Eremi e Natura Selvaggia

Maiella, energia antica

Abruzzo
Da gio 18 lug 2024 a dom 21 lug 2024
Codice viaggio [38]

"Tutto intorno alla Maiella è la plaga abruzzese più bella, dominata da rocce grigiastre, o d’un grigio violaceo: con i dossi rotondi coperti di un’erba dorata lucida; solcata di montagne lunghe che hanno la forma di elefanti accosciati. Sopra il fondo, tendente al grigio, splende il fiore abruzzese, il cardo."
Guido Piovene

Dettagli del viaggio

Durata

4 gg

Difficoltà

    Difficoltà Livello 6

Info

    Pensione Zaino in spalla Base fissa Itinerante

Quota di partecipazione: € 200 euro da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 290 da portare con sé per mangiare, dormire in camera da 2 - 3 persone, 200 euro dormendo le prime due notti in tenda propria. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o meno legati a variazione di prezzi e al comportamento del gruppo.

Il viaggio

Puntiamo dritti, andando al centro. Un viaggio semi-itinerante, breve ma intenso, nelle terre dell'eremita Pietro del Morrone, futuro Papa Celestino V, che scelse proprio i luoghi più remoti della Majella per il suo percorso di fede. Dal borgo termale di Caramanico Terme attraversiamo l'acquatica Valle dell’Orfento per salire alla frazione di Decontra, terrazza panoramica sul massiccio della Maiella e nostro punto tappa per i primi due giorni. Il venerdì sarà un’escursione giornaliera: con zaino leggero, passo lento e mente già un po’ più silenziosa, raggiungiamo il primo dei nostri eremi, San Giovanni, il più selvaggio, una semplice grotta sul fianco della montagna immersa in un mare di verde. Approfittiamo del silenzio e della suggestione del luogo per sperimentare la Mindfulness in natura e rientriamo da Pianagrande lasciandoci forse sorprendere da qualche animale selvatico. Il sabato, ben due eremi: la mattina passiamo dall’eremo di San Bartolomeo in Legio, per poi arrivare nel pomeriggio presso l’eremo del Santo Spirito, dove ci attende una calda accoglienza presso lo stesso eremitaggio, recentemente ristrutturato. Qui avremo l’opportunità di cenare e dormire in un ambiente unico e carico di storia, cultura, spiritualità. La domenica, rientriamo nel primo pomeriggio a Caramanico Terme, passando per la Valle Giumentina, dove il cammino non manca di affascinarci anche per quest’ultimo tratto.
Il cammino verrà integrato con pratiche di Ecopsicologia e Mindfulness in natura, adatte anche a chi non ha mai praticato: coltiviamo il silenzio, l’attenzione, la presenza, l’ascolto per entrare più in connessione con il prezioso ambiente naturale che ci circonda, con gli altri compagni di cammino e anche con la nostra interiorità.

Scopri di più

Gi 18: Caramanico Terme
8 km - 3 h - [+400/-100]
Dopo un veloce pranzo al sacco, presentazione del viaggio e dei partecipanti e passeggiata in questo piccolo borgo annoverato tra “i borghi più belli d’Italia”, iniziamo il nostro cammino inoltrandoci nella lussureggiante e fresca Valle dell’Orfento. Siamo già nel cuore del Parco Nazionale della Maiella e, tra ponticelli e cascate, attraversiamo la profonda gola scavata dal fiume nel corso di milioni di anni fino ad arrivare con una panoramica salita finale, al piccolo borgo in pietra di Decontra. Cena tipica e pernotto in agriturismo, con vista sulla Maiella (possibilità di dormire in camere o piantare la propria tenda in giardino).

Ve 19: Eremo di San Giovanni
14 km - 5.30 h- [+/- 800]
Oggi è la giornata più impegnativa e selvatica ma sicuramente emozionante! Dopo colazione e un momento iniziale di Mindfulness e esercizi energetici, partiamo – con zaino leggero – verso un luogo tra i più suggestivi della Maiella: l’eremo di San Giovanni. Attraversiamo ampi pascoli e un imponente bosco di faggi per poi scendere, attraverso sentierini nel bosco e qualche passaggio su roccette dove utilizziamo anche le mani (meglio non soffrire troppo di vertigini!), fino ad un anfratto nella roccia che, a partire dal 1227, fu rifugio di diversi monaci ed eremiti, tra cui Fra Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V. Aiutati da qualche pratica di Ecopsicologia e meditazione in natura assaporiamo il silenzio, la spiritualità e la wilderness di questo luogo, per poi rientrare con animo nuovo al nostro agriturismo a Decontra.

