[36] Date viaggio: 14 giu 2020 - 20 giu 2020

  • Senza zaino

Gran Paradiso e Monte Bianco

la via per il cielo

In verità si può dire che l’esterno di una montagna è cosa buona per l’interno di un uomo.
George Wherry

La Valle d’Aosta è per antonomasia “Le Alpi”, dove la verticalità alpinistica delle creste si sposa con la tradizione di allevamento nei pascoli verdeggianti, dove il bestiame che ogni estate sale ancora agli alpeggi per mangiare l’erba più buona pascola vicino agli animali selvatici ancora facili da avvistar, dove il bianco candore dei ghiacciai in piena estate confina con verde acceso dei prati di quota. Questo viaggio ci porta in tutti questi luoghi unici, di cielo in cielo: in tutte e tre le vallate valdostane del Parco Nazionale del Gran Paradiso,fino alla cima del Monte Bianco, con la straordinaria SkyWay ( la Via del Cielo) accompagnati ogni giorno da una Guida Esclusiva del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

DA LEGGERE:
Il parco nazionale del Gran paradiso, Luigi Fachin, ed Musumeci 1992
Itinerari turistico-culturali in valle d’Aosta, Augusta Vittoria Cerutti, ed Musumeci 1983
La Valle d’Aosta insolita, guida Lonely Planet,
Sultano delle nevi: una storia vera del Gran Paradiso; Ariberto Segala, ed Arca
La scelta di Lillo, lo stambecco che volle vivere tra la gente, Ariberto Segala, ed Arca
Le ore della Luna, i diari segreti dei guardiaparco, a cura di Ariberto Segala, ed Arca
Confessioni di una marmotta, Ariberto Segala, ed Arca
Gli alberi del Paradiso, Ariberto Segala, ed Arca
Sui sentieri del Re, Valentino Camiletti, ed Priuli e Verlucca

DA VEDERE: Gran paradiso di Miguel Alexandre,
In un altro mondo, film-documentario del 2009 del regista Joseph Péaquin, prodotto da Parco Nazionale Gran Paradiso e Fondation Grand Paradis
Il migliore dei mondi possibili, documentario.

Do 14: Tutto ha inizio da qui
Iniziamo il nostro viaggio in Valle con un salto nel tempo di oltre 6000 anni: un Unicum nelle Alpi (quante volte lo sentirete dire dalla guida, in questa magica regione incastonata tra le più altre vette dell’arco alpino!). Configurata dapprima come un santuario all’aperto destinato al culto dei viventi, in un tempo del quale ci restano pochissime tracce della frequentazione dell’uomo in montagna, testimoniato dalle tracce di un’aratura propiziatoria corredata dalla semina rituale di denti umani  e da allineamenti di pali. L’area assume poi negli ultimi secoli del III millennio funzioni funerarie, divenendo una necropoli privilegiata, con tombe monumentali di varia tipologia megalitica. Una straordinaria scoperta, avvenuta per caso in mezzo alla città, che ci racconta della Valle ancora prima dei Salassi, la popolazione celtica conquistata dai Romani nella loro avanzata verso l’Europa continentale.
Prima del trasferimento verso l’alloggio, piccola passeggiata a Saint Nicolas, balcone privilegiato sulle valli del Gran Paradiso, per dare un’occhiata a cosa ci aspetta “da fuori”.
Sistemazione in hotel.

Lu 15: la val di Rhemes
8h - [+/- 500, medio]
Iniziamo la nostra immersione nella natura protetta a 360° del Parco dalla valle più occidentale: la Granta Parey, uno dei pochi massicci calcarei esistenti in regione, domina severa la verdeggiante vallata con la sua parete verticale che le ha procurato il nome (Granta Parey in patois= Grande Parete). Saliamo al rifugio, appena sotto la Granta, con i sentieri che corrono lungo il torrente e poi a mezza costa risalendo le morene terminali, oppure passando a mezza costa per un sentiero molto panoramico che valica un colle e scende nella conca del rifugio passando per un casotto dei guardiaparco, dove nessuno passa mai. E' possibile avvistare moltissimi animali: stambecchi, camosci, marmotte, aquile e gipeti oltre, con molta fortuna, al grifone e agli ermellini. Al rientro, possibilmente, visita al lariceto secolare di Artalle, dove larici di oltre 700 anni vivono indisturbati e …sconosciuti!

