Sulle Tracce dei Longobardi

Cividale del Friuli e Valli del Natisone

Friuli-Venezia Giulia
Da gio 19 set 2024 a dom 22 set 2024
Codice viaggio [60]

"Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata."
Albert Einstein

Dettagli del viaggio

Durata

4 gg

Difficoltà

    Difficoltà Livello 5

Info

    Pensione Senza zaino Base fissa

Quota di partecipazione: € 200, da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).


Spese previste: € 190, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo.

 

Il viaggio

Le valli del Natisone sono un'area interessante non soltanto dal punto di vista storico-geografico ma anche sotto il profilo culturale. In questo territorio, caratterizzato dalla sua particolare collocazione geografica, si è costituito un ambiente nel quale il rapporto uomo-ambiente ha creato un patrimonio storico-culturale di notevole interesse che si estrinseca in tradizioni assolutamente originali che vanno dall'architettura popolare fino alla tradizionale gastronomia.

LA SLAVIA FRIULANA, LA BENECIJA
La Slavia friulana, detta anche Slavia italiana o Slavia veneta (Sclavanie in friulano, Benecija o Beneška Slovenija in sloveno) è la denominazione della regione collinare e montuosa (Prealpi Giulie) del Friuli orientale, che si estende tra Cividale del Friuli e i monti che sovrastano Caporetto (ora in Slovenia).
 Gli slavi si stabilirono in queste zone già in epoca longobarda, tanto che fu proprio il potere longobardo ad accogliere i primi coloni e ad imporre il confine orientale tra popolazione romanza e slava, quasi coincidente al limite naturale esistente tra la pianura (romanza) e il territorio montuoso delle prealpi (slavo). La presenza slava si rafforzò dopo le invasioni ungare nel IX secolo, allorché il Patriarcato di Aquileia si servì di gruppi di contadini slavi di varia provenienza (perlopiù sloveni dalla Carinzia e Carniola) anche per ripopolare alcune zone della pianura friulana devastate e quasi desertificate dalle incursioni magiare, e non è escluso che altrettanto possa essere accaduto per le aree montuose. I gruppi etnici slavi della pianura tuttavia vennero presto assimilati culturalmente dalla popolazione friulanofona.

Scopri di più

Gi 19: Ritrovo a Cividale del Friuli
Da Cividale ci si dirige verso l’albergo diffuso nella Valle del Natisone. E’ una struttura semplice dove è possibile alloggiare con un gruppo di circa 15 persone. Dopo le presentazioni e una breve descrizionie del cammino si fa una visita allo SMO, il Museo di paesaggi e narrazioni a San Pietro al Natisone. La scoperta della minoranza slovena delle Valli del Natisone e dell’intero Friuli Venezia Giulia deve iniziare dall’esperienza multimediale dello SMO (Slovensko multimedialno okno – Finestra multimediale slovena), il museo diviso in 8 sezioni tutte da vedere. Cena presso la struttura ospitante.

Ve 20: Cividale del Friuli - Cima Matajur
15 Km - [+/- 700]
Dopo colazione si parte per l’escursione alla cima del Matajur. Dal balcone della vetta si gode del panorama a 360° su tutta la pianura e le Alpi Giulie verso nord. L’escursione è facile tecnicamente. Il Rifugio Pelizzo, che per oltre 20 anni ha fornito appoggio a tutti gli escursionisti, ora è chiuso, ma abbiamo provviste in abbondanza per poterci godere la giornata in un’atmosfera di altri tempi. L’ambiente che caratterizza questa zona è quello pedemontano, quindi per gli escursionisti è molto ospitale; niente ghiaioni, rocce, mughi o neve nei crepacci. Al rientro possiamo fermarci per una gustosa sosta presso il borgo di Vartacia in un casolare alle pendici del Matajur gestito da una giovane imprenditrice locale. Nel pomeriggio dopo le ore 15.00 ci aspetta un giro in Slovenja per la visita al Museo della Grande Guerra a Caporetto, poco oltre il confine di Stato. Per cena possiamio fermarci a Caporetto o rientrare in Italia. Notte in struttura.

