[49] Date viaggio: 18 ott 2018 - 21 ott 2018

La Via degli Dei

da Bologna a Firenze

Conta solo il cammino, perché solo lui è duraturo e non lo scopo, che risulta essere soltanto l’illusione del viaggio.
Antoine de Saint-Exupery

Sul crinale tra Setta e Savena, gli Etruschi percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.) un’antica strada che congiungeva Fiesole con Felsina, al fine di sviluppare i loro traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana.
Poi i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia sui resti dell’antica Felsina, sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma attraverso gli Appennini: sul precedente tracciato etrusco costruirono nel 187 a.C. con il console Caio Flaminio una vera e propria strada romana transappenninica denominata Flaminia Militare.
Anche nel Medioevo non si perse l’abitudine di percorrere a piedi o a cavallo questo antico percorso, il più agevole che permettesse di attraversare questo tratto di Appennino. Tuttavia, al lastricato romano caduto presto in disuso e sommerso dalla vegetazione, si sostituì un semplice sentiero, una stretta mulattiera senza pavimentazione, utilizzata dai viandanti che avessero necessità di percorrere questo cammino.

Gi 18: Da Sasso Marconi a Badolo
2h30 - 10km - [+300]
Partendo dalla Stazione F.S. di Sasso Marconi si risale il sentiero CAI 122 che porta al parco dei Prati di Mugnano. Si prosegue fino al quadrivio de La Commenda poi si svolta sulla Provinciale di Badolo fino ad arrivare al Giardino Botanico Nova Arbora  per salire fino a Monte del Frate.

 

Ve 19: Badolo- Madonna dei Fornelli
6h30 - 25km - [+1194/-796]
Si costeggia il Centro Tutela e Ricerca di Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone. Arrivati alle 2 croci di Monte Adone si gode di un bellissimo panorama. Si ridiscende poi verso Brento e si segue un lungo tratto di strada che raggiunge prima Monterumici e poi Monzuno. Si attraversa un bel bosco di castagni fino ad arrivare alla strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte del Galletto e poi su sterrata si giunge a Madonna dei Fornelli

 

Sa 20: Madonna dei fornelli - Monte di Fo
5h - 20 km - [+750/-782]
Si prosegue verso Pian di Balestra e si può già ammirare dei tratti di Flaminia Militare, l’antico percorso romano datato 187 a.C. Il sentiero prosegue fino ad arrivare alla Piana degli Ossi, dove si possono ammirare i resti di un’antica fornace datati presumibilmente II secolo a.C. Il sentiero sale in leggera salita fino ad arrivare alla cima delle “Banditacce” punto di massima quota di tutto il percorso (circa 1200 m).dove si possono ammirare numerosi reperti dell’antica strada romana, ben conservata e facilmente identificabile grazie alla presenza di numerose insegne. Si arriva al Passo della Futa e alll’ingresso del cimitero germanico. Non resta che scendere al Sergente in località Monte di Fo’.

 

Do 21: Monte di Fo – San Piero a Sieve
4h30 – 18km - [+641-1197] 
Saliamo fino all’”Apparita”. E poi sul sentiero che porta a Monte Gazzaro. Si arriva al grande spiazzo del Passo dell’Osteria Bruciata. Qui un tempo sorgeva una locanda rinomata per i suoi piatti di carne "umana" cucinati dal proprietario dopo aver derubato ed ucciso i suoi ospiti. Il sentiero prosegue fino ad arrivare ad una strada sterrata che porta poi sulla strada asfaltata che, proseguendo, arriva a S. Piero a Sieve.

Inizio viaggio:

giovedì 18 alla stazione di Sasso Marconi, alle ore 12.00.


Fine viaggio:

domenica 2 alla stazione di San Piero a Sieve, alle ore 17.00.


Cammino:

si cammina senza difficoltà tecniche su sentieri con dislivelli fino ad un massimo di 500m circa, per cui si consiglia di arrivare con un minimo di allenamento.


Notti:

in piccoli alberghi a conduzione familiare.


Pasti:

 pranzi in trattorie o al sacco, colazione nella struttura che ci ospita, cene in ristoranti e trattorie tipiche.


Sapori tipici:

Cucina Emiliana e Toscana.

 


Difficoltà:

2 su 4. Si tratta di un viaggio itinerante con zaino in spallo dove serve un buon allenamento.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Un'antica leggenda, raccontata dagli anziani in tutto l'alto Mugello, narra la storia di una malfamata osteria dove i viandanti erano attesi, in altri tempi, da una tristissima sorte. I poveri pedoni che con gran fatica riuscivano a raggiungere il crinale tra le vallate della Sieve e del Santerno, trovano proprio sul valico una locanda che a prima vista poteva apparire davvero un agognato punto di ristoro. Ma gli usi di quella osteria, sempre secondo la truculenta leggenda, erano tali da far rimpiangere ai pellegrini di non essersi tenuti alla larga da tanto orribile albergo. Nella notte poteva capitare che i viandanti fossero uccisi per uno scopo che non sfigurerebbe davvero come motivo ispiratore di un film dell'horror: le loro carni servivano da vivanda per i clienti del giorno successivo.
Ormai nel Mugello su questa leggenda si sorride, ma un fatto è certo: il luogo dove si suppone che la terribile locanda avesse sede si chiama ancora Passo dell'Osteria bruciata e sulle guide è scritto che l'albergo fu incendiato perché col tempo divenne sede di malfattori.

Quota di partecipazione: € 140 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 140, da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.

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