Parco Nazionale d'Abruzzo
la wilderness italiana
"Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d’acqua natìa rimanga ne’ cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano. E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina!
Ora lungh’esso il litoral cammina la greggia. Senza mutamento è l’aria. Il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquìo, calpestìo, dolci romori. Ah perché non son io co’ miei pastori?"
Gabriele D'Annunzio
Il viaggio in breve
Durata
Difficoltà
Info
Quota di partecipazione: € 280 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione e guida).
Spese previste: € 380, da portare con sé per mangiare e dormire). Chi arriva con i mezzi pubblici versa 10 euro al giorno a chi effettua il trasporto giornaliero per raggiungere il punto di inizio dell'escursione. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.
Il viaggio
Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise nasce nel 1922 per preservare il camoscio appenninico e, da quel momento diventa il luogo della wilderness italiana, la natura selvaggia è la protagonista indiscussa del viaggio. Le Foreste Vetuste Unesco, i maestosi panorami, la presenza di animali importanti e unici come l’orso marsicano; senza tralasciare la bellezza antica dei borghi della Marsica che visitiamo, custodi di tradizioni secolari, soprattutto gastronomiche, legate alla transumanza che portava milioni di pecore dal tavoliere delle Puglie ai pascoli abruzzesi.
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Sa 18: Colli Bassi di Pescasseroli
12 km - 4h – [+/- 350]
Ritrovo con la guida a Pescasseroli direttamente alla struttura. Dopo l’acquisto del pranzo in uno degli alimentari presenti in centro, partiamo con un trekking soft dove ogni scorcio è ammaliante e beffardo come lo sguardo degli animali che ci scrutano ma non si fanno vedere. La nostra sfida di giornata sarà avvistarne il più possibile, binocolo e macchina fotografica alla mano! Lasciamo l’abitato in direzione nord, riempiamo le borracce alla “fontana degli orsi” l’acqua sgorga da due teste bronzee ursine installate a seguito della fondazione del Parco nazionale nel 1922. Andiamo dalla parte opposta del fiume Sangro passando sopra il ponte di Santa Venere, tradizionalmente i pastori partivano da qui per la transumanza fino a Candela in Puglia.
Su strada bianca iniziamo a salire dolcemente, i belati delle greggi da un lato e lo scorrere del ruscello dall’altra ci accompagnano lungo questo inizio del nostro cammino. Guadagnamo quota e a circa 1400 m e lasciamo la strada per addentrarci nella faggeta, percorrendo una desueta mulattiera arriviamo ai Colli Alti per la pausa pranzo. Da qui riusciamo a vedere gran parte della piana di Opi attraversata dal Sangro, all’interno della quale passa il Regio Tratturo utilizzato per la transumanza nei secoli passati. Una volta rifocillati ripartiamo concludendo l’anello scendendo verso il centro del paese.
Do 19: Val di Rose - Rifugio Forca Resuni 1972 m - Camosciara
14 km - 7h – [+/- 850]
Dopo colazione, prendiamo il pranzo in paese e ci spostiamo con le macchine (20 minuti).
Partiamo dal borgo di Civitella Alfedena alla scoperta delle selvagge Valle di Rose e valle Jannanghera. Saliamo su una vecchissima mulattiera fino ai 1980 metri di Passo Cavuto, davanti a noi abbiamo le vette delle quattro montagne che compongono la cosiddetta Camosciara Sterpi d’Alto, Balzo della Chiesa, I Tre Mortari e il Monte Capraro. Possiamo iniziare con un po’ di fortuna, l’osservazione dei camosci appenninici. La salita vera è finita e proseguiamo in breve fino al rifugio di Forca Resuni traversando il crinale pietroso a tratti tra pianura, discesa e leggera salita. Qui il sentiero condurrebbe fino al Monte Petroso e alle altre vette delle Mainarde ma il regolamento del parco impedisce la fruizione di queste cime proprio per non arrecare disturbo alle popolazioni di camosci appenninici che ci abitano. Pranziamo all’esterno del rifugio: la struttura, come altre all’interno del parco, è stato e lo è ancora un punto d’appoggio importante per i Guardiaparco che sorvegliano il territorio. Ci godiamo la vista sul lago di Barrea e su metà Abruzzo, tentando di scorgere qualche animale tra le rocce e i cespugli di ramno, dei cui frutti si nutrono gli orsi. Il percorso prosegue scendendo verso le faggete intricate della splendida Valle Jannanghera.