Ma 16: La Valsavarenche, il cuore del Paradiso
8h - [+/- 400, facile]
Una giornata dedicata alla conoscenza del vero volto genuino della vallata completamente contenuta nel Parco: uno scrigno di biodiversità e di Natura straordinario, dove le comunità locali sono ancora profondamente legate al territorio e la cultura locale riflette la durezza e nello stesso tempo la semplicità di rapporti delle montagne vere, non teatrini di turismo. Conosciamo luoghi segreti, che non fanno parte dei percorsi dei turisti, e persone che vivono la montagna ogni giorno, allevando, coltivando, scolpendo, costruendo.. la montagna è la terra del fare!
Ci immergiamo nella vera vita alpina, perché la valle non sia solo una bella cartolina… 
Saliamo all’alpeggio delle Meyes, di fronte alla vetta del  Gran Paradiso oppure alla Croce dell’Arolley e al vallone del Nivolet, dove il torrente ha creato un altopiano unico sulle Alpi occidentali, con i suoi meandri che serpeggiano nel verde accesso dei prati fioriti che riempie l’ altopiano tra le rocce aguzze dei versanti.  Anche qui sono facilmente avvistabili tanti animali come camosci, stambecchi e marmotte sono facilmente avvistabili, come l’aquila e il grandissimo gipeto, avvoltoio di oltre tre metri di apertura alare, che ormai da numerosi anni ha ricominciato a nidificare naturalmente in queste valli. Questa è anche la valle del lupo, dove 10 anni fa è ricomparso spontaneamente arrivando dalla Svizzera; il primo branco purtroppo ha avuto vita breve ma ora un’altra coppia ha creato un branco e, con un po’ di fortuna, possiamo avvistare le tracce lasciate sul territorio da questi splendidi e importanti predatori. Al rientro, visita ad una coltivazione di quota di Genepy, la pianta aromatica che rappresenta la Valle d’Aosta nell’immaginario enogastronomico insieme alla Fontina.

Me 17: Cogne: tra cascate e fiori alpini
8h - [+/- 200, facile]
La vallata più conosciuta del Gran Paradiso, una meravigliosa balconata sulla testata dell’unico 4000 interamente italiano. Percorriamo sentieri non segnati sulle carte turistiche per raggiungere i luoghi più belli, dalla Valnontey ricca di stambecchi, camosci e marmotte a quote molto basse, all’anello delle cascate di Lillaz e del Bosco Incantato, per conoscere i segreti delle acque e dei ghiacciai. Una visita al Giardino botanico Paradisia, chiuso per tutti ma non per noi, ci rivela  i segreti delle piante di altissima quota, coltivate in questo splendido orto tra i prati.

Gi 18: escursione breve all’Orrido di Pré Saint Didier e Terme di Pré
8 h
Pré Saint Didier: Il cuore caldo delle fredde Alpi.Dall’Orrido allo Splendido: relax alle terme romane.
Passeggiata mattutina tra i boschi, salendo fino all’Orrido di Pré Saint Didier, uno salto scavato dal ghiaccio e dall’acqua nei millenni nella durissima roccia delle Alpi occidentali. Al rientro, coccole alle Terme di Pré: un Paradiso per il corpo e la mente, un gioiello che brilla nel cuore della Valle d’Aosta. Il luogo per dimenticare lo stress del quotidiano, rigenerarsi in luoghi d’altri tempi, immergendosi nel morbido calore delle acque, lasciandosi cullare da dolci idromassaggi per una totale remise en forme di corpo e mente! Sotto le cime candide anche d’estate del Monte Bianco, acque calde che sgorgano dal cuore della montagna come 1.000 anni fa, legno e pietra naturale per le saune e le vasche, atmosfere luminose d’altri tempi, grazie alla presenza di ferro, rendono la pelle morbida e facilitano la circolazione ed i movimenti muscolari. Possiamo avventurarci in un percorso con oltre quaranta pratiche termali, tra vasche sensoriali, vasche con musicoterapia e cromoterapia, percorso Kneipp, docce Vichy e pediluvi. Compreso kit completo di biancheria (ciabatte, accappatoio, asciugamano, armadietto personale), shampoo/balsamo/sapone/creme per il corpo/viso a base di mela renetta locale prodotti appositamente per le Terme da farmacista locale a disposizione libera, buffet di verdure, yogurt, frutta, grissini e crackers fatti a mano localmente, cereali e tisane a disposizione libera.


