Cammino Federiciano

Verso Castel del Monte

Puglia
Da sab 12 ott 2024 a sab 19 ott 2024
Codice viaggio [69]

"Accolti da boschi, pianure e marine, nell'accecante luce meridionale, rivivrete il mito di eroi e sovrani che resero grande la Puglia"

Dettagli del viaggio

Durata

8 gg

Difficoltà

    Difficoltà Livello 9

Info

    Pensione Senza zaino Itinerante

Quota di partecipazione: € 400 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 670 da portare con sé per mangiare, dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o in meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo

Il viaggio

Un cammino sui luoghi di Federico II, un’occasione per ripercorrere le tracce dell’imperatore “stupor mundi” che tanto amava la Puglia e per riscoprire la viabilità storica che attraversa il territorio del Mediterraneo dall’Antica via Appia Traiana agli impervi percorsi medievali, fino ai tratturi della transumanza.

Via di Imperatori e guerrieri di età romana e pellegrini in età cristiana, è stata attraversata anche da Bizantini e Normanni, Svevi e Angioini in cammino da Roma verso la Terra Santa.
Federico II di Svevia fu Re di Sicilia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Gerusalemme, nato a Jesi il 26 dicembre 1194 da Enrico VI della dinastia tedesca degli Hohenstaufen e Costanza d’Altavilla. Poliglotta, Federico II fu colto edificatore, protettore delle arti e grande rivoluzionario del Medioevo, appassionato di falconeria, filosofia, astrologia, scienze della natura e poesia. Diede grande vigore al meridione italiano, grazie anche allo sviluppo della scuola medica di Salerno e alla nascita dell'Università di Napoli. Accostatosi con rispetto e interesse all'Islam, ammise alla sua corte sapienti provenienti da ogni regione mediterranea; fu cosi visto come l’incarnazione dell’Anticristo, tanto da subire due scomuniche.

Federico II morì nel castello svevo di Fiorentino di Puglia la notte del 13 dicembre 1250. Fu uomo di pace e guerriero allo stesso tempo, filosofo, architetto e letterato, esempio ineguagliabile di uomo integrale, che riuscì ad attirare a sé l’attenzione del popolo e di svariati studiosi, dando vita così ad una lunga serie di miti e leggende popolari.


8 giorni e 120 km in cammino nel cuore della Puglia Federiciana, immersi in paesaggi di rara bellezza, da Gioia del Colle a Trani, partendo dalle Bizantine origini del Castello di Gioia Del Colle ai boschi di Cassano nelle Murge passando dalla federiciana Altamura, fino al paesaggio dell’habitat rupestre di Gravina in Puglia, tra i Castelli di Gravina, Garagnone e Castel Del Monte, parte della rete militare Sveva, percorrendo insieme sentieri e mulattiere sconosciuti, ricchi di storia e cultura da raccontare; Trani è la meta del viandante, con la Cattedrale di San Nicola Pellegrino costruita in riva al mare!

Scopri di più

Sa 12: Gioia del Colle.
Nel pomeriggio arrivo a Gioia Del Colle e accoglienza della guida.
Siamo al Castello Normanno-Svevo di Gioia del Colle, dove la leggenda narra dell’Imperatore, che accortosi della gravidanza, roso di gelosia fece gettare la giovane dama in una prigione ricavata sotto la torre detta appunto della regina. Qui Bianca Lancia fece nascere Manfredi, qui in preda alla disperazione per essere stata accusata di infedeltà si recise i seni, che inviò su di un vassoio d’argento all’Imperatore insieme al suo bambino.
Sistemazione in struttura ricettiva e cena. Presentazione del programma.  