SA 21: Cima Kolovrat andata e ritorno
15 km - [+/- 543]
Partiamo per una entusiasmante escursione al monte Kolovrat ( 1243 mt) per esplorare la terza linea di difesa italiana durante la Grande Guerra. Pochi conoscono il monte Kolovrat, catena montuosa lunga circa quattro chilometri che divide le Valli del Natisone in Italia con la Valle dell’Isonzo in Slovenia. Il percorso naturalistico per salire sul monte è bello e alla portata di tutti. Da qui si apre un panorama che spazia dal massiccio del Krn (Monte Nero) alla Sveta Gora (Monte Santo) fino alla pianura friulana. Questo luogo è conosciuto soprattutto per i fatti della Grande Guerra che si svolsero qui, dove si trovava tutta la linea del fronte della Seconda armata italiana, e di cui ancora oggi sono visibili molte tracce. Durante la Prima Guerra Mondiale tra il Kolovrat e il Matajur si trovava la terza linea difensiva del fronte italiano. Questi furono tra i principali teatri della disfatta di Caporetto, detta ufficialmente la dodicesima battaglia dell’Isonzonella quale ricoprì un ruolo molto importante il giovane Erwin Rommel che riuscì a conquistare il Kolovrat e poi tutta la linea fino al Matajur. Cena e notte in struttura.

Do 22 Castelmonte 
7,5 Km - [+/- 750]
Dopo colazione si parte per l’ultima escursione che ci porta a vistare il monastero, poi il santuario di Castelmonte. Questo luogo fu originariamente una postazione militare romana. La fondazione del santuario è probabilmente molto remota: alcuni indizi riportano ad un sacello, forse dei secoli V-VII. Saliamo su una collina visibile da larga parte della pianura friulana che un tempo si raggiungeva a piedi da tutti i punti cardinali e tanta era la fama e la devozione recata a questo luogo sacro. Il nostro sentiero sale da Nord, dal paese di San Leonardo. Un ambiente di raccolta bellezza dove i pochi abitati, minuscole frazioni, sembrano boe che sfidano le onde in un mare infinito di boschi, colline e vallate. Il confine, in questo caso, ha agito da conservatore della natura anche se, sotto il profilo sociale, ha separato un territorio dove la convivenza fra le diverse etnie non era mai stata disattesa. Al termine dell’escursione ci salutiamo per il rientro a casa.

Inizio viaggio:

Giovedi 19 ore 14:00 a Cividale del Friuli.
Si può raggiungere in treno fino a Udine e poi da qui in autobus.

Durante questo viaggio sono previsti spostamenti in auto per raggiungere il punto di partenza dell'escursione. Si utilizzano le auto a disposizione della guida e dei partecipanti, con il rimborso a testa di 5 euro al giorno a chi effettua il trasporto.


Fine viaggio:

Domenica 22 ore 14:00 a Cividale del Firuli.


Cammino:

stradelle asfalate, strade bianche, sentieri sempre ben tracciati.


Notti:

albergo diffuso - stanze piccole in strutture recuperate. Comfort essenziale.


Pasti:

pranzi al sacco e cene in struttura con piatti tipici.


Sapori tipici:

brovada e muset, cevapcici, frico con patate, gnocchi di susine, goulash, il briza, minestra di brovada, patate con lardo e batuda.


Difficoltà:

2 su 4. Si tratta di un viaggio a base fissa.
I dislivelli sono ridotti e le escursioni giornaliere, partendo da base fissa, sono sempre su sentieri privi di difficoltà tecniche.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento

Cividale del Friuli, conosciuta in epoca longobarda come "Forum Iulii", fu un importante centro per questo popolo durante il loro dominio nell'Italia settentrionale. La città divenne la capitale del regno longobardo nel 568 d.C. dopo la conquista del territorio. I Longobardi lasciarono diverse tracce della loro presenza qui. Uno degli esempi più noti è il famoso "Tempietto Longobardo", un edificio religioso costruito nel VIII secolo, che rappresenta uno dei pochi esempi di architettura longobarda sopravvissuti in Italia.
Le Valli del Natisone, una regione montuosa situata a nord-est di Cividale del Friuli, sono state anche influenzate dalla presenza longobarda. Sebbene non ci siano grandi monumenti o costruzioni longobarde rimaste in quest'area, la loro influenza sulla cultura, sulle tradizioni e sulla lingua è stata significativa,  lasciando tracce nelle usanze locali e nella toponomastica. La loro presenza ha contribuito alla formazione dell'identità culturale della regione.

Quota di partecipazione: € 200, da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).


Spese previste: € 190, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo.