[52] Date viaggio: 12 ago 2023 - 19 ago 2023

Il piccolo Tibet

Il Gran Sasso d'Italia e Campo Imperatore

"A mano a mano che salivamo, se ci guardavamo indietro, la nostra vista si allargava sull'intiero altipiano e scopriva, in tutto il suo splendore, la mole grandiosa del Gran Sasso".
Ignazio Silone

Il Gran Sasso d’Italia è la catena dell’Appennino più estesa ed elevata dell’intera dorsale, con cime rocciose spettacolari, valli profonde, fenomeni carsici, manifestazioni erosive legate a vecchi e ormai scomparsi ghiacciai, animali selvatici e domestici al pascolo e testimonianze storico-culturali notevoli. Questo mix di cime rocciose e praterie carsiche permette un miscuglio di bellezza naturalistica sublime, che viene chiamata il piccolo Tibet. 

Sa 12: L’Aquila
6h - 1,3 km - [+250]

Arrivo a L’Aquila e incontro con la guida.Trasferimento con mezzo motorizzato all’Osservatorio astronomico d’Abruzzo, a Campo Imperatore, per una breve escursione fino al Rifugio Duca degli Abruzzi. Dal piazzale di Campo Imperatore si segue il largo sentiero ghiaioso che costeggia a sinistra l'Osservatorio astronomico d’Abruzzo. Zigzagando in salita il sentiero conduce in prossimità della cresta, dove è situato il rifugio. Dal Duca degli Abruzzi si gode di una bellissima vista sul territorio circostante.

Cena e pernotto in rifugio, in camerate condivise: è necessario portare con sé il sacco a pelo e lo stuoino-materassino per dormire. Non è possibile fare la doccia.  

 

13: Rifugio Duca degli Abruzzi-Pietracamela

6h e 30 min – 12 km - [+200/-1550] 

Dopo la colazione, inizio dell’escursione dal Rifugio Duca degli Abruzzi a Pietracamela. Questa prima tappa è estremamente bella per panorami e ambienti di alta montagna, potendo osservare, da lontano, alcune delle cime maggiori del massiccio del Gran Sasso d’Italia, oltre a piccole testimonianze antropiche. Dal Rifugio Duca degli Abruzzi si scende alla cima di Monte Portella e si arriva al Passo de La Portella, su un sentiero molto panoramico. Una volta giunti a Le Capanne, ove sono presenti tholoi pastorali in pietra a secco, si cammina a mezza costa e ci si affaccia sulla sottostante conca di Campo Pericoli e sugli imponenti pilastri del Pizzo d’Intermesoli. Con una deviazione si sale alla Grotta dell'Oro, che ospita incisioni e graffiti. Ritornati in basso, più avanti dominano la valle le rocce e i canaloni del Corno Grande. Si entra, poi, nella parte più spettacolare della Val Maone, stretta tra le rocce del Pizzo d'Intermesoli e del Corno Piccolo. Una volta giunti alle sorgenti del Rio Arno, si possono ammirare le cascate del corso d’acqua, per poi camminare su una mulattiera fino al paese di Pietracamela, fra i borghi più belli d’Italia.

Pranzo al sacco. Cena in ristorante. Pernotto in appartamenti condivisi.

 

Lu 14: Pietracamela- Rifugio Franchetti

6h - 10 km - [+1400/-240]
Dopo la colazione, inizio dell'escursione da Pietracamela al Rifugio Franchetti. La seconda tappa è anch’essa molto significativa da un punto di vista ambientale e paesaggistico. Da Pietracamela si attraversa nuovamente il centro storico, per poi intraprendere una mulattiera che lambisce l’area faunistica del camoscio appenninico. Poi, si intercetta un’altra mulattiera, che storicamente collegava Pietracamela a Prati di Tivo, e, successivamente, si esce dal bosco, con di fronte una spettacolare visione del versante settentrionale del Corno Piccolo, del Corno Grande, che spunta sulla sinistra, e del Pizzo d'Intermesoli. Arrivati al piazzale dei Prati di Tivo, ci si reimmerge nella faggeta per salire a l’Arapietra e toccare la località La Madonnina. Da qui si sale al Rifugio Franchetti, percorrendo un sentiero di alta quota notevolmente bello e interessante per ambienti rocciosi e panorami. N.B.: se aperta e con un supplemento economico, dai Prati di Tivo a La Madonnina, si può usare la cabinovia, che permette di tagliare 600 metri di dislivello in salita e poco più di 4 km.