Sa 20: Eremo di San Bartolomeo
10 km - 4 h - [+ 500/-300]
Questa mattina lasciamo il nostro rifugio di pietra per raggiungerne, a finire giornata, un altro ancora più unico e suggestivo. Oggi tappa ricca! Tramite sentieri e carrarecce, in mattinata raggiungiamo l' eremo di San Bartolomeo che, a picco su un torrente, domina la verde Val Giumentina. Qui ci riposiamo, pranziamo, entriamo in contatto con le energie curatrici del luogo per poi proseguire su una tranquilla stradina asfaltata di campagna fino all’eremo del Santo Spirito, capolavoro storico e architettonico inserito nella lista dei monumenti nazionali italiani. Dopo una visita guidata all’eremo, abbiamo l’occasione unica di cenare nell’antico refettorio dei monaci e pernottare nelle loro caratteristiche celle, recentemente ristrutturate semplicemente ma con ogni comfort e adibite al turismo.  

Do 21: Decontra
12 km - 4.30 h - [+400/-700]
Dopo risveglio e colazione nella pace dell’eremo, momento di Mindfulness e risveglio energetico, siamo pronti per l’ultima fatica  di questo breve ma intenso viaggio: la traversata della selvaggia Val Giumentina attraverso un sentiero inizialmente tutto nel bosco, poi diretto verso Decontra, dove possiamo recuperare tende ed altri eventuali bagagli pesanti, prima dell’ultimo tratto a piedi che ci riporta a Caramanico Terme, nostro punto di inizio e di fine. Qui, dopo qualche ultima pratica assieme e un cerchio finale per salutarci.

Inizio viaggio:

giovedi 18 alle ore 12.00 ritrovo alla stazione di Scafa-San Valentino-Caramanico Terme .

Il ritrovo è per tutti, sia per le persone che vengono in auto sia per le persone che vengono in treno. Da qui si raggiunge Caramanico Terme in 30 minuti circa di auto, per raggiungere il luogo si utilizzano le auto a disposizione dei partecipanti e della guida a cui viene riconosciuto 10€ di rimborso a persona.
L'auto verrà lasciata a Caramanico Terme.


Fine viaggio:

domenica 21 ore 15:30 alla stazione di Scafa-San Valentino-Caramanico Terme.

Anche in questo caso per il rientro in stazione si utilizzano le auto a disposizione dei partecipanti e della guida a cui viene riconosciuto 10€ di rimborso a persona.


Cammino:

sentieri nel bosco e in campagna, strade bianche, qualche tratto breve di asfalto


Notti:

agriturismo (camere o tenda propria), eremo


Pasti:

pranzi al sacco e cene in struttura


Sapori tipici:

maccheroni alla chitarra, sagne e fagioli, pallotte cacio e ova, gli òrapi (spinaci selvatici)


Difficoltà:

2 + su 4. Il cammino si sviluppa in ambiente collinoso e montano. Presenta qualche dislivello ma tappe piuttosto brevi e quindi diverse opportunità di pause


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Secondo la mitologia greca Maja era una dea, la più bella delle sette Pleiadi e madre di Hermes, il dio protettore dei viandanti e dei commercianti, nato dall’unione con Zeus.
Nella mitologia italica e latina invece, Maja era considerata la divinità della forza crescente e del germogliare della natura e, insieme a Vulcano, rappresentava la fertilità. Con quest’ultimo ebbe un figlio gigante.
Maja viveva nella Frigia, un territorio che attualmente fa parte della Turchia ma, a causa delle numerose guerre, decise di fuggire insieme al suo unico figlio e ad alcuni suoi seguaci. Tramite una zattera attraversò il mare e arrivò sulle coste della città di Orton, l’attuale Ortona, in Abruzzo. Qui una tempesta fece naufragare la zattera, provocando la morte del figlio gigante. I superstiti seppellirono la salma sul Gran Sasso che da allora prese le sembianze del “gigante dormiente”. Maja, distrutta dal dolore per la perdita del figlio, incominciò a vagare per i monti, cercando di trovare sollievo. Ma l’angoscia fu così grande che non riuscì a sopravvivere, e perì di crepacuore. I seguaci della dea decisero di seppellirla su una montagna posta di fronte al Gran Sasso, in modo che la madre potesse continuare a vegliare sul figlio. Da quel giorno questa montagna divenne la Sacra Montagna Madre del popolo abruzzese e fu denominata Majella in suo onore.
Segnata da tante leggende ma anche da tanta storia fin dall'antichità - dai culti preistorici alle pitture rupestri - la montagna sacra è stata dimora di monaci ed anacoreti che proprio qui durante il Medioevo trovarono la loro dimora ideale, alla ricerca del divino e della spiritualità che la chiesa ufficiale aveva perduto.

Quota di partecipazione: € 200 euro da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 290 da portare con sé per mangiare, dormire in camera da 2 - 3 persone, 200 euro dormendo le prime due notti in tenda propria. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o meno legati a variazione di prezzi e al comportamento del gruppo.