Via Matildica del Volto Santo
Pievi, borghi e castelli
"Gli Appennini sono per me un pezzo meraviglioso del creato. Alla grande pianura della regione padana segue una catena di monti..."
Goethe
Il viaggio in breve
Durata
Difficoltà
Info
Quota di partecipazione: 330 € da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione e guida).
Spese previste: 480 € da portare con sé per mangiare, dormire e trasporto bagaglio. Sono calcolate accuratamente tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo.
Il viaggio
Un vero e proprio pellegrinaggio che ci porta a conoscere la famiglia dei Canossa, e soprattutto Matilde. Una donna vissuta 1000 anni fa che ancora oggi aleggia in queste terre emiliane, ha plasmato il territorio con borghi e castelli. In questo cammino passiamo tra decine di borghi medievali e ammiriamo tutti i castelli più noti dove ha vissuto la Grancontessa. Siamo accolti dalla genuinità degli abitanti di queste terre, la loro simpatia, accoglienza e assaggiamo la famosa cucina, nota in tutto il mondo con i suoi prodotti tipici dal parmigiano reggiano ai mille insaccati e paste ripiene.
Arriviamo ad ammirare le cime più alte dell'Appennino Tosco Emiliano, i suoi ombreggiati sentieri di alta montagna con i suoi santi e le sue leggende.
Una volta arrivati in Garfagnana un paesaggio completamente diverso si presenta di fronte a noi e per chi vuole, allungando il viaggio avrà l'emozione di entrare nella cattedrale di San Martino da pellegrino e ammirare il Volto Santo.
La bellezza del paesaggio costellato da borghi e castelli, l'accoglienza e la cucina emiliana, il contesto lontano dal turismo di massa e i servizi che incontriamo durante il cammino ci farà sentire coccolati.
Scopri di più
Lu 8: Ciano d'Enza - Casina
15 km - 4 h - [+700/-500]
Ritrovo con la guida alla stazione ferroviaria di Ciano d'Enza alle 13:00. Ci dirigiamo verso Rossena, dopo il passaggio nel borgo, la visita al castello e alla torre di Rossenella. Attraversiamo la valle del torrente Vico, tra laghetti di acqua sorgiva e giungiamo a Canossa, visita al castello e aperitivo nelle sue scuderie, con assaggio della famosa birra Matildica prodotta in Belgio da monaci trappisti. Oltre a scoprire il perché una famosa birra belga porta questo nome, durante l'aperitivo andiamo a conoscere Matilde di Canossa raccontata da Mario, il massimo esperto in materia sulla vita della famosa Grancontessa. Da qui procediamo per l'affascinante borgo di Votigno, dove ha sede l'unica casa del Tibet in Italia. Oltrepassato il borgo patrimonio dell’UNESCO arriviamo al curatissimo Bergogno, paese di origine medioevale, pochi passi ancora per raggiungere il b&b dove soggiorniamo.
Ma 9: Casina - Carpineti
17 km - 6 h - [+750/-500]
Questa tappa è piena di spunti storici e paesaggistici. Salutiamo gli ospitali gestori del b&b, per dirigerci verso Carpineti. Passato l’antico borgo di Monchio, si giunge al castello Matildico di Sarzano, definito il più elegante dei castelli dei Canossa e dove l’ultimo conte fu l’attore Cristopher Lee Carandini, interprete dei famosi Dracula. Passata la cittadina di Casina, tra panorami e Case a Torre si arriva a Marola, possiamo ammirare l'Abbazia Matildica di Marola, dove venne trovata una pergamena datata 1159 che accenna al Formadio, considerato il progenitore del Parmigiano Reggiano. Dopo una panoramica discesa arriviamo al nostro hotel e gustiamo una cena tipica della collina reggiana.
Me 10: Carpineti - Toano
23 km - 7 h - [+1100/-1200]
Lasciato l'hotel attraversiamo il paese di Carpineti e un sentiero in salita in mezzo al bosco ci porta al castello delle Carpinete. Anche questo castello Matildico ha un'importante storia, tanto da essere chiamato “ La Nuova Roma” perché oltre ai suoi importanti avvenimenti storici, ospitò il Papa per 7 anni. Da qui scendiamo verso il borgo di Savognatica e la solitaria chiesa di San Pietro, dove per un breve tratto il nostro cammino si sovrappone al sentiero Spalanzani. Proseguiamo tra panorami e calanchi e arriviamo al piccolo ponte dell'Oca dove attraversiamo il fiume Secchia, per poi giungere all'abitato di Cavola. Passati i bei borghi di Stiano, Corneto e Manno, arriviamo al paese dal sapore montano di Toano, visitiamo la sua antichissima Pieve di origine Matildica e ci dirigiamo in una piacevole discesa verso il b&b che ci ospita per la notte. Se il meteo ce lo permette, un bel tuffo in piscina.
Gi 11: Toano - Civago
20 km - 6 h - [ +900/-500]
Lasciato il b&b del piccolo borgo di Villa Bonicelli ci dirigiamo in un selvaggio sentiero che costeggia il torrente Dolo, fino all'antico borgo di Cà di Gnano e scendiamo al fiume Dolo. Qui troviamo in antico ponte a schiena d'asino, attribuibile al XVII-XVIII secolo, si tratta dell'unico esempio nell'Appenino Reggiano. Noi scegliamo la via modenese del sentiero di Matilde, passati i paesini di Romanoro e Rovolo giungiamo al lago di Fontanaluccia e al suo incredibile panorama visibile dal sentiero sopra la diga. Dopo il paesino di Gazzano arriviamo a Civago sede della nostra tappa, non prima di aver scorto l’antico rifugio del più famoso brigante della montagna reggiana, il temibile Amorotto. A Civago a 1000 metri esatti di altitudine, un caldo albergo ci accoglie con la sua cucina casalinga.
Ve 12: Civago - San Pellegrino in Alpe
17 km - 6 h - [+950/-450]
Partiti da Civago si percorrono sentieri in quota che passano per i rifugi San Leonardo e Segherie, passando a 1700 metri di altezza sul sentiero 00 del crinale. Ci dirigiamo verso il passo delle Forbici e da qui scendiamo al caratteristico rifugio Le Maccherie. Ci congiungiamo alla variante estiva, salita fino al passo Radici, seguita da una breve discesa verso San Pellegrino in Alpe, dove soggiorniamo all'albergo ristorante Appenino, in funzione dal 1221.
Sa 12: San Pellegrino in Alpe - Castelnuovo di Garfagnana
18 km - 5 h - [+200/-1300]
Lasciamo l'Emilia per entrare in Toscana, più precisamente in Garfagnana, bellissimi panorami ci stupiranno, siamo nel cuore della Garfagnana in provincia di Lucca, tra l'appenino Tosco Emiliano e le Alpi Apuane. Il sentiero è quasi completamente tra antichi boschi di castagno. Passata la località di Valbona, arriviamo a Castiglione di Garfagnana dove è presente un'antica Rocca. Sempre in discesa prima del paese di Pieve di Fosciana troviamo un piccolo guado sul torrente Castiglione. Ora in pochi passi giungiamo a Castelnuovo di Garfagnana dove finisce il nostro cammino e con mezzi pubblici possiamo rientrare nelle città di provenienza. Per chi volesse in autonomia raggiungere Lucca, un'ora di treno ci porta nella cittadina custode della scultura del Volto Santo.
***Sistemazione: selezionate piccole strutture ricettive che da generazioni sono "ospitalieri" del nostro Appennino. Le camere sono doppie, triple o quadruple. Essendo un gruppo è richiesto spirito di adattamento e comunità.
Inizio viaggio:
lunedì 8 giugno: ritrovo ore 12:00 alla stazione ferroviaria di Ciano D'enza nel comune di Canossa.
Fine viaggio:
sabato 13 giugno: ore 15:00 circa, alla stazione ferroviaria di Castelnuovo di Garfagnana.
Cammino:
dato che il cammino è di circa 110 km abbiamo ogni tipologia di sentiero, pochissimo asfalto, molti sentieri di montagna e strade bianche. Prepararsi ai dislivelli indicati nel GxG.
Trasporto bagagli, si cammina con zaino leggero.
Notti:
in b&b e hotel.
Pasti:
mezza pensione con pranzo al sacco.
Sapori tipici:
le paste ripiene come tortelli, cappelletti, lasagne, anolini. Casagai, barzigole, gnocco fritto, gnocco con la panna, scarpazzone.
Difficoltà:
3 su 4. Vedere i dislivelli descritti nel GxG, è adatto per camminatori abituali, simile ai cammini più battuti come la Via Degli Dei o La Via Francigena, hanno più o meno le stesse difficoltà.
Note:
il percorso può subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.
Difficoltà e Tipologia:
In questo cammino sono veramente tanti i cenni storici e le leggende. Matilde ha un alone di mistero è una delle persone più affascinanti del Medioevo, la sua storia ci permette ogni giorno di scoprire un suo aneddoto. Dai castagneti, all'invenzione della parola Formaggio e alle sue guerre con Enrico IV e con il diavolo.
A proposito di diavolo c'è la famosa leggenda legata a San Pellegrino eremita e il Diavolo: si narra che il foro si creò quando San Pellegrino rispose con uno schiaffo così potente al Diavolo, infuriato dalle preghiere e dalle croci del santo, da scagliarlo contro la montagna, trapassandola.
Al passo San Pellegrino vedremo un bar diviso in due dal confine e anche il Santo diviso in due dal confine Tosco Emiliano. Poi il nostro arrivo al Lucca ci porterà ad emozionarci nel vedere il volto definito acheropita della statua lignea costudita nella cattedrale.
Quota di partecipazione: 330 € da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione e guida).
Spese previste: 480 € da portare con sé per mangiare, dormire e trasporto bagaglio. Sono calcolate accuratamente tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo.
Puoi scegliere di pagare il tuo viaggio a piedi comodamente online tramite Paypal. Contattaci prima per la conferma della quota di partecipazione.
Puoi scegliere di pagare il tuo viaggio a piedi comodamente online tramite Paypal. Contattaci prima per la conferma della quota di partecipazione.