Pranzo al sacco. Cena in rifugio.Pernotto in rifugio, in camerate condivise: è necessario portare con sé il sacco a pelo e lo stuoino-materassino per dormire. Non è possibile fare la doccia. 

 

Ma 15: Rifugio Franchetti-Rifugio Duca degli Abruzzi

5h – 6,5 km - [+500/-725]
Dopo la colazione, inizio dell'escursione dal Rifugio Franchetti al Rifugio Duca degli Abruzzi. Non è possibile fare la doccia. Giornata dedicata all’alta quota, fra paesaggi severi e ambienti rocciosi notevolmente suggestivi. Anche il percorso è impegnativo e richiede esperienza e preparazione fisica e mentale, soprattutto in alcuni passaggi con pendenza accentuata, tratti un po’ esposti e fondo roccioso-ghiaioso. Il sentiero proposto (il 103) è tra i più frequentati del Parco e il più bello. Dal Rifugio Franchetti si sale alla Sella dei Due Corni, per poi proseguire al Passo del Cannone. Dopo essersi affacciati su ciò che resta del Ghiacciaio del Calderone, si imbocca il tratto finale della via normale alla Vetta Occidentale del Corno Grande del Gran Sasso. Nello scendere dalla cima più alta dell’intero Appennino, si cammina fino alla Sella del Brecciaio. Da qui il percorso si addolcisce e si arriva alla Sella del Monte Aquila e, poi, al Rifugio Duca degli Abruzzi.

Pranzo al sacco. Cena in rifugio. Pernotto in rifugio, in camerate condivise: è necessario portare con sé il sacco a pelo e lo stuoino-materassino per dormire.

 

Me 16: Rifugio Duca degli Abruzzi-Rifugio Racollo

5h –15 km - [+280/-1050]
Dopo la colazione, inizio dell'escursione dal Rifugio Duca degli Abruzzi al Rifugio Racollo. Giornata di passaggio dalle “Alte Vette” alle “Terre della Baronia”. Nella prima parte della giornata, si sale sul Monte Aquila e si arriva al Vado di Corno, fra ampi panorami e sentieri rocciosi. Dal Vado di Corno si lasciano le “Alte Vette” e si scende nel più grande altipiano dell’intero Appennino: quello di Campo Imperatore, la parte più in quota delle “Terre della Baronia”. In questo tratto si incontra prima il Lago Pietranziani, detto anche Lagone. Poi si cammina nelle Coppe di Santo Stefano fino al Lago Racollo, ove è situato il luogo del riposo. Dal Monte Aquila fino al Lago Racollo si possono ammirare le testimonianze geologiche - circhi glaciali, antiche morene e dolcissimi rilievi erbosi calcati da animali al pascolo - del più imponente ghiacciaio del massiccio, quello di Campo Imperatore, ormai scomparso.

Pranzo al sacco. Cena in rifugio. Pernotto in rifugio, in camerate condivise.

 

Gi 17: Rifugio Racollo-Castel del Monte
6h min – 17,5 km - [+510/-560]
Dopo la colazione, inizio dell'escursione dal Rifugio Racollo a Castel del Monte.  Dal Rifugio Racollo si raggiunge il canyon dello Scoppaturo, spettacolare sede di una “fiumara” e sede cinematografica del film “spaghetti western” Lo chiamavano Trinità, con Bud Spencer e Terence Hill. Attraversata la forra, si arriva a Castel del Monte fra piccoli saliscendi fra prati e minuti boschi.

