[19] Date viaggio: 20 mag 2022 - 22 mag 2022

Via dei Vulcani freddi

Paesaggi Lunari

"Vi sono bene delle vaccherelle che si conducono a pascere le male erbe di quel greto; ma chi le custodisce le tiene ben d'occhio, perché non si accostino a quella salsa." 

Abate Antonio Stoppani

Il percorso dei Vulcani di Fango permette di conoscere un fenomeno raro: la risalita in superficie di acqua salata e fangosa frammista a idrocarburi gassosi e liquidi, lungo le faglie e fratture del terreno. Il percorso è suddiviso in tre tappe: dalle Salse di Regnano e Casola Querciola al Rio della Rocca, a Montegibbio, alla Riserva Naturale delle Salse di Nirano. In un contesto agricolo tipico del paesaggio di collina, osserviamo il più importante fenomeno dei vulcani di fango in Italia e tra i meglio conservati in Europa. 

Ve 20: Casola di Querciola – Montebabbio
20 Km - 7 h - [+450/-540]
Ci troviamo ad Albinea, cittadina comoda per chi arriva con i mezzi pubblici. Trasferimento in auto a Casola di Querciola. Dalla prima “salsa” del sentiero dei Vulcani di Fango inizia il nostro cammino. Il "Percorso del cuore" ci porta a Regnano dove troviamo il vulcanetto. Attraversiamo Viano, nelle Terre Matildiche, testimonianze di quello che fu il dominio di Matilde di Canossa e scopriamo le rocche e i castelli che hanno difeso il territorio per centinaia di anni. Da Rondinara il sentiero CAI ci porta alla Grande Quercia, un albero maestoso detto anche la quercia dei cento rami che domina la collina. Il piccolo borgo di Montebabbio è la nostra meta.

Sa 21: Montebabbio - Montegibbio 
21 Km - 7 h - [+400/-470]
Arroccato tra le valli del Tresinaro e del Secchia incontriamo il Castello di S.Valentino e annesso il borgo medioevale. Camminiamo nella Tana dell’uomo selvatico, una valle profondamente incisa dal Rio Campovecchio e nell’area del Rio Rocca, in cui i fossili si rinvengono all’interno delle Argille Azzurre. Scendiamo nel centro storico di Castellarano alla Torre dell’orologio, innalzata nel medioevo per vigilare sul passaggio di uomini e merci nel greto del Secchia, che allora lambiva la rocca. Attraversando il fiume, passiamo dalla provincia di Reggio Emilia alla provincia di Modena e grazie al Percorso Natura che lo costeggia, scopriamo il fascino naturale dell’ambiente fluviale fino alla “Rupe del Pescale”. Ultimo strappo per la meta serale vicino al Castello di Montegibbio.

Do 22: Montegibbio – Fiorano Modenese
15 Km - 5 h - [+300/-360]
Nella corte del castello di Montegibbio ha sede l’Acetaia comunale di Sassuolo, dopo una breve visita ci incamminiamo verso la Riserva Naturale delle Salse di Nirano. E’ stata la prima Area Protetta dell’Emilia Romagna, un angolo suggestivo della collina modenese ricco di elementi di biodiversità. Protagonista rimane l’argilla in tutte le sue forme, i calanchi pur essendo una costante del paesaggio appenninico, nella riserva assumono proporzioni imponenti, un anfiteatro di colline che racchiude prati, vigneti, boschi e specchi d’acqua. Diversi sono i punti di interesse nel parco oltre al paesaggio lunare dei vulcanetti, l’ecomuseo di Ca' Rossa e Ca' Tassi. La conclusione del cammino è il Castello di Spezzano che ospita il Museo della Ceramica. 

Inizio viaggio:

venerdì 20 ore 9.30 a Albinea (RE).
Per chi viene con l'auto si lascia al punto di partenza e si recupera alla fine con l'aiuto di un'altra macchina (circa 40').  Chi arriva con il treno alla stazione di Reggio Emilia (stazione centrale o alta velocità), prendere il bus fino ad Albinea, direi che ce ne sia uno all'ora. Da Albinea ci si sposta con la macchina (8 km). Ritorno alla domenica da Fiorano Modenese o Maranello bus per la stazione dei treni di Modena.


Fine viaggio:

domenica 22 ore 16.00 Fiorano Modenese (MO)


Cammino:

su sentieri, piste ciclabili, un poco di asfalto con dislivelli max 300 metri.


Notti:

B&B in camere doppie o triple.


Pasti:

pranzi al sacco e cene in struttura.


Sapori tipici:

erbazzone, casagai, cappelletti reggiani, tortellini modenesi, lasagne, gnocco fritto, crescentine (tigelle). 


Difficoltà:

2 su 4. Si tratta di un cammino itinerante con zaino in spalla, senza difficoltà tecniche.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Sin dall’antichità il fenomeno delle Salse è stato letto quale manifestazione oracolistica e magica come testimoniato da numerosi ritrovamenti archeologici quali frecce in selce, utensili in osso e poi in ferro, sino ai numerosi reperti romani con la bellissima arula votiva dedicata alla dea Minerva e la fornace di cottura dei mattoni. 
Le prime descrizioni note sono di Plinio il Vecchio. Più recenti dell’abate Stoppani e di Lazzaro Spallanzani. Studi condotti da atenei italiani e stranieri, hanno trovato correlazioni tra emissioni anomale delle Salse ed i terremoti.
Grazie alla pregiata materia prima delle argille, che compongono anche le salse, definite non a caso l’oro grigio del territorio, tra le province di Modena e Reggio Emilia è nato il distretto della ceramica che oggi produce l’80% delle piastrelle italiane e il 20% di quelle mondiali.

Quota: € 110 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 140, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.

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