Do 13: Gioia del Colle - Cassano delle Murge
24 km - 7h [ +194 m/-215 m]
Lasciato il centro storico e la città di Gioia c’incamminiamo su lunghi sentieri brecciosi che seguono l’Acquedotto Pugliese fino a costeggiare i binari in disuso della linea ferroviaria Gioia del Colle – Rocchetta Sant’Antonio. Percorriamo un ombroso viale di querce che ci riportano lungo gli sterrati dell’acquedotto, circondati da distese verdi di ulivi in contrasto con la tipica terra rossa della Valle d’Itria che ormai abbiamo alle nostre spalle. Superato il ponte dell’acquedotto immerso nel Bosco di Mesola, che segna un cambiamento radicale del paesaggio. A Cassano delle Murge, dalla piazza del municipio una strada principale ci porta sulla via del Convento S.Maria degli Angeli e la sua grotta naturale, luogo di pellegrinaggio poiché nel 1250 fu scoperta l’immagine sacra della madonna affrescata su di una parete. Lasciato questo luogo spirituale percorriamo una lunga pista ciclabile in salita per raggiungere Borgo Fra Diavolo, punto d’ingresso della Foresta Mercadante, la più grande dell’intero Parco nazionale dell’Alta Murgia (circa 1300 ettari). Il sentiero che seguiamo la attraversa diagonalmente portandoci nel cuore della foresta, la sua flora è ricca di pini d’Aleppo, cipressi, roverelle, lecci, fragni ,querce spinose, olmi, robinie. La fauna è invece rappresentata dalla presenza di rapaci notturni, (civetta, gufo comune e reale barbagianni), cornacchie, falco grillaio, gheppio, poiana. Continuando a seguire lo sterrato, raggiungiamo un’azienda agricola con un podere di 177 ettari. L’agriturismo che ci ospita.   

Lu 14: Foresta di Mercadante - Altamura
25 km -8 h [+559 m /-423 m]
Dal territorio di Cassano delle Murge su una bretella di collegamento tra la Via Traiana e la Via Appia la località era una stazione di sosta e dei cavalli. Dopo esser sbucati dalla foresta, è la storia che inizia a far da padrona su questo percorso. Si raggiunge Lamalunga, qui ci troviamo nei pressi della grotta in cui è stato scoperto l'Uomo di Altamura. La grotta di Lamalunga, nel territorio di Altamura, è caratterizzata da un sistema di cavità carsiche e stretti cunicoli. Vi si accede attraverso un inghiottitoio profondo circa dieci metri superato il quale, dopo un percorso di circa sessanta metri, ci si imbatte in uno straordinario reperto archeologico noto come l'Uomo di Altamura, scheletro fossile di un uomo vissuto nel Pleistocene medio-superiore.
Il Pulo di Altamura è la più grande dolina carsica dell'Alta Murgia. Si apre, a circa 477 m s.l.m. e raggiunge i 92 metri di profondità. Solcato da due lame e da pareti verticali ricche di grotte abitate dall’uomo almeno da 5.000 anni, il Pulo si presenta come un anfiteatro naturale, silenzioso e arcaico. Sul versante nord è attraversato da un importante sistema rupicolo caratterizzato da una flora e una fauna di notevole interesse.
Lo sterrato continua fino a congiungersi alla strada che porta alla Chiesa Madonna del Cammino e poi alla città di Altamura e alle sue mura megalitiche varcando Porta Bari.
Nel pomeriggio, arrivo e sistemazione in struttura. Tempo libero per riposo.
Cena di gruppo in trattoria e pernottamento.


