Perché il nome Le Vie dei Canti

chatwinDal titolo del quarto libro di Bruce Chatwin, Le Vie dei Canti, scritto nel 1987, è iniziata l’avventura dei viaggi a piedi. Nel testo lo scrittore affronta il tema del nomadismo e dello spostamento lungo gli itinerari tramandati oralmente dagli aborigeni australiani. La raffinatezza dei sistemi simbolici escogitati da questi indigeni è tale che rende il viaggiare un vero e proprio sistema di crescita. “Può essere che il nostro bisogno di distrazioni e la nostra mania per tutto ciò che è novità – scrive Chatwin - siano essenzialmente un istinto migratorio simile a quello degli uccelli d’autunno?“. E così, ogni proposta di viaggio a piedi con Le Vie dei Canti è un’occasione di incontro con la natura, le persone e le comunità attive nei territori. È un canto irripetibile che rimane nel cuore dei camminatori desiderosi di crescere e capire.

Chatwin (nella foto) è uno dei più grandi scrittori di viaggio di sempre. Un uomo per cui il viaggio è un capolavoro esistenziale e il movimento è conoscenza. Per lui monotonia e regolarità sono la morte mentre l’irrequietezza è alla base del moto di ogni uomo, un principio vitale che spinge a cercare. E nell’irrequietezza c’è la conoscenza.

Affascinati da questa sua lettura, abbiamo immaginato e messo a punto questi viaggi per offrire qualcosa in più del semplice cammino in un luogo piacevole e interessante.