Il Parco delle Meraviglie

Riserva Naturale dell'Uccellina

Toscana
Da gio 20 feb 2025 a dom 23 feb 2025
Codice viaggio [95]

“Paludi, mandrie brade, butteri, malaria, banditi, Miscuglio di antica civiltà e vita selvaggia…mitologia mediterranea”
Guido Piovene

Dettagli del viaggio

Durata

4 gg

Difficoltà

    Difficoltà Livello 5

Info

    Pensione Senza zaino Base fissa

Quota di partecipazione: € 200, da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 215, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o meno legati a variazioni prezzi e al comportamento del gruppo.

Il viaggio

Quattro giorni a piedi nella Natura incontaminata e selvaggia del Parco della Maremma. Sarà possibile sperimentare i sentieri nascosti nella macchia che si affacciano improvvisamente a panorami incredibili, i monasteri misteriosi celati nei boschi, le falesie verticali a picco sul mare cristallino o le sabbiose spiagge dorate fino alla foce del fiume Ombrone, tra pineta e saline, lungo canali costruiti dall’uomo per strappare la terra al mare. Non mancano le esperienze legate ai prodotti che vengono coltivati nel parco: in particolare olio e vino, storicamente da sempre vanto di questa zona fin dal tempo degli Etruschi. 

Scopri di più

Gi 20: Tra Natura e uomo, la laguna
8 km - 3h - [+/- 50]
Trasferimento a Orbetello per la visita della Laguna, vestigia delle vastissime lagune costiere esistenti fino alla caduta dell’Impero romano e del particolare ambiente della Maremma, terra tra mare e acqua. Aperitivo di benvenuto in un luogo suggestivo, rientro e cena. Briefing con la guida per il giorno successivo.

Ve 21: Tra Natura e Cultura, la grande traversata del parco- zona Alberese
15 km  - 5h – [+/- 350]
Una traversata del parco che ci permette di immergerci in molti ambienti diversi che lo caratterizzano; partendo dagli oliveti della zona di Alberese, all’ingresso del parco fino al monastero cistercense di San Rabano, nascosto ancora oggi nel folto della macchia ; quindi l’immersione nell’”oliveto antico”, uno straordinario bosco di olivi ultracentenari ancora oggi produttivi, dai quali di ricava l’”Olio del Parco” per affacciarci dall’alto sulla Pineta Granducale e sulla costa sabbiosa; quindi le torri di avvistamento spagnole, la Spiaggia di Collelungo, lingua di sabbia protetta lunga 6 chilometri e mezzo e per finire l’attraversamento della profumata Pineta Granducale, dove sarà facile incontrare le vacche maremmane brade, come vengono allevate in questa terra.

Sa 22: Tra Natura e Storia, Talamone e la spiaggia delle Cannelle- zona Talamone
12 km - 5 h - [+/- 200]
Una giornata sull’altro versante del Parco, alle spalle della splendida Talamone e della sua baia, salendo lungo sentieri che regalano affacci straordinari sul mare : siamo in falesia, roccia pura a picco sull’acqua! Il percorso si snoda tra profumi e colori di macchia, cielo e mare fino alla spiaggia delle Cannelle, preziosa soprattutto per la foresta di Posidonia che la caratterizza, prezioso alleato della costa. 

Do 23: Tra natura e tecnologia, la foce dell’Ombrone
10 km - 3 h - [+/- 0]
Un percorso semplice, alla portata di tutti, lungo sentieri che percorrono la zona del parco meno frequentata, quella in cui la realtà naturale del territorio sta riprendendosi i propri spazi, con il mare che penetra nel terreno e lo rende inadatto alla pineta piantata dall’uomo per asciugare e mettere a frutto la terra; ricompaiono ambienti preziosissimi dal punto di vista naturalistico-ambientale, tutti “ecotoni” (ovvero zone di confine) ricchissimi di vita, anche se non quella sfruttabile commercialmente. Zone che raccontano di “paduli”, lagune, stagni salmastri…e dell’uscita del fiume nel mare, con la mescolanza di acque dolci e salate, dove il falco pescatore è tornato a nidificare, seguito dalla ricerca scientifica del Parco stesso. Un saluto all’anima più vera della Maremma, “terra di mare”.
Termine ore 15.30 circa ad Alberese per il trasferimento per chi necessita alla stazione ferroviaria di Grosseto. Saluti e partenza.

 

Inizio viaggio:

giovedi 20 ore 14 Agriturismo oppure stazione FFSS Grosseto.

Pullman da Grosseto FS a Alberese (vedere orari su trip-planner di At-bus https://www.at-bus.it/it/strumenti/trip-planner.html inserendo Grosseto FS in partenza e Alberese Chiesa- come arrivo). 

Passaggio auto della guida da stazione FS Grosseto (solo il giorno di arrivo e di partenza) a 10€ a tratta.

 


Fine viaggio:

domenica 23 ore 15 Alberese, oppure stazione FFSS Grosseto.


Cammino:

sentieri nel Parco, sterrati a volte sassosi.


Notti:

agriturismo.


Pasti:

cene in struttura e pranzi al sacco.


