[14] Date viaggio: 23 apr 2020 - 27 apr 2020

  • Senza zaino

Il Cammino di San Benedetto-2

da Rieti a Subiaco

Non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata… ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati… Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.
Bruce Chatwin

Del cammino di San Benedetto è la parte centrale, dove lo spirito si coniuga di più con la natura, con la riflessione, con la comunione tra compagni di viaggio. I paesi di Rocca Sinibalda, Castel di Tora, Orvinio, Mandela si adagiano sui nostri passi discretamente senza interrompere ma accompagnandone il pensiero.
L’andare, il perdersi sono le qualità di questo intermezzo del cammino.

Gi 23: Rieti – Rocca Sinibalda
km 20 – h 8 – [+490/-340]
La terra che ci vedrà camminare è quella Sabina, terra antica. Si dice che gli stessi Marsi e i Sanniti, rivali terribili di Roma, fossero originari di qui.
Seguiamo quindi questo tracciato storico, commerciale e di pellegrinaggio.
All’uscita da Rieti ci riforniamo d’acqua alla fonte Cottorella, poi seguiamo il fiume Turano.
Camminiamo in piano fino a poco dopo l’Acquedotto del Peschiera, e consumiamo tutto il dislivello in una salita impegnativa arrivando a Belmonte Sabino. Di lì, su di un crinale, concludiamo la tappa a Rocca Sinibalda, con il suo castello a forma di aquila!

Ve 24: Rocca Sinibalda – Castel di Tora
km 14 – h 7 – [+280/-250]
E’ una tappa facile che ci porta al Lago del Turano.
Uscendo dal paese, una ripida salita ci fa inoltrare con un sentiero in un bosco. Sentieri, strade rurali e asfaltate di poca frequentazione si susseguono fino a farci scendere, con una bella vista sui monti circostanti, al paesino di Posticciola.
Qui ci fermiamo per il pranzo, lo facciamo all’aria, nello spiazzo raccolto del lavatoio pubblico, che ancora è usato da qualche signora del paese.
La discesa al fiume coincide con la vista su di un ponte romano sotto la diga.
Risalendo di quota arriviamo ad attraversare la diga e poi a camminare sul bordo del Lago su di una vecchia strada dismessa fino a Castel di Tora, che ci aspetta su di un crinale, di fronte al Monte Antuni, al centro del lago.

Sa 25: Castel di Tora - Orvinio
km 13 – h 7 –  [+790/-560]
Il passaggio per arrivare a Orvinio è impegnativo: il percorso ha il maggiore dislivello di questo tratto del cammino. La vista sulla Riserva è notevole, i due monti: il Cervia e il Navegna, che gli danno il nome, sono davanti a noi, con in mezzo le gole dell’Obito, tra Ascrea e Paganico.
La Via Cecilia romana, poco lontana, alcuni siti archeologici, così come le antiche aree, dove si batteva il grano sulle creste, sono lì attorno a noi, a raccontarci come la Storia sia passata da queste parti.
L’abbazia di Santa Maria del Piano, e il suo campanile che svetta sulla valle di pascolo, lascia stupiti i pellegrini per la bellezza.
L’ultimo tratto per arrivare a Orvinio lo facciamo su di un basolato medievale, prima di una piccola salita per arrivare al centro del paese.

Do 26: Orvinio – Mandela
km 20– h 8 – [+540/-910]
Dalla Riserva dei Monti Cervia e Navegna al parco regionale dei Monti Lucretili: questa tappa resta nel verde delle montagne dell’Appennino.
Sentieri che costeggiano splendidi panorami, creste che fanno arrivare la vista lontano.
Arriviamo al paese de La Posta per poi scendere verso Licenza e il suo torrente nella gola.
Ci fermiamo qui per il pranzo. Prima di riprendere e arrivare con un lieve sali-scendi a Mandela.

Lu 27: Mandela - Subiaco
km 31 – h 8 – [+400/-350]
E’ l’Aniene, il suo corso imponente, la sua storia che va in scena in questa tappa.
Lo risaliamo piano piano, costeggiandolo fino a Subiaco.
La tappa è impegnativa per la lunghezza ma ci prendiamo tutto il tempo di cui abbiamo bisogno per percorrerla.
Ci fermiamo per il pranzo su di una spiaggia sul fiume.
Attraversiamo il solo centro di Marano Equo, ma vediamo in lontananza tutti i borghi che si affacciano da sempre sul fiume: Agosta, Anticoli Corrado (uno dei pochi paesi italiani con un nome e un cognome), Roviano e ancora Cervara di Roma, dove fino agli anni ’50 del secolo passato si arrivava solo col mulo. Alla fine Subiaco, la fine di questo cammino e l’inizio del successivo.

Inizio viaggio:

Giovedì 23 appuntamento a Piazza Vittorio Emanuele II, Rieti, alle ore 9:00.
Per arrivarci da Roma, con i mezzi: si prende un pullman COTRAL alla Stazione Autobus Tiburtina che parte alle ore 7:00, arriva a Rieti alle ore 8:35.
Con la propria auto è consigliabile arrivare a Roma e prendere il pullman.

E’ possibile arrivare il giorno prima a Roma, alloggiando in un appartamento/ostello convenzionato.


Fine viaggio:

Lunedì 27 a Subiaco, da qui ci sono frequenti autobus COTRAL (ogni 30/40 minuti) che la collegano con la capitale, in poco più di un’ora.


Cammino:

Strade sterrate e sentieri.


Notti:

ostelli, B&B, appartamenti.
E’ consigliabile portare il sacco lenzuolo.


Pasti:

Colazione e cena nelle strutture di accoglienza o in ristoranti/bar nelle vicinanze. Pranzo al sacco.


Sapori tipici:

frascarelli, zuppa di ceci, spaghetti aglio olio e peperoncino, carobnara.


Difficoltà:

2 su 4, si tratta di un viaggio itinerante con trasporto bagaglio


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Un gruppo di amici mi chiesero di organizzare per loro il Cammino di Benedetto. Era appena uscita la seconda edizione della guida.
Lo avevo già incrociato con la prima Lunga Marcia per L’Aquila (2012), successivamente con alcune escursioni di associazioni locali (2014), ma il cammino non lo avevo mai percorso.
Era una proposta interessante che accettai. Cominciai così a studiarlo: fare i sopralluoghi, conoscere persone, intrecciare storie, provare varianti, confrontarmi con altre guide.
L’esperienza si è poi sviluppata in momenti e stagioni diversi, e conclusa nel dicembre del 2016.
Da allora ho camminato su altre rotte.
La proposta de Le Vie dei Canti, di occuparmene, ha riaperto quei file.
Ha acceso la possibilità di andare a rivedere luoghi, persone, storie, ricordi.
Emozionato, ho accettato perché mi piace tornare sui miei passi, valutare le differenze, vedere come le cose sono cambiate e come sono cambiato io.
Condividere questo vissuto con la compagnia di un’altra guida che mi affianca, vuol dire scoprire il Cammino di Benedetto da un punto vista davvero esclusivo.

Quota di partecipazione: € 175 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 250, da portare con sé per mangiare e dormire e trasporto bagagli. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.

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