Facciamo rientro così nella bella cornice di Civitella. Tempo libero per fare il giro del paese, rilassarsi con un birra o visitare il Centro del Lupo con l’annessa area faunistica dove vive una famiglia di lupi appenninici. Rientriamo in albergo e dopo cena passeggiata serale in paese.
Lu 20: Monte Amaro di Opi 1862 m
10 km - 5h – [+/- 800]
Dopo colazione, prendiamo il pranzo in paese e ci spostiamo con le macchine (15 minuti).
Trekking in Val Fondillo, il nucleo da cui è nato il parco nel 1922, per escursione al Monte Amaro. Partiamo dalla ex segheria ora Museo dell’uomo e della Foresta dove si narrano le vicende dalla preistoria alle popolazioni sannitiche, dalla romanizzazione al medioevo, fino ai nostri giorni attraverso l'inizio dell'epoca industriale e l'istituzione del Parco. Camminiamo dapprima su una carrareccia in pianura costeggiando il torrente Fondillo, lo attraversiamo e subito sull’altro lato ci si immerge nella faggeta. Inizia la salita su stretti tornanti e mano a mano prendiamo quota. Grande è la sorpresa quando, giunti sul crinale sommitale, la prateria prende il sopravvento e il panorama diventa esteso e suggestivo, sia sulle immense faggete sottostanti, sia sulle vette della Camosciara; la vista spazia sulla Serra delle Gravare e sul Monte Marsicano. Arriviamo sull’antecima, scendiamo alla sella e saliamo sulla vetta rocciosa, a picco verso sud sono soliti passare la giornata famiglie di camosci. Pranziamo e ci godiamo la bellezza del luogo. Ristorati torniamo sui nostri passi, visitiamo il museo prima di rientrare nel pomeriggio in albergo.
Escursione facoltativa nel tardo pomeriggio:
Cicerana Rifugio del Diavolo - 7km - [+100 m]
Nel tardo pomeriggio, escursione facoltativa, alla conca prativa della Cicerana dove ci appostiamo per osservare la fauna selvatica che nel tardo pomeriggio pascola nella zona attendendo cinghiali, cervi, volpi. Rientriamo con le torce nel silenzio dell’oscurità percorrendo la carrareccia dell’andata.
Ma 21: monte Meta 2242 m
12 km - 6h – [+/- 800]
Dopo colazione, prendiamo il pranzo in paese e ci spostiamo con le macchine (25 minuti).
Partiamo dal pianoro di Campitelli, il sentiero attraversa una fitta faggeta fino a quota 1.700 metri. Da qui, il paesaggio si apre sull’altopiano dei Biscurri, ghiaioni e circhi glaciali ci accompagnano fino al Passo dei Monaci, a 1.970 metri. Una volta raggiunta la cima, ci si può godere uno dei panorami più suggestivi dell’intero Abruzzo, con vedute spettacolari sulle montagne circostanti. Dalla vetta scendiamo nuovamente al passo e proseguiamo scendendo dolcemente attraverso una spettacolare faggeta, caratterizzata dalla presenza di imponenti “campi carreggiati”, manifestazioni superficiali del fenomeno carsico. All'uscita del bosco si apre la spettacolare vista sulla catena delle Mainarde. Siamo così in breve alla conclusione dell’anello.
Rientrando a Pescasseroli, aperitivo pre-cena a Villetta Barrea il cosiddetto “borgo dei cervi”: qua nella tranquillità del paese tra il cristallino scorrere del Sangro e i rumori dell’uomo, i cervi trovano una garanzia di sicurezza dal predatore per eccellenza, il lupo e sono soliti passeggiare nei vicoli e per le strade del paese. Ottimo posto per qualche scatto insolito a questi begli animali.
Me 22: Il Lago Vivo
10 km - 4 h – [+/- 600]
Dopo colazione, prendiamo il pranzo in paese e ci spostiamo con le macchine (20 minuti).
La giornata di oggi la possiamo sottotitolare con “L’escursione a sorpresa”, sorprendente infatti è la quantità di acqua che forma il lago stesso, dipendendo dalle precipitazioni atmosferiche passa da essere un semplice stagno ad avere le forme di un bellissimo lago appenninico nelle cui acque si specchiano le vette maestose e calcaree del Monte Tartaro e del Monte Petroso. Questo è anche luogo dove non è difficile avvistare sua maestà l’orso marsicano! Iniziamo la nostra camminata dal valico di Barrea, giunti su carrareccia alla sorgente delle donne il percorso si snoda in faggeta su sentiero non faticoso nella Valle dell'Inferno in costante salita si attraversa la morena di un vecchio ghiacciaio. In 40 minuti si arriva al Valico del Buon Passo con l'effigie della Madonna delle Grazie messa a protezione dei viandanti. A breve si raggiunge il punto più alto del percorso (1656 mt) per poi ridiscendere nella meravigliosa conca in cui è incastonato lo splendido Lago Vivo a 1591 mt; a rinfrescarci troviamo la Fonte degli Uccelli. Sosta pranzo e riprendiamo a salire fino al bivio del monte Serrone dove il panorama si apre sul lago della montagna spaccata. Rientriamo alle auto nel primo pomeriggio a Barrea, brindisi di saluto e partenza.
Inizio viaggio:
sabato 18 luglio, ore 11 a Pescasseroli direttamente all'hotel.
Per arrivare a Pescasseroli sono disponibili i collegamenti in pullman giornalieri ARPA per Avezzano e Castel di Sangro.
A24/A25 Roma-Avezzano-Pescara. In auto da Roma si percorre l'autostrada fino al casello di Pescina. Si prosegue percorrendo la S.S.83 e si incontrano i paesi di Venere (735 m.s.l.m. ), Gioia dei Marsi e il piccolo centro di Gioia Vecchio. Quindi, attraverso il Passo del Diavolo (m. 1400 ) si raggiunge Pescasseroli.
A1 Napoli-Roma. Da Napoli si percorre l'autostrada fino al casello di Caianello. Si imbocca la S.S. 85 per Venafro e si prosegue con la S.S.83 per Alfedena (871 m.s.l.m.), attraversando l'Alta Valle del Sangro, si giunge a Barrea e si costeggia il Lago omonimo. Si prosegue infine per il piccolo centro di Opi e si arriva a Pescasseroli.
Con il treno linea Roma-Avezzano-Pescara sino alla stazione di Avezzano, collegamento con pullman fino a Pescasseroli. In alternativa la linea Napoli-CasteldiSangro-Pescara: stazione di Castel di Sangro, collegamento con pullman per Pescasseroli.
La guida mette a disposizione un passaggio dalla stazione ferroviaria di Cassino al un costo di 20 euro a persona a tratta. la macchina della guida ha solo 4 posti.
Fine viaggio:
mercoledì 22 luglio, ore 15 a Barrea.
Cammino:
sentieri di montagna, tratturi, sentieri rocciosi.
Notti:
in hotel.
Pasti:
mezza pensione con pranzo al sacco.
Sapori tipici:
spaghetti alla chitarra, pallotte cacio e ova, pecora alla callara, zuppe di orapi e fagioli, pizzelle, Pan dell'Orso.
Difficoltà:
3 su 4, il cammino è adatto a escursionisti allenati ad affrontare sentieri di montagna con dislivelli come da descrizione nel GxG.
Consigliati i bastoncini da trekking.
Note:
il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.
Difficoltà e Tipologia:
La vera storia della nascita del Pan dell’Orso
La leggenda narra la storia di alcuni pastori che, per via delle basse temperature, decisero di condurre le loro greggi in transumanza verso terre più calde. Per affrontare il viaggio riempirono le loro bisacche con dei dolci tipici dell’epoca: i panelli. Dolci questi molto apprezzati per via della loro ricetta a base di mandorle, miele e farro.
I pastori erano ormai in viaggio da un pezzo, fino a quando arrivò il momento di trovare un luogo sicuro in cui passare la notte. Si accamparono, dunque, tra le montagne e iniziarono a dormire, fino a quando non furono svegliati da degli strani rumori… Il loro accampamento era stato appena invaso da un grosso orso!
I pastori erano terrorizzati da quello che gli poteva accadere, ma questo timore svanì una volta capito che il grosso animale era più che altro interessato ai dolci all’interno delle loro bisacche.
Eh si… L’orso era stato attirato dall’odore invitante dei loro panelli, che divorò in pochissimo tempo. Da lì in poi, questi dolci presero il famoso nome che tutti noi oggi conosciamo: “Pan dell’Orso”. (cit. visitscanno.com)
Quota di partecipazione: € 280 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione e guida).
Spese previste: € 380, da portare con sé per mangiare e dormire). Chi arriva con i mezzi pubblici versa 10 euro al giorno a chi effettua il trasporto giornaliero per raggiungere il punto di inizio dell'escursione. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.
Puoi scegliere di pagare il tuo viaggio a piedi comodamente online tramite Paypal. Contattaci prima per la conferma della quota di partecipazione.
Puoi scegliere di pagare il tuo viaggio a piedi comodamente online tramite bonifico o con Paypal. Contattaci prima per la conferma della quota di partecipazione.