Il Sentiero dell'Inglese
tradizioni nella Calabria Greca
Se vai in Calabria sentirai che c'è un odor di Calabria come c'è un odor di neve, come c'è un odor di sole.
Anselmo Bucci
Il viaggio in breve
Durata
Difficoltà
Info
Quota di partecipazione: € 390 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione e guida).
Spese previste : €440 da portare con sé per mangiare, dormire e trasferimenti. Sono calcolate accuratamente tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o in meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo.
Spese non previste: la cena e il pernottamento del 2 maggio al borgo di Staiti.
Il viaggio
Una terra d’altri tempi, tra borghi grecofoni, uliveti secolari e affascinanti fiumare.
Si entra nella vera essenza della Calabria greca, terra accogliente come le sue genti, gioiosa come i suoi balli e le sue musiche tradizionali. Angoli incontaminati della Calabria, bellezze custodite tra le valli dell'Aspromonte. Un cammino che sviluppa una microeconomia basata sull'accoglienza e contribuisce a sostenere il territorio nelle sue piccole realtà.
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Do 26: Melito Porto Salvo
Giornata dedicata all'arrivo e sistemazione nelle proprie abitazioni, ospitalità diffusa. Ci ritroviamo prima di cena per due passi a Pentidattilo e chi desidera può ritirare le credenziali del camminatore.
Siamo in Calabria nell'estrema punta dello stivale, dove miti e leggende si fondono tra loro. Ove Scilla e Cariddi comandavano i flutti dello stretto di Messina costringendo i naviganti a dare il meglio della loro abilità per non naufragare e la fata Morgana che con i suoi miraggi confondeva i nemici facendoli perire nelle acque dello stretto. Questo cammino ci porta alla scoperta del Parco Nazionale dell’Aspromonte e del suo paesaggio inedito ed avvincente. Tra borghi, cascate, paesi fantasma, boschi e fiumare, troviamo un nuovo equilibro ed un interesse sincero verso questa terra, ci muoviamo tra monti e affacci sul mare, respirando l’odore intenso del bergamotto e della macchia mediterranea. Il viaggio parte da Pentedattilo e termina a Staiti ma non mancano interessanti passaggi come Bova, entrato nella lista dei Borghi più Belli d’Italia.
Lu 27: Pentidattilo - Bagaladi
18 km – 6 h – [+730/-560]
La tappa di oggi ci farà vivere l'inizio di un sogno.
Esistono luoghi dove il tempo non corre, respira insieme alla terra. Nel cuore dell'Aspromonte, lungo i sentieri che ancora sussurrano l'antica lingua dei Greci di Calabria, ci attende un'esperienza che va oltre il semplice trekking: un viaggio nell'anima selvaggia del Mediterraneo. Il nostro cammino parte dai 462 metri di quota della piazza di Pentidattilo. Non è un inizio qualunque: ci troviamo nel borgo fantasma più suggestivo della Calabria, un luogo che sembra scolpito nel mito.
"La visione è così magica che compensa di ogni fatica... selvagge e aride guglie di pietra lanciate nell’aria, nettamente delineate in forma di una gigantesca mano contro il cielo." Edward Lear - Diario di un viaggio a piedi.
Proprio come il viaggiatore ottocentesco, si rimane incantati dalla ciclopica "mano di pietra" che sovrasta l'abitato. Ma Pentidattilo oggi non è più solo silenzio: è un borgo che ha ripreso colore. Le sue pietre sono tornate a vivere tra il verde dei fichi d'India, aprendo le porte a botteghe artigiane ricche di saperi antichi e piccoli negozi che profumano di tradizioni ritrovate. Lasciandoci alle spalle le dita di pietra, ci incamminiamo verso Bagaladi, il cuore dell'Aspromonte. Durante questa prima giornata, i sensi iniziano a comprendere il vero significato del nome "Aspromonte": un territorio aspro, sì, ma di una bellezza struggente e sincera. Si cammina tra contrasti cromatici unici, dove il bianco della roccia incontra l'azzurro del cielo e i toni caldi della terra calabrese. Questa tappa è un classico esempio di trekking mediterraneo, dove la geologia si fonde con la storia dei borghi. Camminare tra Pentidattilo e Bagaladi significa attraversare un ecosistema unico, caratterizzato dalla transizione tra l'area costiera ionica e i primi contrafforti montuosi.
