[79] Date viaggio: 27 dic 2022 - 02 gen 2023

  • Senza zaino
  • Base fissa

Capodanno in Maremma

Nelle Terre Etrusche

 "Non v'è popolo europeo che sia stato maltrattato quanto gli etruschi; non c'è popolo, la cui identità sia stata così sistematicamente distrutta. Quasi come se la posterità si sia ripromessa di spegnere ogni traccia del ricordo di una nazione che un tempo scrisse, con la sua azione pionieristica, il primo grande capitolo della storia dell'occidente.“ —  Werner Keller scrittore e saggista tedesco 1909 - 1980

Un Capodanno diverso, nelle Terre di Maremma, ricche di Storia, cultura e enogastronomia. Le città dei tufi sono la nostra meta, ancorate a speroni rocciosi che fanno di questa parte della Toscana un museo a cielo aperto, immerso in una natura ancora poco modificata dalle attività umane, dove vitigni antichi e olivi millenari occupano lo spazio lasciato libero dalla roccia vulcanica e dai canyon scavati nel tufo. C'è spazio anche per momenti di relax puro, alle cascatelle di Saturnia, alla degustazione guidata dei sapori locali nel borgo medievale di Sovana e Sorano, piccole gemme di questa collana di luoghi preziosi.  Non ci facciamo mancare nulla: anche la cultura avrà la sua parte, in viaggio tra Natura e Storia.

Ma 27: Pitigliano
Appuntamento Pitigliano nel tardo pomeriggio, presso la struttura di accoglienza per la sistemazione.  Cena in hotel. Dopocena: briefing con la guida.

Me 28: Pitigliano, la piccola Gerusalemme
6h - [+/- 200, facile]
Giornata dedicata alla più famosa città del tufo, alla scoperta della sua natura mezza rinascimentale e mezza medievale. E anche della sua parte più antica, ancora legata alla storia etrusca di cui non conserva più il nome ma le tracce evidenti della cultura nelle Vie Cave che si diramano dal paese verso i poggi intorno. Scendiamo, scoprendo le antiche mura e attraverso una Via Cava che parte dal paese ne andiamo a visitare una seconda. Nel mezzo, una visita guidata all’antico Ghetto Ebraico, ancora perfettamente conservato, con la Sinagoga, il Bagno rituale, il forno delle azzime, la cantina e la macelleria kasher…la storia della Pitigliano ebrea ha segnato la sua cultura e lasciato innumerevoli testimonianze. 

Gi 29: Sorano: La piccola Cappadocia e Vitozza
8h - [+/- 200, media]
Un gioiello nascosto tra le rupi tufacee, un paesino che sembra un presepio, nascosto da boschi e strapiombi che lo hanno difeso per millenni, anche dalla malaria che ha devastato la Maremma…abitati rupestri antichissimi scavati nella roccia, Vie Cave, Fortezze seicentesche, il Masso Leopoldino…tante meraviglie sconosciute al turismo di massa: qui ci si deve venire apposta e sapere dove guardare! Un’avventura tra sentieri, stradine e roccia. Nel pomeriggio, visita alla città perduta di Vitozza, insediamento rupestre immerso nei boschi. Pranzo-degustazione facoltativa presso enoteca locale, cena in hotel e chiacchiere serali

Ve 30: Gli eremi millenari della Fiora
8h - [+/- 100, facile]
Un viaggio nel tempo e nello spazio, lungo uno dei fiumi più interessanti, naturali e intoccati esistenti in Italia: il fiume sacro degli Etruschi, la Fiora. Un fiume imprevedibile, focoso come un torrente anche se siamo nei suoi ultimi 15 km prima dello sbocco al mare, a Montalto di Castro. Una discesa che ci svela come è veramente fatto un fiume, quando l’uomo non mette mano alle sue sponde e cosa celano le profondità dei canyon dove scorrono le acque, per millenni zone inaccessibili, popolate da animali pericolosi, briganti e eremiti. Ora la Natura ha ripreso possesso di questi meravigliosi luoghi, che sono rimasti sacri anche per la popolazione attuale; visitiamo gli eremi che furono scavati nella roccia a mano sicuramente da popoli precedenti a quelli che li hanno utilizzati per ultimi: gli eremiti cristiani dell’anno 1000. 

Sa 31: La Selva del Lamone, il regno dei Briganti e del Re del Lamone, Domenico Tiburzi
6h - [+/-150 mt, medio]
Una bellissima escursione nella Selva che per centinaia di anni ha nascosto i briganti, per la fittezza della sua vegetazione e per la difficoltà ad orientarsi all’interno del bosco; lungo il percorso scopriamo Rosa Crepante, un luogo molto particolare di derivazione vulcanica, e Rofalco, villaggio fortificato etrusco del IV° sec a.C., a guardia della valle dell’Olpeta e della Fiora. Al rientro, visita alla Cascata del Salabrone, ai piedi della riserva. 
Cena di capodanno e festa nel borgo antico.