Ve 19: Il Monte Bianco: il Gigante delle Alpi
8h
Ci spostiamo di cielo in cielo: dai cieli blu cobalto del Parco a toccare il cielo con un dito in cima al Bianco. La salita con la nuovissima SkyWay, la Via del Cielo, ci permette di raggiungere quota 3466 metri senza alcuna fatica fisica ma… con un’esperienza di viaggio indimenticabile, in grado di coinvolgere tutti i sensi, elevandoli verso l’alto! A Punta Helbronner ci aspetta la mostra di cristalli più alta del mondo e la terrazza panoramica a 360° sulle vette delle Alpi. A metà “strada” il Giardino Saussurea ci permette di scoprire quali piante riescono a vivere a quote così elevate e di nuovo avremo la possibilità di osservare con facilità animali selvatici in libertà assoluta. Nel pomeriggio, visita libera a Courmayeur oppure visita alla Cooperativa Pain de Cou Cou, che raccoglie tutta la produzione tipica della valle ( enogastronomia, prodotti tessili, legno, frutta, libri, oggettistica, abbigliamento ) per un aperitivo arricchito da degustazione.

Sa 20: Sarre ed Aosta: dai Savoia agli antichi Romani tra le vette
6h
Lasciando il nostro ospite, passiamo a far visita al Castello di Sarre, uno dei numerosi castelli della Valle d’Aosta, residenza estiva della famiglia Savoia durante le Cacce Reali del Roi chasseur, Vittorio Emanule II, che si svolgevano in Valsavarenche. Grazie a Vittorio Emanuele II lo stambecco si è salvato dall’estinzione…ma questa è una storia che la guida racconterà lì, sotto centinaia di trofei di stambecco che ornano, come una decorazione murale, la stanza della caccia del castello! E quindi ci sposteremo ad Aosta, l’Augusta Praetoria Salassorum, voluta dall’imperatore Augusto a guardia dei passi del Piccolo e Gran San Bernardo e fondata nel 25 a.C., dopo la sconfitta della tribù locale gallo-celtica dei Salassi. Visiteremo la città come se fossimo ancora ai tempi dell’arrivo dei Romani: uno sguardo inconsueto alla Piccola Roma delle Alpi! Ad Aosta è possibile prendere il treno o il bus autostradale per Milano e Torino. Possibilità di ulteriori notti di pernotto a basso costo in città.

Inizio viaggio:

domenica 14 alle 15.00 alla stazione ferroviaria di Aosta.


Fine viaggio:

sabato 20 alle ore 16.00 alla stazione di Aosta.


Cammino:

Sentieri nel bosco, sentieri di quota, visite a paesi e villaggi, Forte di Bard, Castello di Sarre e città di Aosta.


Notti:

notti in albergo in amere doppie e triple, possibilità singola con supplemento. Bagni in camera. Asciugamani, lenzuola forniti.


Pasti:

pranzi al sacco, colazione e cena in struttura.


Sapori tipici:

Polenta, camoscio, carbonada, seuppetta, favò, valpellinenze, fontina, tome di alpeggio, toma di Gressoney, crema di Cogne, bistecca alla valdostana, vini di quota: Enfer, Blanc de Morgex, Torrette, Gamay; liquori e grappe tipiche: Genepy, Ratafià, Benefort, caffè alla valdostana.


Difficoltà:

2+ su 4. Si tratta di un viaggio stanziale, con escursioni giornaliere zaino in spalla con dislivelli contenuti e percorrenza media affrontabile da tutti in buona condizione fisica e senza problemi di deambulazione.


Note:

