica 17: partenza dall'Isola col traghetto delle 15 della Toremar. Arrivo a Porto Santo Stefano dopo 1h e alla stazione di Orbetello Scalo alle 17.00 circa (collegamento autobus urbano Argentario-Orbetello). Grosseto e Orbetello sono sulla linea ferroviaria Roma – Livorno


Cammino:

Si cammina su stradine, piste, mulattiere e anche per sentieri, a volte comodi, a volte stretti e montani o su terreno sassoso, senza difficoltà tecniche e con dislivelli fino a, +/- 400m.


Notti:

Camere in affittacamere a Giglio Castello.


Pasti:

Pranzi al sacco colazioni e cene nei locali dell'Isola.


Sapori tipici:

Calderone (zuppa di pesce), coniglio alla cacciatora, panficato (dolce con fichi), schiaccia dolce gigliese, ansònaco (vino bianco secco di forte gradazione).


Difficoltà:

1 + su 4. Si tratta di un viaggio a base fissa. Si cammina perciò senza zaino. Ciò facilita il viaggio. I sentieri, a volte comodi, a volte più accidentati richiedono buone calzature tecniche (scarponi)


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Is Morus! Is Morus! Li turchi Li turchi». Così gridavano i torrieri del mar Tirreno e dell’Adriatico quando avvistavano le navi dei pirati all’orizzonte. E gli abitanti dei paesi costieri fuggivano verso l'interno, cercando di salvare il salvabile... Niente di nuovo sotto il sole. La pirateria era praticata sin dall'antichità dai «popoli del mare»: i Cretesi, i Fenici, i Greci e gli Etruschi, forti della loro talassocrazia, attaccavano le navi nemiche per impossessarsi di merci e uomini. I Romani, non riuscendo a debellare il fenomeno, avevano varato un'apposita legge, la "Lex Gabinia de piratis persequendis" (67 a.C.), che diede a Pompeo i pieni poteri. Ci fu una tregua, ma a partire da VII sec. d.C. il Mediterraneo tornò ad essere "infestato" dai pirati, questa volta musulmani: la "Gihàd" islamica (lotta contro gli infedeli) si tradusse in attacchi alle navi cristiane, costrette a ridurre i traffici nel Mediterraneo. Il Gargano e le Tremiti furono più volte oggetto di questo assalto. L’abbazia di Santa Maria di Kàlena fu assalita da Khair ad- din.
E'la storia del mitico corsaro del Saladino

Quota: € 110 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 130. Sono calcolate accuratamente per mangiare, dormire, autobus e traghetto tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo

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