Pranzo al sacco. Cena in ristorante. Pernotto in hotel, in camere doppie con bagno privato.

 

Ve 18: Castel del Monte-Santo Stefano di Sessanio, passando per Calascio e Rocca Calascio.

4h – 12 km - [+580/-690]
Dopo la colazione, inizio dell'escursione da Castel del Monte a Santo Stefano di Sessanio. L’ultima tappa del viaggio si svolge fra borghi medievali molto caratteristici e paesaggi altrettanto interessanti. Anche in questo caso si tocca luoghi che sono stati set cinematografici per diverse pellicole, tra cui Ladyhawke. Molto bella è la location del castello di Rocca Calascio e la chiesa di Santa Maria della Pietà. 

Pranzo al sacco.  Cena in ristorante. Pernotto in ostello, in camere doppie.

 

Sa 19: L’Aquila

Tempo di saluti e ripartenza per le proprie case.Dopo la colazione, trasferimento con mezzo motorizzato da Santo Stefano di Sessanio a L’Aquila.

Inizio viaggio:

sabato 12 arrivo a L'Aquila ore 15 e incontro con la guida.


Fine viaggio:

sabato 19 a L'Aquila ore 10.00.


Cammino:

Sentieri di montagna, mulattiere e carrarecce. Pochissimi tratti di asfalto.


Notti:

rifugi gestiti, albergo, hotel, ostello.


Pasti:

mezza pensione con pranzo al sacco.


Sapori tipici:

formaggi, pasta alla Mugnaia, legumi, cereali, funghi e tartufi.


Difficoltà:

3+ su 4. Si tratta di un viaggio itinerante con zaino in spalla.
Viaggio nel complesso impegnativo, soprattutto nelle tappe dedicate alle cosiddette "Alte Vette". Le tappe due e tre sono difficili per dislivelli: la seconda escursione ha un dislivello in discesa di oltre 1500 metri; la terza, invece, ha un dislivello di 1400 metri in salita (anche se riducibili a 800 metri con l'uso dell'ovovia a Prati di Tivo). La quarta tappa è complicata per tipologie di sentieri (ghiaiosi e alcuni tratti un po' esposti) e pendenze. In tutte e tre le escursioni, però, non si necessita di attrezzature e tecniche di progressione alpinistiche. Nel complesso, vi sono tratti impegnativi, che richiedono un’adeguata preparazione fisica e mentale. Negli altri giorni i dislivelli totali sono un po' più contenuti, sia in salita, sia in discesa. Il trekking è accessibile a persone adeguatamente allenate e abituate alla camminata, alla montagna e, quindi, alle lunghe ascese e discese.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Due sono le storie principali legate al Gran Sasso d’Italia e al pianoro di Campo Imperatore: quella della transumanza nel Regno di Napoli e quella della breve prigionia del dittatore fascista, Benito Mussolini, nei giorni di fine agosto-inizio settembre del 1943. 

La prima è legata a secoli di transumanze, con i loro ritorni economici (ma non solo). Ritorni così alti da invogliare una delle maggiori famiglie signorili della storia italiana, I Medici, a investire le loro ricchezze monetarie nella pastorizia transumante e nel commercio di lana, soprattutto nel XVI secolo.

L’altra storia vede il protagonista del periodo più buio della storia italiana, il Duce Benito Mussolini, imprigionato nell’hotel di Campo Imperatore, nei giorni che vanno dal 28 agosto al 12 settembre 1943, quando il regno d’Italia passa dall’alleanza con i nazisti tedeschi a quella con gli anglo-americani, avviando, così, il processo della liberazione dello stivale dalla dittatura fascista.

quota di partecipazione: € 280 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida). 
Spese previste: € 560, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o in meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo.

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