Il percorso può subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Racconto Lo Stambecco d'Oro.
C’era una volta una splendida montagna con folti boschi e verdi pascoli. Fiori dai magnifici colori sbocciavano sui prati e limpide acque scorrevano nei ruscelli.
Il re della montagna amava la natura che circondava il suo regno ed ogni giorno si avventurava tra vallate e boschi.
Una  mattina  si  ritrovò  ad  inerpicarsi  per  un  sentiero  inesplorato  che  lo  condusse  su  un  fianco particolarmente roccioso della montagna. Stava per tornare sui suoi passi quando, guardando in alto, vide qualcosa che  luccicava.  Incuriosito,  il  re proseguì, arrancando  tra  le rocce. Giunto  in cima, quale  fu  il suo stupore nel vedere un magnifico stambecco tutto d’oro, dal soffice manto fino alle dura corna.
Improvvisamente il re fu invaso da una sensazione di benessere e felicità. Tentò di avvicinarsi, ma l’animale scappò impaurito e invano il re cercò di inseguirlo. Lo stambecco era troppo veloce. 
Tornato  a  casa,  il  re  pensava  e  ripensava  a  quel magnifico  stambecco  d’oro. Sicuramente  era  un essere magico, si diceva, e doveva catturarlo e tenerlo con sé 
La mattina seguente organizzò una grande battuta di caccia. Frugò la montagna in lungo e in largo, ma senza risultato. Riprovò allora il giorno seguente, e quello dopo ancora, ma lo stambecco non fu trovato. Deluso e arrabbiato,  il  re  raggiunse  la cima della montagna e minacciò di  fare prigionieri tutti gli animali se lo stambecco non si fosse consegnato.
A  quel  punto,  da  dietro  un’altura,  ecco  apparire  lo  stambecco,  accompagnato  da  un  personaggio assai singolare: un uomo alto, con una lunga barba bianca, scalzo e vestito con una semplice tunica grigia, che camminava appoggiandosi ad un bastone. L’uomo si avvicinò al re e disse:
-Sono  l’eremita della montagna e sono venuto a parlare per conto dello stambecco. Per nulla al mondo egli vorrebbe causare la rovina degli altri animali. Ma che diritto hai tu di farlo prigioniero?
Lo  stambecco  vive  libero  su  queste montagne  da  tempo  immemorabile,  prima  che  tu  venissi  al mondo. E a tutti quelli che si avvicinano a lui dà felicità. Il sole  riflette  il  suo manto dorato  e  illumina queste  splendide valli,  facendo brillare  il verde dei prati . Se  ci  privi  dello  stambecco la luce della montagna cambierà e nulla  sarà  più  lo  stesso.  Permettigli  di continuare a diffondere felicità a tutta la montagna, a cui egli appartiene.
-Io sono il vostro sovrano – sentenziò il re,– e ho potere su tutto,  anche sulla montagna. Quello che decido è legge e voglio lo stambecco per me.
Così  dicendo  si  avvicinò  all’animale,  bramoso  di  toccarlo. Ma  appena  le  sue  dita  sfiorarono  il soffice manto, il re avvertì un fortissimo bruciore.
-Ahi! – esclamò ferito, ritirando la mano bruciata.
-Sire  –  intervenne  l’eremita  –  lo  stambecco  d’oro  non  può  essere  toccato  da  nessuno. Un’antica  profezia dice che prima bisogna superare le prove della montagna -
-Cosa devo fare? – chiese il re impaziente.
-Devi addentrarti nel bosco e seguire  la via che  troverai. Tutto  ti verrà mostrato a suo  tempo.
Accecato dal desiderio, il re accettò di sottoporsi alle prove e si addentrò subito nel bosco.  Incamminandosi  tra  abeti  rossi e  larici,  tra  rododendri e pini  silvestri iniziò però a provare una strana sensazione, di inquietudine e sofferenza, ben diversa dalla gioia che provava  ogni  volta  che  passeggiava  in  quei  luoghi. Deciso  però  a  non  farsi  suggestionare  dalle parole dell’eremita, proseguì.
Cammina  e  cammina  incontrò  una  fanciulla  assai  graziosa,  con  una  tunica  verde  e  capelli  color rame. Aveva in mano tre mele: una d’oro, una d’argento e una normale, rossa screziata di giallo.
“O Re, ecco la prima prova. uno di questi frutti devi assaggiare, ma prima le loro virtù devi ascoltare
La Mela d’Oro ti trasformerà in ciò che più desideri
La Mela d’Argento ti renderà famoso in tutto il mondo
La Mela rossa, ti lascerà uguale”
Il re osservò attentamente le mele e pensò che la giusta era quella d’Oro perché era come il lucente manto dello stambecco e perché se gli avesse fatto ottenere ciò che piuù desiderava, lo stambecco sarebbe stato suo.