Do 1: Le Terme naturali di Saturnia: le cascatelle del Gorello
5h - [-, facile]
Mattina libera. Nella tarda mattinata, un’esperienza di tutto relax in un angolo di paradiso: le cascatelle naturali che a Saturnia sgorgano da una sorgente termale e formano un terrazzo di calcare bianco, con piscine di varie dimensioni in cui restare immersi e scambiarci le impressioni di questo viaggio di Capodanno diverso da qualunque altro. Relax nell’acqua, rientro in struttura nel pomeriggio e degustazione facoltativa di vini locali alla cantina di Pitigliano.

Lu 2: Sovana, il gioiello medievale , le sue necropoli e le misteriose Vie Cave
8h - [+/- 100, facile]
Un’altra delle tre città del tufo, piccolo gioiello di architettura medievale, ancora oggi uno dei borghi più caratteristici e graziosi della Maremma; particolarmente rilassante è passeggiare tra le sue piccole e preziose viuzze, scoprendo angoli e scorsi suggestivi a picco sulle forre che la cingono, come tutte le antiche città etrusche. Il Museo di San Mamiliano conserva ciò che testimonia il passato da grande potenza, quando “Sveama” era la città principale tra le tre del tufo e quando uno “sveamach”, ovvero un uomo di Sovana, combatteva al fianco di Tarquinio Prisco per difendere Roma durante una battaglia contro Macstarna, principe di Velk, la potente Vulci. E in seguito fu anche luogo di nascita di Papa Gregorio VII°, della famiglia Aldobrandeschi, stirpe longobarda che governò anche Pitigliano, Sorano e l’Argentario intero. Straordinarie le sue necropoli, dove le tombe sono state scolpite a mano come templi che fuoriescono dalle pareti di tufo e le Vie Cave, tra le più belle della zona. Nel Borgo antico , degustazione di vino e di prodotti a km 0 presso l Enoteca Vino al Vino. Rientro a Pitigliano nel pomeriggio e partenza.

Inizio viaggio:

Appuntamento: ore 17 Pitigliano martedì 27.

Pitigliano è raggiungibile dall ‘Aurelia (in circa 1 ora di auto ), uscita Albinia oppure Orvieto.

Con i mezzi:
è possibile arrivare alla stazione di Grosseto e qui proseguire in autobus verso Pitigliano. Ecco qua il link diretto dei bus: https://www.at-bus.it/media/mod_timetables/timetables/EXGR/41P.pdf

Altrimenti è disponibile un transfert per 8 persone messo a disposizione dalla guida  da Grosseto verso Pitigliano al costo di 20 euro a persona, previa prenotazione di tale servizio.
Partenza transfert ore 15.30 dalla stazione di Grosseto.


Fine viaggio:

lunedì 2, alle ore 15.00 Pitigliano (GR).

In bus da Pitigliano a Grosseto: https://www.at-bus.it/media/mod_timetables/timetables/EXGR/41P.pdf

Altrimenti è disponibile transfert della guida al costo di 20 euro a persona da Pitigliano verso Grosseto, previa prenotazione di tale servizio.


Cammino:

Viaggio stanziale con escursioni giornaliere zaino in spalla. Sentieri nel bosco, strade bianche, sentieri lungo fiumi e canyon, visite a paesi e villaggi ,Pitigliano, Sovana, Sorano, Vitozza , Selva del Lamone , Ghetto ebraico di Pitigliano, terme del Gorello di Saturnia, la Fiora e gli eremi millenari. Media difficoltà delle escursioni.


Notti:

Albergo nel borgo antico. Camere doppie e multiple, possibilità singola con supplemento. Bagni in camera. Asciugamani, lenzuola forniti.

 


Pasti:

pranzi al sacco a carico dei partecipanti, 6 notti in mezza pensione all’albergo con 5 cene in hotel + 1 cenone di Capodanno. Possibile menù per vegetariani con segnalazione preventiva


Sapori tipici:

Panzanella, Pappa al pomodoro, Ribollita, bistecca alla fiorentina, lardo di colonnata, salumi e formaggi della zona, crema di ceci, crostoni e crostini, vini tipici: Morellino di Scansano (D.O.C.G.),Ansonica Costa dell'Argentario (D.O.C.), Bianco di Pitigliano (D.O.C.), Capalbio (D.O.C.), Parrina (D.O.C.), Sovana (D.O.C.)


Difficoltà:

1 + su 4. Si tratta di un viaggio stanziale con dislivelli contenuti. Si cammina ogni giorno tra gli 8 e i 12 km.


Note:

Il percorso può subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche.
I cani possono partecipare e possono dormire in stanza. 

 

Pitigliano è uno dei borghi più belli d’Italia: arroccato su una rupe di tufo, il paese si erge imponente sulle valli dei torrenti Lente, Meleta e Prochio, offrendo una meravigliosa vista sulla natura selvaggia ed incontaminata di quest’area della Maremma. Di notte la vista è ancor più spettacolare, illuminato dall’alto dalla luce naturale della luna, il borgo sembra essere sospeso nel vuoto, come sorretto da una forza misteriosa. Oggi Pitigliano è un vero e proprio gioiello e scrigno prezioso di arte, storia e cultura, ogni angolo del suo centro storico racconta un passato ricco di storia, gli stretti vicoli, le piazzette, gli scorci panoramici, a Pitigliano tutto è magico e regala un’emozione unica. È in questo panorama mozzafiato, idilliaco e senza tempo, che come uno squarcio si insinua forse una delle storie più agghiaccianti della nostra terra: anche questo contribuisce a rendere magnifico l’immenso panorama pitiglianese. Il buio, i mostri, le streghe sono spesso paure create con la fantasia, ma è quella paura che ricerchiamo in continuazione perché emoziona e piace, perché scatena l’adrenalina. E così, tra il panorama mozzafiato si insinua quella paura che ci fa correre di notte fino ad avere il fiatone, perché Pitigliano diventa custode di un’antica leggenda: le protagoniste sono le streghe. Un’antica storia racconta che tempo fa, nel paese di Pitigliano vivevano alcune donne particolari: erano streghe. Le streghe si incontravano in segreto, sempre e solo di martedì a Pitigliano, sempre e solo intorno alla Fontana nella “Piazza della Repubblica”. Di notte, certamente le streghe amavano nascondersi e per non essere riconosciute dalla gente, si trasformavano in animali: si racconta che preferissero assumere sembianze di gatte dal pelo lungo o di volpi con la coda morbida. C’era una volta infatti una gattina «Michichì» piuttosto petulante tanto da far spazientire chiunque: stanco della sua insistenza un uomo le diede una zampata, facendola cadere dalle scale e rompendole una spalla; qualche tempo dopo lo stesso uomo incontrò una donna (un’amica forse?) mal messa ed acciaccata: “Che hai fatto?” esordì il tale. “Sì, eh, il gatto che gli dasti la zampata non ero io?”.

“Noi si và in Maremma a ballare, dicevano le streghe”. Così le streghe di Pitigliano preparandosi ai festini del venerdì e del martedì, appuntamento fisso che neppure l’amore poteva fermare. Erano solite spalmare i loro corpi nudi con degli unguenti magici cantando davanti al fuoco un rituale magico, che iniziava sempre con questa formula magica: ” Mi ungo e mi riungo e in un’ora ora vado e torno, sotto acqua e sopra vento vado alle noce di Buonconvento..oh ”. Partivano da Pitigliano tutte insieme le donne streghe, a cavallo di asini o di cavalli rubati nelle stalle dei contadini del luogo oppure a cavallo di scope. All’improvviso si vedano volare in cielo, partivano per andare chissà dove e da chi? Si dà per certo che i loro festini durassero notti intere. Le streghe ballavano davanti al fuoco, saltavano, sudavano. In tutto ciò che circondava il paese, l’occhio più scaltro e attento poteva trovare segno del passaggio delle streghe e persone come tal Pietro questo lo sapevano bene. Era solito infatti trovare le criniere delle sue cavalle intrecciate misteriosamente intrecciavano misteriosamente tutte le criniere dei cavalli.

Stanche ed esauste tornavano nel paese, ma ancora eccitate e dunque per sfogarsi erano solite, per diletto, rapire i bambini piccoli nelle case del borgo: no, nessuna preoccupazione, non facevano loro del male, al massimo qualche strattone, ma il divertimento e il loro sfogo era prendere i bambini e coccolarli, fino a che l’ansia delle madri non lo impediva. Quando capivano di aver superato la soglia della tolleranza, le streghe di Pitigliano riconsegnavano con dolcezza i bambini uno per uno nelle case, in silenzio e di nascosto. All’epoca la gente del luogo aveva paura di queste strane, imprevedibili e irriconoscibili donne: si racconta che, per difendersi da loro, fosse usanza appendere ramoscelli di ginepro o di pungitopo davanti alle stalle e alle porte delle case. Ma il viaggiatore che incuriosito intenda avventurarsi alla ricerca di qualche segnale della loro presenza ancora viva, non sia spaventato: anche la loro essenza così imprevedibile contribuisce senz’altro a donare a Pitigliano la sua splendida aurea magica, l’importante è lasciarsi affascinare.

Quota: € 245 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida). 

Spese previste : € 425. Da portare con sé per 6 notti in hotel (5 notti trattamento mezza pensione + 1 notte solo notte e colazione ), cenone di capodanno, ingresso al Ghetto ebraico di Pitigliano, ingresso necropoli monumentale di Sovana, una degustazione. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

Supplemento camera singola 20 euro in più a notte per mezza pensione e camera singola a notte. Per un totale di 120 euro in più rispetto alle spese previste.

Ogni giorno ci muoviamo con le auto a disposizione della guida o dei partecipanti. A chi offre il passaggio con la propria auto sarà da versare 10 euro al giorno a persona da parte di chi ne usufruisce, per un totale di 40 euro.

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