Ma 15: Altamura - Gravina in Puglia
16 km -5 h - [+190 m/-316 m]
Riguardo la splendida Cattedrale di Altamura fu Federico II a volerne la ricostruzione nel 1232 secondo l'arte e l'architettura romanica del tempo. Era una delle quattro basiliche palatine di Puglia, cioè alle dirette dipendenze dell'imperatore di Svevia. Nonostante egli volesse ridurre la Chiesa ad essere il braccio destro imperiale nelle questioni della fede. Immaginava uno Stato Laico, slegato da quelli che erano i dogmi imposti dalla chiesa, e libero di ampliare le proprie vedute attingendo conoscenza da qualunque cultura e religione. E' una tappa breve quella che porta alla vicina Gravina in Puglia. Dopo aver lasciato il centro storico e raggiunto la zona industriale un sottopasso che supera i binari della linea ferrovie Appulo Lucane ci colleghiamo ad un lungo sterrato che finisce ad un bivio di fronte a Masseria Santa Teresa e camminiamo su una carrareccia fino ad incontrare ad un altro bivio un tratturello coloratissimo in primavera perché circondati dalle gialle ed alte ferule. Spuntiamo su di una strada asfaltata che entra al Borgo Murgetta e da qui ci porta sulla strada che conduce al castello di Gravina.
Federico II raggiunse Gravina per la prima volta nel 1223 e fu profondamente colpito dalla bellezza del luogo per i boschi estesi, per i campi fertili, per le copiose sorgenti d’acqua potabile e per un lago artificiale. « Offre grano e vino, la ricchissima città di Gravina... giardino delle delizie... » (Federico II).
All’arrivo sistemazione in struttura e tempo libero per passeggiata tra le vie del centro e cena.
Rientro e pernottamento.


Me 16: Gravina in Puglia - Poggiorsini
28 km - 7 h - [+480m/-369 m]
Si attraversa il ponte acquedotto in pietra della Madonna della Stella che collega scenograficamente le due sponde della gravina passando sopra l'affascinante Habitat Rupestre, esempio di unione tra uomo e natura. Qui le grotte erano usate come luogo di difesa e riparo, ma anche come abitazione o come luogo di culto, prima pagano poi cristiano. Saliamo attraverso una mulattiera al colle di Botromagno che offre uno dei panorami dell’Alta Murgia e nel quale è presente un parco archeologico dell’Età del Ferro. Scendiamo dall’altro lato del colle e percorriamo un brevissimo tratto di provinciale dove troviamo una granda fontana, un ottimo punto per abbeverarsi e per una breve pausa. Ripartiamo e ci immettiamo su una piccola strada di campagna che segue il canale d’acqua La Pescara che ci accompagna per quasi tutto il resto del percorso. Il cammino si addentra nella Fossa Bradanica, subito spuntano le numerose Case della Riforma Fondiaria tra le vaste distese coltivate a cereali, una delle più importanti aree steppiche d’Italia. Le attraversiamo, il percorso si fa suggestivo, saliamo verso est ed affianchiamo la provinciale, la ferrovia (Gioia del Colle – Rocchetta Sant’Antonio) ed il gradone dell’Alta Murgia. Dopodichè la lunga stradina di pietre si addentra nella valle per allontanarsi dall’altopiano e raggiungere la piccola Poggiorsini. Fu un tempo feudo della famiglia Orsini che diede il proprio nome al paese. Fu popolato sin dal Paleolitico antico, anche grazie alla presenza di sorgenti d'acqua perenni che ancora scaturiscono nelle sue prossimità. E fu una stazione della via Appia antica e del tratturo Melfi-Castellaneta. Nel Medioevo il suo territorio fece parte del feudo di Castel Garagnone.


Gi 17: Poggiorsini - Castel del Monte
27 km - 8 h [+456/-375m]
Poggiorsini si affaccia sulla Basilicata, le colline della Vallone del torrente Roviniero sono come un dipinto, si vede anche il castello solitario, Monteserico. Lasciamo il paese più piccolo del cammino e percorriamo la pista ciclabile che ci porta alla stazione e da qui uno sterrato raggiunge la Rocca del Garagnone, definito castello invisibile, (perché abilmente costruito su di uno sperone roccioso e da materiali provenienti dall'altura). Dalla sua vetta lo sguardo spazia per chilometri nella variopinta Fossa Bradanica, una valle nella quale affiorano depositi in prevalenza argillosi e dove scorrono i torrenti Basentello e Roviniero. Qui ci troviamo al centro di una rete castellare a controllo del territorio murgiano, frontalmente visibile su di una collina c'è Monteserico, il castello solitario, e alle nostre spalle, il Castel del Monte, luogo di arrivo di questo cammino. Dopo aver lasciato il silenzioso e panoramico Garagnone ci addentriamo in una sinuosa lama che “sfocia” ad un lungo sterrato in leggera salita che termina a Torre Diperata (686 metri), il punto più alto dell'altopiano dell'Alta Murgia.
Da qui un bivio, giriamo a destra, il percorso si fa gradualmente in discesa ed eccolo che appare sullo sfondo!
Affascinante e misterioso. La Corona di Pietra dalla forma ottagonale. Isolato su un’altura delle Murge, da dove si domina un panorama vastissimo. Una forma e posizione imponente e inquietante. La discesa continua lungo viali alberati fino a Torre di Nebbia. Sosta pranzo in Masseria.
Ci colleghiamo ad una strada asfaltata e poi un caratteristico sentiero che attraversa casedde e pagliari, ci permette di arrivare in agriturismo ai piedi del castello.
Sistemazione e cena.


Ve 18: Le Vie di Castel del Monte - Andria - Trani
15 km - 4 h [+172/-548m]
In cammino verso Castel Del Monte e la visita del maniero.
Il documento in cui si nomina il castello è una lettera inviata da Gubbio, nel gennaio 1240, dall'imperatore svevo Federico II al giustiziere di Capitanata, Riccardo di Montefuscolo, ci parla di lavori di copertura da eseguire in relazione al «castro quod apud Sanctam Mariam de Monte».
Ci si addentra in Lama Genzana che "sfocia" sullo sterrato che segue l'Acquedotto Pugliese in direzione Andria, una della città molto amate da Federico II. Sul cammino s'incrociano masserie, jazzi, poste, casedde, pagliari e peschiere antiche lungo tratturi, sentieri e mulattiere tra lecci e roverelle.
Con un mini bus ci trasferiamo e ci lasciamo alle spalle l’altopiano dell’Alta Murgia per entrare dalle campagne andriesi.
La città era rimasta fedele al monarca svevo durante la ribellione delle città pugliesi ed egli le concesse esenzione dalle pesantissime tasse, lasciando incisa nella memoria la frase Andria "Fidelis, nostris affixa medullis absit. Vale felix, omnisque gravaminis expers" ("Andria fedele, affezionata fino al midollo delle nostre ossa, alzati! Vivi felice, senza più alcun peso"). Queste parole furono scolpite sulla porta d'accesso alla città, Porta Sant'Andrea. Vi sono sepolti i resti delle sue due mogli, conservate nella cripta della cattedrale: Isabella d'Inghilterra e Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme che qui partorì Corrado; la madre, diciassettenne, morì dieci giorni dopo e Corrado IV, fu designato alla successione da suo padre.
All’arrivo a Trani sistemazione in struttura e cena.


Sa 19:  Trani
Consegna del Testimoniu.
Una città famosa per la  Cattedrale di San Nicola il Pellegrino e si affaccia direttamente sul mare, (inserita nella lista delle "meraviglie italiane"), oltre che per la produzione di un particolare tipo di marmo (la pietra di Trani) e di vino Moscato.
Il suo caratteristico porto (con i numerosi ristoranti di pesce fresco), da sempre crocevia di popoli e culture del Mediterraneo e porta per l'Oriente. Una città ricca di bellezze artistiche ed architettoniche, chiese di ogni epoca (come la chiesa di Ognissanti, il Monastero, il quartiere Ebraico e le sua Sinagoghe) e palazzi signorili, testimonianze del suo glorioso passato: importante scalo commerciale fino al XVI secolo, si pensa vi sia stato promulgato il primo codice marittimo del mondo occidentale, gli Ordinamenta et consuetudo maris (Statuti Marittimi), nel 1063.
Il punto di arrivo è il suo castello, fondato nel 1230. Fatto erigere a tutela del suo prediletto Regno di Sicilia. Sorge a breve distanza dalla celebre cattedrale, strategicamente collocato al centro di una rada, i cui bassi fondali si sarebbero sempre rivelati un'ottima difesa naturale. A una torre del castello Federico II fece impiccare Pietro Tiepolo, preso prigioniero nella battaglia di Cortenova del 1237. Nel castello il figlio di Federico, Manfredi, il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Comneno.