Sapori tipici:

pici al ragu bianco di cinghiale, zuppe di legumi, olio EVO bio del Parco, vini bio del Parco dell'Uccellina, cinta senese, pasta di farro, peposo, acquacotta, vermentino di Toscana.


Difficoltà:

2 su 4. Si tratta di un viaggio a base fissa con dislivello e lunghezza  affrontabili da chiunque in buone condizioni fisiche.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

La Bella Marsilia

Morsa dai venti, arroventata dal sole della grande estate maremmana, corrosa dalle intemperie, la Torre della Bella Marsilia, sui monti dell’Uccellina, resiste indomita e fiera come l’anima della giovinetta che vi crebbe e della quale ha preso il nome. Chi, in Maremma non conosce o non ha sentito nominare la Torre della bella Marsilia?

Nel 1500 questo superstite rudere era uno dei castelli più belli della Maremma, con il mastio, le due torri, gli spalti merlati e in esso viveva la ricca e potente famiglia dei Marsili. Attorno, la fitta macchia mediterranea, giù a picco le aspre scogliere, e il mare con le sue collere selvagge e i suoi teneri mormorii.

In questo ambiente, a contatto della natura, crebbe Margherita, la figlia giovinetta di Nanni Marsili, dalla fulva chioma e dagli occhi viola, ardita, coraggiosa e bella. E di coraggio ce ne voleva a quei tempi, per vivere nella infelice terra di Maremma aperta a tutti gli sbarchi, preda di tutte le cupidigie. E non sempre dei coraggiosi era la vittoria.

Una notte nel 1511 (il mese è imprecisato) il libeccio urlava con tanta furia e il mare ruggiva con tanta ferocia che al castello si allentò la guardia degli uomini affidandola all’infuriare degli elementi; chi poteva avventurarsi, sia per mare che per terra, sui monti dell’Uccellina in una tale notte d’inferno?

Ed ecco invece una masnada di corsari arrampicarsi silenziosi e felini su per le scogliere, guidati dal crudele Ariodemo Barbarossa. Erano sbarcati inosservati, forse per la foschia, nelle insenature di Cala di Forno ed ora si avvicinavano con gioia feroce al castello immerso nel sonno e guarnito di pochi difensori, sicuri della vittoria. E a un tratto, con l’urlo selvaggio del vento ecco le urla non meno selvagge degli assalitori, ecco le prime invocazioni, i primi comandi. Ma colti di sorpresa i difensori si difendono male, scavalcato il ponte levatoio i ladroni sono ormai dentro il castello e la carneficina comincia implacabile e spietata.

L’alba livida rischiarò uno dei più orribili spettacoli. Unica scampata al massacro Margherita, la giovinetta dagli occhi viola. E non certo per pietà: così giovane e bella rappresentava “l’oggetto” più prezioso del bottino e bisognava non farle male se la si voleva vendere a Solimano I.

Asportato tutto quello che si poteva portar via, distrutto tutto quello che si poteva distruggere, i pirati legarono e imbavagliarono la fanciulla impietrita dall’orrore, trasportandola insieme con altre cose, giù alle sambuche in attesa.

Margherita coraggiosa e fiera non implorò misericordia; si ribellò come una furia, rifiutò il cibo, giurò a se stessa che avrebbe ripagato male per male.

Quando i pirati la deposero davanti al sultano questi la guardò con ammirazione e stupore proprio come si guarda un monile prezioso: quei riccioli dai riflessi di fiamma e l’impero di quegli occhi viola lo soggiogarono.

Per quanto giovane e ignara (aveva appena sedici anni) Margherita intuì subito il potere di quel fascino e ne approfittò senza scrupoli portando lo sgomento e la disperazione dell’harem. Il sultano la elesse prima sua favorita poi moglie legittima; sottomesso a lei giovinetta, come un fanciullo.

Ma la prima moglie e le ex favorite lottavano e complottano per conservare il trono ai loro figli e questo disturbava Margherita la quale molto graziosamente, ottenne di far piazza pulita delle madri e dei figli.

Abbagliato dal fulgore di quella chioma rossa, Solimano concedeva, concedeva …. E Margherita fu la vera padrona dispotica, crudele, decisa a rivalersi di quello che avevano fatto a lei.

E così il sultano  Selim II, fu il figlio di Margherita Marsili detta la Rossa la quale si spense, ormai paga e ben vendicata, nel 1566 a Costantinopoli.

Pare che, nonostante il suo coraggio, le fosse mancato quello di rivedere la sua terra, il suo castello devastato dove più nessuno dei suoi viveva. E chi sa se nei momenti in cui l’odio, l’ambizione, l’orgoglio tacevano, avrà mai pensato a quella sua torre alta sul mare, ai suoi boschi, alla sua gente.

La torre sulla quale pesa tanta storia e tanta leggenda svetta ancora sui monti dell’Uccellina. E quando il sole al tramonto trae riflessi cuprei dalle aspre scogliere, pare che una gran chioma fiammeggiante fluttui nel vento, fasci e lambisca le vecchie pietre della torre mentre giù sotto, le onde placate si fan viola come gli occhi di quella antica fanciulla maremmana.

Quota di partecipazione: € 200, da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 215, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o meno legati a variazioni prezzi e al comportamento del gruppo.