La  fanciulla  gli  porse  il  frutto  dorato.  Trepidante,  il  re  lo  prese,  ma  si  stupì  nel  trovarlo  assai leggero,  come  se  fosse  vuoto  all’interno.  D’un  tratto  avvertì  uno  strano  formicolio  al  braccio sinistro che in poco tempo gli divenne tutto rigido: era diventato di oro massiccio e il re non riuscìva più a muoverlo.
La fanciulla a quel punto disse severa:
“ Dunque tu più di tutto desideri la ricchezza. Ma non è la ricchezza la cosa importante, hai scelto l’oro per essere ammirato. e dunque in oro sarai trasformato”
Il re allora si disperò e pianse talmente tanto che la fanciulla, commossa, gli disse:
“Ebbene le tue lacrime mi sembrano sincere. Ti concedo di provare di nuovo: hai la scelta tra due mele, quella d’Argento e quella Rossa,
Il re, agitato e confuso, pensò a lungo. “E’ la Mela d’Argento quella giusta perché mi renderà famoso in tutto il mondo, invece l’altra mi lascia come sono, cioè senza lo stambecco d’oro.”  –Scelgo dunque la Mela d’Argento-
La  fanciulla  gli  porse  il  frutto, ma  appena  il  re  lo  prese  in mano,  sentì  degli  strani  rumori.  Lo avvicinò all’orecchio e s’avvide che dalla mela provenivano sonore risate. Una grande inquietudine lo assalì e infatti la fanciulla parlò severa:
“Ecco, ora sei famoso in tutto il mondo. Infatti tutti ridono di te e delle tue scelte sciocche alla ricerca della ricchezza o della fama.
“era la mela rossa il giusto frutto,
chi non desidera niente può avere tutto”
Il Re si sentì perduto  Era stato  sciocco,  stolto  ed  egoista.  Si  era  fatto  accecare  dalla  smania  di catturare lo stambecco e questo aveva ottenebrato la sua capacità di giudizio. Lui che aveva sempre amato e rispettato la montagna, ora aveva cercato di forzarla e usare violenza sul popolo animale. Si sentì un piccolo uomo gretto e solo, rifiutato dalla natura contro cui aveva scelto di combattere.
La fanciulla lesse il suo turbamento e disse:
-Sire le prove non sono finite, vuoi andare avanti? Forse potrai rifarti-
-Ti  ringrazio  fanciulla –  rispose  il  re umilmente – ma ho capito  la mia  stoltezza e  farò ammenda della mia arroganza. Non disturberò oltre né te, né l’eremita né il bellissimo stambecco che non avrà più noie da parte mia. Potrà continuare a vivere libero nelle sue montagne come è giusto che sia. 
Lentamente e a testa bassa il re prese la strada del ritorno.
Alla fine del sentiero trovò ad aspettarlo l’eremita e lo stambecco. Quando l’eremita lo vide disse:
-Il tuo pentimento è sincero Sire, lo leggo nel tuo cuore. Sappi allora che  la bella fanciulla che hai incontrato è lo spirito della montagna. Non è vendicativo e sono convinto che ritirerà la sua magia se tu offrirai qualcosa in cambio.
-Sire Sire- esclamarono i consiglieri – offrite tutto l’oro che avete. E anche i diamanti e i rubini!-
-Silenzio! – urlò il re. Poi si girò verso l’eremita e disse: -Quello che posso offrire allo spirito della montagna è  il mio rispetto e  la mia protezione per ogni forma  di  vita  su  queste  valli,  questi  boschi  e  cime  rocciose:  dal  fiore  più  piccolo  all’albero  più maestoso, dall’esile pettirosso al grande orso bruno-
L’eremita annuì soddisfatto:
-Hai superato la prova Sire, il tuo animo è tornato puro – e mentre parlava il braccio del re tornò normale e le risate cessarono.
-Ora– continuò l’eremita – lo stambecco tornerà in libertà, ma ti sei guadagnato la sua stima ed egli mai più fuggirà quando lo incrocerai sulla tua via-
Lo stambecco rivolse al  re uno sguardo fiero e benevolo e  il re si sentì riempire di felicità. Poi  lo splendido  animale  si  incamminò per  la montagna.  Il  re  lo  guardò,  ammirato, per qualche  istante.
Quando poi si girò per ringraziare l’eremita, questi era sparito.

Quota: 245 euro da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste : 380 euro. Da portare con sé per 6 notti in hotel*** trattamento mezza pensione;  ingressi Forte di Bard, castello di Sarre, A/R funivia SkyWay Punta Helbronner, ingresso alle Terme di Pré Saint Didier e visita di Aosta. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.

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