Salutiamo i partecipanti al cammino e la comunità locale con la consegna del Testimonium. 
E' l’occasione per sensibilizzare anche la cittadinanza sull’importanza del camminare come azione quotidiana che ci deve vedere parte attiva di un cambiamento lento e profondo.

Tempo libero per una sosta relax  in riva al mare o partenze.

Inizio viaggio:

sabato 12 ore 16:00 ritrovo con la guida al Castello Normanno-Svevo di Gioia del Colle.

Trasferimento in autonomia da aeroporto o stazione di Bari con mezzi pubblici (treni regionali) sia in arrivo che in partenza. 


Fine viaggio:

sabato 19 ore 16:00 alla stazione di Trani.


Cammino:

strade secondarie chiuse al traffico, sentieri, mulattiere, tratti di murgia. Sono necessari: scarpe da trekking o con suola antiscivolo, borraccia almeno 1 L, kway o poncho , zainetto per il trekking da 20/30 L, cappellino per il sole, crema protettiva, ricambi ed effetti personali.


Notti:

b&b e agriturismo.


Pasti:

pranzi al sacco e cene in struttura


Sapori tipici:

La Murgia di Federico II è tra i territori italiani a più alta densità di prodotti tipici locali. Centinaia di ricette e prodotti antichissimi, la cui varietà rispecchia la varietà del paesaggio e l’altissima biodiversità dei suoi territori, ne fanno una meta di turismo gastronomico di grande interesse.

Dai legumi alle cacciagioni, dal vino all’olio extravergine, dall’arte bianca a quella della lavorazione del latte, tutto parla di una grande tradizione mediterranea, in grado di tradursi in eccellenza in ogni luogo di degustazione. Non è un caso se tanti chef italiani quotati in terra straniera, provengano dalle cucine altomurgiane.

Tra i prodotti spontanei della terra, rinverdiscono le tavole cime di rapa, cicorie selvatiche, sivoni, le tenere cimarelle, gli asparagi e i finocchietti selvatici, cucinati a Pasqua con l’agnello di produzione locale. Vero vanto dell’alta Murgia è però il Fungo Cardoncello, versatile e apprezzato ingrediente di tanti primi e secondi piatti, contorni e torte salate. Rinomati, per il loro gusto carattere forte, anche i “lampascioni” o cipollacci, dall’intenso sapore amaro. L’abbondanza di antiche cultivar di frumento, come la varietà “eletta” Senatore Cappelli, rende molto ricercata la pasta fatta a mano secondo i metodi artigianali. Non mancano mai sulle tavole murgiane le orecchiette (o coppitelli) con i pomodorini freschi o con il ragù (meglio se di cinghiale); gli “strascinati” di grano duro e semola o farina di grano arso, ottimi con broccoli e mollica fritta; i “troccoli” (o troglioli), spaghetti doppi e corti conditi con carne di cavallo e ricotta dura; i cavatelli o capunti, che si accompagnano ai legumi tipici del territorio: fagioli, ceci (bianchi e neri), lenticchie, cicerchie.

Apprezzate in tutto il mondo, le focacce rustiche semplici o ripiene. Tipici, il calzone di San Giuseppe (una focaccia arrotolata ripiena di cipolle, uva sultanina, olive nere e acciughe) e le pettole, frittelle salate che vengono consumate a Natale. Ricca, la gamma di gusto dei formaggi fatti a mano, erede di  una tradizione lattiera antichissima. Tra i formaggi pecorini e vaccini di produzione artigianale, prevalgono quelli a pasta filata, freschi (come fior di latte, mozzarella, stracciatella, nodini, trecce, scamorze, manteca e burrate) e stagionati, come il Pallone di Gravina, dal 2010 eletto Prodotto Tradizionale Regionale attraverso la revisione del Ministero dell’Agricoltura.

Rinomato anche il canestrato. che spesso si accompagna ai salumi tipici. Fiori all’occhiello della tradizione enologica sono la Verdeca dolce di Gravina e il vino Rosso Canosa, prodotto con uva di Troia.

Tra i dolci, ottimi se accompagnati da amari e rosoli prodotti con le erbe spontanee del costone murgiano, rinomati in tutto il mondo sono il sasanello (o susimello o mostacciolo) al vin cotto o al cacao, le chiosere (o cartellate natalizie) fritte e condite con miele o vincotto, i calzoncelli (panzerottini dolci ripieni di miele, mandorle o ceci tritati), le mandorle zuccherate, i marzapane di mandorle, le chiacchiere (dolci fritti di Carnevale), i taralli con le uova al vino bianco, le scarcelle o pupe (dolci pasquali a base di uova e ricoperti di glassa e confettini colorati), le sfogliatelle (dolce natalizio a base di sfoglie di pasta a forma di nastro ripieni di mandorle tritate, marmellata di uva o mele cotogne, garofano e cannella). Tipico dolce “ibrido”, utilizzato come intermezzo in abbinamento a formaggi tipici stagionati, è il “panetto”, mattonella dolce che la tradizione vuole inventata dalle suore clarisse nel XVI secolo. Il dolce è la migliore sintesi dei profumi della terra murgiana: fichi essiccati al sole delle Puglie, mandorle, uva passita, scorze d’arancia, pistacchi e farina, legati tra loro con miele e vincotto di fichi.


Difficoltà:

3 + su 4. Si tratta di un viaggio itinerante con zaino trasportato. Il cammino è adatto a tutte le persone abituate a camminare, alcune tratte superano i 20km.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Un cammino sui luoghi di Federico II, un’occasione per ripercorrere le tracce dell’imperatore “stupor mundi” che tanto amava la Puglia e per riscoprire la viabilità storica che attraversa il territorio del Mediterraneo dall’Antica via Appia Traiana agli impervi percorsi medievali, fino ai tratturi della transumanza.

Via di Imperatori e guerrieri di età romana e pellegrini in età cristiana, è stata attraversata anche da Bizantini e Normanni, Svevi e Angioini in cammino da Roma verso la Terra Santa.
Federico II di Svevia fu Re di Sicilia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Gerusalemme, nato a Jesi il 26 dicembre 1194 da Enrico VI della dinastia tedesca degli Hohenstaufen e Costanza d’Altavilla. Poliglotta, Federico II fu colto edificatore, protettore delle arti e grande rivoluzionario del Medioevo, appassionato di falconeria, filosofia, astrologia, scienze della natura e poesia. Diede grande vigore al meridione italiano, grazie anche allo sviluppo della scuola medica di Salerno e alla nascita dell'Università di Napoli. Accostatosi con rispetto e interesse all'Islam, ammise alla sua corte sapienti provenienti da ogni regione mediterranea; fu cosi visto come l’incarnazione dell’Anticristo, tanto da subire due scomuniche. Federico II morì nel castello svevo di Fiorentino di Puglia la notte del 13 dicembre 1250. Fu uomo di pace e guerriero allo stesso tempo, filosofo, architetto e letterato, esempio ineguagliabile di uomo integrale, che riuscì ad attirare a sé l’attenzione del popolo e di svariati studiosi, dando vita così ad una lunga serie di miti e leggende popolari.

Quota di partecipazione: € 400 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 670 da portare con sé per mangiare, dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o in meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo