[02] Date viaggio: 05 apr 2019 - 07 apr 2019

  • Base fissa

Paradisi Terrestri

Isola di Giannutri e Argentario

Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino.
Jean Giono

Tre giorni a piedi nella Natura incontaminata e selvaggia dell’Argentario e del Parco della Maremma: dall’esclusiva Cala di Forno, la spiaggia che si raggiunge solo a piedi o in barca, dove daini e caprioli si avvicinano confacilità sull’arenile, all’isola protetta di Giannutri, Paradiso dell’avifauna, piccolissima e preziosa , area ZPS e SIC (Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria), non visitabile se non accompagnati da una Guida riconosciuta, dove i Domizi-Enobarbi, famiglia di origine di Nerone, hanno costruito nel II° secolo dC una villa di cui ancora sono visibili i resti. A darci il saluto finale la solitaria Torre di Capo d’Uomo, a picco sul mare dell’Argentario, ancora a guardia dell’arrivo dal mare di Pirati e Corsari come secoli fa.

Ve 5: Il Parco dell’Uccellina - Spiagge da sogno!
6h - [+/- 100] - 18 km
Escursione lungo il sentiero che porta all’esclusiva Cala di Forno, spiaggia isolata e raggiungibile solo a piedi o in barca, nel cuore del Parco e a contatto con la zona di Riserva Integrale. Attraversando la macchia mediterranea, con improvvisi scorci sul Tirreno vediamo l’Isola del Giglio e il Monte Argentario, fino a Montecristo se la giornata è limpida, nel periodo più gradevole per fare escursioni in queste zone mediterranee, troppo calde d’estate. Non è escluso il bagno nell’acqua trasparente e limpidissima di Cala di Forno!


Sa 6: Giannutri, Il piccolo Eden
7h - [+/- 80] - 10 km
Una giornata intera su una delle più piccole isole dell’Arcipelago toscano. Falesie, spiaggette incastonate tra le rocce, un sentiero che taglia l’isola per lungo e ci permette di assaporarne i suoi più straordinari panorami e le coloratissime fioriture primaverili, ad aprile in piena esplosione.

Do 7: Capo d’Uomo, la torre solitaria
6h - [+/- 200] - 5 km
Un sentiero nella macchia, fino alla solitaria Torre di Capo d’Uomo, eredità dello Stato dei Presidi Spagnoli, il più breve e piccolo regno straniero in Italia della storia a difesa degli attacchi di Pirati e Corsari. Corsari come Kahir El Din, detto il Barbarossa, corsaro di Solimano II° il Magnifico che fece rapire la bella Marsilia, di famiglia nobile toscana, famosa per la sua bellezza.
Raccontiamo al vento della Torre la sua storia…
Al rientro una passeggiata lungo la Duna Feniglia, riserva naturale di eccezionale valore naturalistico, cordone sabbioso lungo 7 km che divide il mare dalla laguna.

Inizio viaggio:

venerdì 5, appuntamento alla stazione ferroviaria di Grosseto ore 9.00.


Fine viaggio:

domenica 7 ad Ansedonia, passaggio per la stazione di Grosseto per chi parte con i mezzi pubblici.

Arrivo in stazione a Grosseto verso le 15.30.


Cammino:

su sentieri nella macchia e sui promontori, visite a parchi, isole e paesi, Isola di Giannutri, Tombolo della Feniglia, Torre di Capo d’Uomo, Parco dell’Uccellina. Escursioni facili.


Notti:

in agriturismo, in cameredoppie e triple.
Asciugamani forniti.


Pasti:

Pranzi al sacco, cene in struttura.


Sapori tipici:

Acquacotta, pici all’ajone, pappa al pomodoro, panzanella, cantucci e vin santo, vino Ansonaca e Alicante, tortelli maremmani, minestra di ceci, misticanza di prato, pecorini, olio extra vergine DOP.


Difficoltà:

1 + su 4. Si tratta di un viaggio stanziale, con escursioni giornaliere in ambiente costiero, con dislivelli contenuti e percorrenza media affrontabile da tutti.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Nata 4,5 - 5 milioni di anni fa, il Giglio, deve alla sua posizione geografica "strategica" l'origine della sua storia avventurosa e contesa. Già abitata dall'età della Pietra e successivamente scelta dagli Etruschi come probabile avamposto militare.

L'isola del Giglio visse uno dei momenti di maggior splendore sotto il dominio Romano della Famiglia dei Domizi Enobardi, proprietari della monumentale Villa patrizia sita in loc.Castellari, diventando un nodo marittimo fondamentale negli scambi fra le Province, come dimostrano i numerosi relitti nelle acque antistanti l'Isola del Giglio.

Nell'805 Carlo Magno donò l'Isola all'Abbazia delle Tre Fontane, ma dopo varie vicende passò agli Aldobrandeschi, ai Pannocchieschi, ai Gaetani, agli Orsini e al Comune di Perugia.

Nel 1241 nelle acque Gigliesi, la flotta di Federico II distrusse quella Genovese che portava a Roma i Prelati per il Concilio convocato da Gregorio IX contro lo stesso imperatore. Dal 1264 l'Isola del Giglio fu tenuta dai Pisani, ai quali si deve la struttura urbanistica di Giglio Castello (La Rocca).

Nei secoli successivi, subì numerose dominazioni (tra cui quella dei Medici di Firenze dagli inizi del XV secolo) e scorribande saracene, una delle più disastrose ad opera del Pirata Khair ad-Din detto il Barbarossa, che nel 1544 aveva raso al suolo il paese e deportato come schiavi ben 1000 dei 1200 abitanti dell'isola. Il 18 novembre 1799 segna la fine delle incursioni barbaresche nonché l'eroica vittoria dei Gigliesi contro i "Tunesini".

Quota di partecipazione: € 110 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 150, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.

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