Il cammino è dominato dalla Macchia Mediterranea. Incontriamo fichi d'India rigogliosi, maestosi ulivi secolari (molti dei quali nel territorio di Bagaladi, celebre per il suo olio extravergine d'oliva "Ottobratica"). Piante aromatiche come origano, finocchietto selvatico e lentisco, che rendono l'aria profumatissima. Lungo il sentiero si possono scorgere i calanchi, spettacolari solchi nel terreno argilloso creati dall'erosione, che regalano un aspetto quasi lunare.
Ma 28: Bagaladi – Amendolea di Condofuri
18 km – 6 h – [+420/-710]
La nostra tappa inizia a Bagaladi, la porta d'accesso al Parco Nazionale dell’Aspromonte. Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni: questo borgo custodisce un passato straordinario. Il suo nome, eco di antiche radici arabo-greche, racconta di una terra dove i popoli si sono incontrati e fusi. Conosciuta come il "paese dell'olio", Bagaladi ci accoglie con i suoi uliveti secolari a una quota di 262 metri, offrendo il mix perfetto tra aria di montagna e profumo di macchia mediterranea. Lasciata Bagaladi, il sentiero si snoda attraverso un territorio che sembra uscito da un dipinto, passiamo per San Lorenzo Superiore, un borgo che domina la valle, dove il tempo sembra essersi fermato. Passiamo dal piccolo e suggestivo Santuario della Cappella, un luogo di pace ideale per riprendere fiato e infine San Pantaleone, attraversiamo questo borgo ricco di fascino, prima di affrontare la salita verso il crinale che domina le fiumare di Condofuri e Amendolea.
Dall'alto, lo sguardo spazia su questi giganti di pietra e ciottoli: antichi fiordi un tempo navigabili, oggi spettacolari letti di fiumara che disegnano il volto selvaggio della Calabria Grecanica. Attraversiamo ampi greti, simboli di una natura potente, per raggiungere la nostra meta: Amendolea di Condofuri, all'ombra del castello che sorveglia la valle.
Me 29: Amendolea di Condofuri – Bova
16 km – 6.5 h- [+1100/-530]
Partiamo da Amendolea (Amiddalia), l'antico "mandorleto" incastonato su uno sperone roccioso, per raggiungere la nobile Bova, capitale di questa terra antica. Il cammino inizia ai piedi dell’affascinante borgo abbandonato di Amendolea, dove lo sguardo domina la confluenza delle fiumare in un paesaggio dalla leggendaria Rocca del Lupo. Partendo da quota 160 metri, sfidiamo nuovamente il greto della fiumara Amendolea. Superato il guado, il sentiero si inerpica tra uliveti secolari e un suggestivo "dedalo di zig-zag", dove i recinti tipici e le piste sconnesse raccontano la vita pastorale autentica di queste montagne. Visitiamo Gallicianò, l’Acropoli della Magna Grecia: una sosta obbligata nel borgo considerato il più greco d'Italia. Qui la lingua, la musica e l’accoglienza profumano di storia antica. Lasciato Gallicianò, attraversiamo boschi di lecci e la profumata macchia mediterranea, risalendo i fianchi della valle su una storica mulattiera lastricata che testimonia secoli di passaggi.
La fatica della salita sarà ricompensata dall'ingresso trionfale a Bova, la capitale dell'area grecanica. Uno dei borghi più belli d'Italia, dove la pietra delle case si confonde con la roccia e la vista spazia fino all'Etna e al Mar Ionio.
Gi 30: Bova – Monte Grosso – Bova
19 km – 6 h – [+800 /-780]
Esistono luoghi dove il tempo smette di scorrere e la storia si respira in ogni refolo di vento, il borgo di Bova, incastonato nella sua rupe aspromontana, è uno di questi. Questa tappa, è un affascinante percorso ad anello, un'immersione totale nella bellezza selvaggia e monumentale dell'Aspromonte. Il cammino inizia nel cuore del borgo, tra i vicoli che portano all'antica acropoli e i resti delle fortificazioni erette contro i Saraceni nel IX secolo. Salendo verso i ruderi del Castello Normanno, che domina la valle dall'alto del suo sperone roccioso, si sente l'eco di una storia millenaria che rivive nella Cattedrale e nei palazzi nobiliari. Lasciata Piazza Roma e l'abitato di Bova, il sentiero si snoda lungo un’antica mulattiera lastricata, abbracciata dai profumi della macchia mediterranea. Ad ogni passo, lo sguardo volge indietro alla Rocca di Bova che si staglia fiera contro l'azzurro intenso del mare, come una gemma incastonata nel blu. Attraversando i paesaggi mutevoli dell'altopiano, raggiungiamo i Campi di Bova (1200 metri s.l.m.), dove l'ombra rinfrescante delle pinete ci accompagna verso la meta finale. L'arrivo a Monte Grosso (1311 metri s.l.m.) è il culmine di un'emozione pura. Da qui, il panorama si apre su una scenografia quasi surreale: la profonda e selvaggia Vallata dell'Amendolea e lo sguardo magnetico su Roghudi Vecchio, il "borgo fantasma" aggrappato alla roccia, insieme a Chorio, silenziosi custodi di una civiltà perduta.
Ve 1: Bova – Palizzi
13 km – 4.5 h – [+300/-870]
La quinta tappa del cammino ci conduce da Bova a Palizzi, il borgo medievale più a sud dell’intera penisola italiana. Palizzi non è solo un borgo, è una testimonianza vivente del passato: annoverato tra i siti paleolitici più antichi d’Europa, questo centro dell’area grecanica conserva un’aura di sacralità. Il borgo appare quasi scolpito nella roccia, incastonato ai piedi di un imponente costone roccioso e sorvegliato dai ruderi del maestoso Castello, simbolo eterno della nobile famiglia da cui il paese prende il nome. Lungo il sentiero, siamo abbracciati dalla natura selvaggia dei monti Grappida e Caruso. Il panorama si apre sulla caratteristica fiumara, mentre il borgo si svela lentamente ai nostri occhi come un segreto custodito gelosamente dalle montagne.
In questo angolo di Calabria, il tempo ha deciso di rallentare il suo scorrere, permettendoci di respirare ogni passo in totale armonia con l'ambiente. Camminare verso Palizzi significa immergersi in una combinazione straordinaria di architettura medievale, vicoli stretti e pietre che raccontano secoli di storia culturale. La fatica del cammino sarà ampiamente ricompensata dai sapori della tradizione calabrese, famosi per la loro intensità. Per vivere l’emozione di arrivare dove la terra finisce e inizia il mito, esplorando un borgo che sfida i secoli con la sua bellezza aspra e autentica.
Sa 2: Palizzi – Staiti
22 km – 7 h –[+900/ -600]
Oggi percorriamo l’ultima tappa che ci conduce al piccolo borgo di Staiti dove termina il nostro cammino, passando per il piccolo paese di Pietrapennata. Il borgo di Pietrapennata ospita, all’interno della chiesa madre, una pregevole statua in marmo del XV sec, purtroppo la chiesa non è sempre aperta. Riprendiamo il sentiero passando tra lecci, felci e peri selvatici. Raggiungiamo i ruderi di santa Maria dell’Alìca, un complesso di edifici religiosi costruito a partire dal XII sec. Staiti è il più piccolo comune della Calabria per numero di abitanti e si è guadagnato questo titolo grazie alle sue duecento anime o poco più. Qui tutto è familiare ed intimo, le case con le tegole cotte dal sole si affacciano sulle “rughe”, spazi che danno il senso della comunità, che uniscono e rafforzano i legami tra anziani e giovani che coraggiosamente hanno deciso di rimanere. Staiti si racconta attraverso le porte dipinte degli antichi “catoi” cioè le caratteristiche cantine seminterrate, parla attraverso panorami unici e cibo genuino e tipico. L’anima di questo paese sono i suoi abitanti, che raccontano la storia del paese che è anche la loro storia. Una storia di gente umile ma riccha di tradizioni importanti e ormai rare. Perché a Staiti la storia non si legge sui libri, ma si ascolta dalla voce dei suoi abitanti. È la storia di una gente umile e fiera, custode di tradizioni diventate ormai rare. È l’abbraccio finale di una Calabria che non si dimentica.
Il nostro cammino termina nel piccolo borgo di Staiti dove abbiamo la possibilità di fermarci a dormire e rimandare all’indomani il trasferimento collettivo con navetta alla stazione ferroviaria di Brancaleone e da lì procedere al rientro verso le nostre provenienze.
