[46] Date viaggio: 11 lug 2020 - 18 lug 2020

  • Senza zaino

Uomini e Lupi

Parco Nazionale d'Abruzzo

Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli.
Khalil Gibran

Il Parco Nazionale d’Abruzzo un luogo dove è ancora possibile trovare un rapporto intimo e  ancestrale con la natura, un luogo in cui si trovano le foreste più antiche d’Europa, dove la convivenza tra  l’uomo e l’animale selvatico è ancora possibile. Dove i ritmi rallentano ed i sapori ci spiegano meglio delle parole genti, tradizioni e consuetudini.

Sa 11: incontro con la guida a Pescasseroli e sistemazione in albergo.

Do 12: Pescasseroli - Opi
Km 16 - 5 h - [+300/0]
Trasferimento al Passo del Diavolo si risale il selvaggio Vallone di lampazzo, tipico habitat di vita dell’Orso Marsicano, arrivo al caratteristico “ stazzo” di li costeggiando la riserva integrale, si arriva all’altopiano della Cicerana sistemazione e cena nel rifugio omonimo.
Dopo cena escursione e attività di Wolf Howling, emissione di ululati di lupo, cenni di etologia del Lupo Appenninico.
Pernottamento.

Lu 13: Opi - Vallone di Cavuto
km 16 - 6 h - [+170/-528]
colazione e partenza per la valle  di Lampazzo,  sorgente di Fonte Puzza zona di abbeveramento di animali selvatici,    e rientro a Pescasseroli attraverso il boscoso  Vallone di Cavuto. Sistemazione in Albergo cena e pernottamento.

Ma 14: Pescasseroli - Valle fredda e borgo medioevale di Opi.
km 16 - 5 h - [+240/-240]
attraversando i  Colli  Nascosti si attraversa la spettacolare faggeta centenaria della Difesa si arriva ai  pascoli d’altura  di Macchiarvana  si ridiscende nella splendida Valle Fredda  fino ad arrivare nel caratteristico borgo medievale di Opi. Visita dell’apicoltore L’ape del Marsicano, visita dell’apiario, e degustazione di miele.
Sistemazione in albergo.
Cena e pernottamento.  

Me 15: Opi - Villetta Barrea.
km 16 - h 6 - [+350/-250]
partenza per la Val Fondillo una delle valli più ricche di acque del Parco,  visita alle sorgenti della Tornareccia, rifugio di Acquasfranatara e alla Grotta delle Fate  tipica  formazione carsica.
e proseguimento per l’anfiteatro della Camosciara, zona di riserva Integrale ed habitat del Cervo e del Camoscio d’Abruzzo, vista alle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle e rientro a Villetta Barrea attraverso il bosco di Decontra.
 sistemazione in albergo.
Cena e pernottamento.  

Gi 16: Villetta Barrea e rientro.
km 14 - h 6 - [+300/-250]
partenza per il Borgo di Civitella Alfedena visita dell’Area Faunistica del Lupo Appenninico,  proseguimento per l’anfiteatro della Camosciara, zona di riserva Integrale ed habitat del Cervo e del Camoscio d’Abruzzo, visita alle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle e rientro a Villetta Barrea attraverso il bosco di Decontra.
sistemazione in albergo.
Cena e pernottamento.  

Ve 17: Villetta Barrea e rientro.
km 16 - h 6 - [+550/-550]
escursione  ad una delle zone più rappresentative del Parco, il Lago Vivo tipico laghetto carsico d’altura e habitat del Cervo, visita alla Fonte degli uccelli, pranzo al sacco e rientro attraversando le caratteristiche formazioni geologiche delle  “librerie”-
Cena e pernottamento. 

Sa 18: Villetta Barrea e partenza di fine viaggio.

Inizio viaggio:

sabato 11 luglio, incontro con la guida a Pescasseroli sistemazione in albergo e illustrazione del viaggio.


Fine viaggio:

sabato 18 luglio dopo colazione in albergo a Villetta Barrea.


Cammino:

sentieri appenninici fra boschi dolci, declivi e vallate.


Notti:

in albergo e in rifugio.


Pasti:

pranzo al sacco, cena in struttura.


Sapori tipici:

formaggi come il caciocavallo e la caciotta farcita, marmellate, legumi, ortaggi e dolci come il torrone di Alvito.


Difficoltà:

2 su 4. si tratta di un viaggio itinerante con zaino trasportato.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

La prima proposta di istituzione del Parco Nazionale d'Abruzzo fu elaborata nel 1917 dalla Commissione per i Parchi Nazionali della Federazione Pro-Montibus.

Fu nel comune di Opi, uno dei più suggestivi del Parco, che il 2 ottobre 1921 la Federazione Pro Montibus et Silvis di Bologna, guidata dall'illustre zoologo professor Alessandro Ghigi e dal botanico professor Romualdo Pirotta, volle istituire la prima area protetta d'Italia affittando dal comune stesso 500 ettari della Costa Camosciara, nucleo iniziale del Parco, situato nell'alta Val Fondillo, divenuta successivamente una delle valli più famose e frequentate.

Il 25 novembre 1921 ci fu la cerimonia inaugurale e per acclamazione fu costituito l'Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo.

E' proprio in questo impervio territorio, difficilmente accessibile, dell'Alto Sangro che trovarono rifugio l'Orso bruno marsicano, il Camoscio d'Abruzzo, il Lupo appenninico ed altre specie non meno importanti.

Il 9 settembre del 1922, per iniziativa di un Direttorio Provvisorio presieduto dall'onorevole Erminio Sipari, parlamentare locale e autorevole fondatore del Parco, un'area di 12.000 ettari ricadente nei comuni di Opi, Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia de' Marsi, Lecce dei Marsi, Pescasseroli e Villavallelonga, insieme a una zona marginale di 40.000 ettari di Protezione Esterna, divenne Parco Nazionale alla presenza di tutte le autorità, presso la Fontana di S. Rocco a Pescasseroli, dove resta una lapide corrosa dal tempo a ricordo del famoso evento, con la seguente iscrizione: "Il Parco nazionale d'Abruzzo sorto per la protezione delle silvane bellezze e dei tesori della natura qui inaugurato il IX Sett. MCMXXII".

Poco più tardi lo Stato italiano, con Decreto Legge dell'11 gennaio 1923, ne riconosceva ufficialmente l'istituzione.

Qualche decennio prima, il Re Vittorio Emanuele volle istituire in quest'area una riserva di caccia, per evitare lo sterminio incombente e l'estinzione di importanti ed uniche specie selvatiche.
D'altronde sia l'Orso Marsicano che il Lupo e il Camoscio avevano abitato un'area molto più vasta comprendente quasi l'intero Appennino, ma il degrado degli habitat, procurato dall'eccessivo disboscamento e dalla diffusa antropizzazione, nonchè la caccia indiscriminata, li aveva relegati nei luoghi più remoti e selvaggi.
Proprio grazie al Parco questi luoghi conservano ancor oggi quei valori naturali e culturali della montagna tanto da ispirare altri territori a seguirne l'esempio.
L'uomo moderno, completamente coinvolto dalla società super-tecnologica, può ritrovare nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise un pezzo della propria storia e della propria evoluzione, una storia scritta su un libro ancora aperto fatta di vicissitudini geologiche, di affascinanti selve e di una cultura socio-economica sobria, parsimoniosa e creativa.

Fonte: sito Parco Nazionale d'Abruzzo.

Quota: € 535 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida, pernottamento).
Spese previste: € 165. Da portare con sé per i pasti e trasporto bagagli . Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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