[71] Date viaggio: 30 dic 2019 - 02 gen 2020

Matilde di Canossa

Il Sentiero della Contessa

Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi.
Italo Calvino

Tra coltivi e boschi di roverella sui dolci pendici dell’Appennino Tosco-Emiliano che mantiene le tracce di viandanti e pellegrini, per rivivere le vicende storiche di Matilde di Canossa. Attraversiamo gli antichi luoghi
del suo grande feudo, lungo le direttrici viarie del medioevo, che conducono ai castelli della Contessa passando per antichi borghi incastonati in un incantevole paesaggio naturale e la Pietra di Bismantova all’orizzonte, paragonata al monte del Purgatorio.

Lu 30: Ciano d'Enza -Rossena
5 km - 4 h [+217]
iniziamo da Ciano d'Enza, da cui si snoda in un piacevole percorso tra coltivi e boschi di roverella lungo la valle del rio Vico. Risalendo un comodo sterrato sulla destra della Valle si raggiunge Rossena ed il suo Castello, che offre un bel panorama sull’Appennino Reggiano, dove spicca la sagoma inconfondibile della Pietra di Bismantova.

Ma 31: Castello di Canossa - Crocicchio
15 km - 6 h - [+/-150]
Partiamo per il Castello di Canossa circondato dai suggestivi calanchi che danno al paesaggio un aspetto quasi lunare. Dopo la visita guidata al castello, si prosegue per Cavandola, Ceredole dei Coppi, Bergogno.
Si susseguono borghi e paesaggi naturali tra campi coltivati e boschi di querce e castagni, fino ad arrivare a Crocicchio dove pernottiamo.

Me 1: Monchio dei Ferri - Carpineti
15 km - 6h - [+/-120]
da Crocicchio si prosegue fino alla borgata di Monchio dei Ferri, e attraversando le località il Ponte e Carrobbio si risale al castello di Sarzano. Fu una delle sedi più importanti del potere matildico. Oggi rimangono il mastio, una torre utilizzata come campanile, alcune parti delle mura e i resti della porta d’ingresso. Si scende per un panoramico sentiero alla sottostante Casina. Riprendendo il Sentiero Matilde lungo la valle di Carpineti si attraversano le località di Croce di Petrella, Giavello e Rio Minello fino alla chiesa di San Donnino di Tresinara citata in antichi documenti fin dal 1191, edificata per volere di Matilde di Canossa. Dalla località Riana si prosegue lungo un sentiero che raggiunge la periferia di Carpineti.

Gi 2: Castello delle Carpinete
4 km - 2 h - [+/-140]
Il castello delle Carpinete svetta a cavallo di una delle più suggestive dorsali dell'Appennino reggiano, quella che collega il monte Valestra con il monte Fòsola e la Pietra di Bismantova. Lo si raggiunge in mezz’ora dal centro di Carpineti risalendo per l’antica via matildica. Era uno dei perni del sistema difensivo canossano e residenza preferita da Matilde.
Ritorno a Carpineti, transferimento a Reggio Emilia e partenza.

Inizio viaggio:

lunedì 30 dicembre alla stazione di Reggio Emilia entro le 12.30, transfert a Ciano d’Enza.
Attivare già pronti  per il cammino.


Fine viaggio:

giovedì 2 gennaio, da Carpineti nel pomeriggio, si useranno i mezzi pubblici per arrivare alla stazione di Reggio Emilia alle ore 14.30.


Cammino:

I percorsi sono variabili e prevedono tragitti su mulattiere, su sentieri ampi e di facile percorrenza,


Notti:

in b&b


Pasti:

pranzi al sacco, cene in struttura.


Sapori tipici:

parmigiano reggiano, cappelletti, tortelli, torta di riso, lambrusco.


Difficoltà:

1+ su 4. Si tratta di un viaggio breve e semplice viaggio itinerante . I dislivelli non presentano alcuna difficoltà tecnica.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento

Andare a Canossa è un’espressione che fa riferimento a un episodio avvenuto a Canossa (Reggio Emilia) nel 1077. Nel corso della cosiddetta lotta per le investiture, papa Gregorio VII aveva scomunicato Enrico IV, imperatore del Sacro Romano Impero; allo scopo di essere perdonato dal pontefice, l’imperatore si recò presso il castello di Matilde di Canossa dove, grazie all’intercessione della stessa, sarebbe stato ricevuto dal papa. Prima di essere ricevuto e perdonato, però, Enrico IV dovette attendere tre giorni e tre notti, durante il rigido inverno, scalzo, vestito con soltanto un saio e con il capo cosparso di cenere.

Umiliazione di Canossa
L’episodio sopra riportato è noto come “umiliazione di Canossa” e il modo di dire “andare a Canossa” che da esso è derivato viene oggi utilizzato con il significato di umiliarsi, chiedere perdono, fare penitenza.

Quota € 140, da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste € 220. Da poratre con sè per mangiare e dormire.

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