Inizio viaggio:
domenica 26 aprile: incontro con la guida alle ore 16:00 alla stazione ferroviaria di Melito Porto Salvo. Presentazione e trasferimento con navetta al borgo di Pentidattilo.
Per chi arriva in auto può parcheggiare nei pressi della stazione, ci sono parcheggi sia liberi che a pagamento.
Per chi arriva in treno, dalla stazione di Reggio Calabria centrale, si prosegue con il treno Regionale per Melito di Porto Salvo.
In aereo, si consiglia di arrivare a Reggio Calabria e prendere il treno per raggiungere Melito di Porto Salvo.
Si suggerisce, per chi arriva il giorno prima, la visita al museo Archeologico di Reggio Calabria dove è possibile ammirare manufatti di rara bellezza nonché i famosi bronzi di Riace.
Fine viaggio:
sabato 2 maggio ore 18:00 al Borgo di Staiti, dove abbiamo la possibilità di fermarci a dormire e rimandare all’indomani il trasferimento collettivo con navetta alla stazione ferroviaria di Brancaleone e da lì procedere al rientro verso le nostre case.
Alla sera l''ultimo treno utile da Brancaleone a Reggio Calabria è alle ore 19:59. Da Borgo Staiti alla stazione di Brancaleone sono 12 km, circa 20' di macchina, da organizzare con un taxi se si vuole partire la sera del 2 maggio.
Se si pernotta a Borgo di Staiti, la mattina dopo si raggiunge Brancaleone con una navetta collettiva. Treni da Brancaleone a Reggio Calabria ore 8:49 e 9:17.
Cammino:
strade bianche, sentieri e brevi tratti in asfalto in ingresso e in uscita dai borghi.
Notti:
case dell’ospitalità diffusa, b&b e agriturismo.
Pasti:
pranzi al sacco, cene in home restaurant.
Sapori tipici:
i prodotti alimentari dell'Aspromonte sono di tipica tradizione pastorale e contadina: il friabile pane di grano cotto nel forno a legna, le patate d'Aspromonte, la ricotta affumicata, il canestraio, il torrone ripieno di mandorle.
Difficoltà:
3 su 4. Si tratta di un cammino itinerante con zaino in spalla, articolato in sei tappe. Il cammino non presenta particolari difficoltà ma si consiglia un allenamento per i dislivelli indicati nel gxg.
Note:
Il percorso può subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche.
Difficoltà e Tipologia:
Dal Diario di un viaggio a piedi in Calabria e nel Regno di Napoli.
Il sistema di viaggio che io e il mio compagno adottammo, allorché questi diari furono scritti, era il più semplice ed anche il meno costoso: abbiamo, infatti compiuto l’intero viaggio a piedi (…). In Calabria, un asino per caricarvi quel pò di bagaglio che avevamo portato con noi, ed una guida (…). Poiché in quelle province non ci sono alberghi, se non sulla strada carrozzabile che corre lungo la costa occidentale, il viaggiatore deve sempre contare sull’ospitalità di qualche famiglia, in ogni città che visita.
Sono parole di Edward Lear, paesaggista/viaggiatore inglese, tratte da “Diario di un viaggio a piedi in Calabria e nel Regno di Napoli” (Editori Riuniti, 1992). Nel 1847 questo originale camminatore percorse a piedi la Calabria in luoghi che lui definì esotici e dai cui paesaggi trasse spunto per realizzare numerose e preziose stampe.
Fu ospitato dalle famiglie dell’epoca che lo aiutarono a comprendere meglio la realtà economica, culturale e sociale locale. A testimonianza del suo viaggio, alcuni comuni della provincia di Reggio Calabria gli hanno dedicato numerosi monumenti e targhe.
Quota di partecipazione: € 390 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione e guida).
Spese previste : €440 da portare con sé per mangiare, dormire e trasferimenti. Sono calcolate accuratamente tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o in meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo.
Spese non previste: la cena e il pernottamento del 2 maggio al borgo di Staiti.
Puoi scegliere di pagare il tuo viaggio a piedi comodamente online tramite Paypal. Contattaci prima per la conferma della quota di partecipazione.
Puoi scegliere di pagare il tuo viaggio a piedi comodamente online tramite bonifico o con Paypal. Contattaci prima per la conferma della quota di partecipazione.