[04] Date viaggio: 31 mar 2018 - 05 apr 2018

  • Senza zaino

Sulle Vie della lana

Molise

Le cose migliori nella vita sono le più semplici: il respiro nelle narici, la luce nei tuoi occhi, i fiori ai tuoi piedi, gli incarichi nelle tue mani, il sentiero da percorrere proprio davanti a te.

Robert Louis Stevenson

Percorriamo i Regi Tratturi, Bracci tratturali e Tratturelli che contraddistinguono il Molise. Conosciamo gli ambienti, la storia e le testimonianze architettoniche e culinarie della transumanza. Conosciamo meglio anche la vita dei pastori e il lento procedere dei loro passi.
Raggiungiamo i pascoli montani estivi dell’Abruzzo e del Molise e quelli pianeggianti e invernali della Puglia.
Attraversiamo un territorio collinare, impiegato da secoli nell’agricoltura e nella pastorizia transumante. Man mano che dall’interno del Molise si procede verso la costa, le colline si fanno meno accentuate, i boschi che a volte sono stesi su di esse diminuiscono e la ruralità dei luoghi si evidenzia sempre di più. Camminiamo fra campi coltivati a cereali e foraggio, ammiriamo gli uliveti, masserie e aziende di allevamento, in special modo ovino. I luoghi che il cammino percorre sono territori dalla bassa densità abitativa e, per tale motivo, immersi nel silenzio e nella solitudine.
Conosciamo il patrimonio storico-architettonico di alcuni fra i più bei centri del Molise: Campobasso e il suo colle medievale con il castello Monforte sulla sommità, oltre che il quartiere ottocentesco e le ville in stile liberty; Ripabottoni e il suo cospicuo patrimonio di chiese, palazzi e fontane; Rotello e il suo centro medievale composto di palazzi baronali e chiese; Larino e la sua notevole eredità di epoca romana, medievale e moderna.
Nei momenti di riposo si assaggiano e degustano i prodotti tipici dell’antica tradizione culinaria molisana, valorizzando e mettendo in risalto i tartufi, i formaggi freschi e stagionati, i vini, i salumi e l’olio di oliva extravergine. Inoltre incontriamo realtà e persone significative che si spendono per un Molise migliore. Il tutto è caratterizzato da un clima intimo e familiare.

Sa 31: Campobasso
Arrivo e sistemazione. La guida ci accoglie con un'aperitivo di benvenuto con prodotti tipici locali. Visitiamo il centro storico di Campobasso.
Capobasso sorge intorno a uno sperone roccioso dominato da un castello medievale, la città si sviluppa dalla rocca alle dolci colline intorno. Il centro storico è il classico agglomerato urbano medievale con porte d’ingresso, strette vie, impervie scalinate, palazzi, chiese e pochi slarghi. Il centro murattiano (dovuto all’opera meritorio del re napoleonico Gioacchino Murat), invece, è un elegante e ordinato sviluppo del borgo medievale. Fra ex conventi e sontuosi palazzi, piazze e ampie vie, si possono ammirare un giardino settecentesco e diverse ville in stile liberty.


Do 1: Taverna del Cortile (Ripalimosani)-Villa di Centocelle (Sant’Elia a Pianisi)
21.3 km - [-484/+523]
Trasperiamoci in auto alla Taverna del Cortile - struttura di costruzione anteriore al 1600, punto di sosta per i pastori e situata su uno snodo fondamentale per la transumanza -, si cammina su una continua traccia erbosa, residuo del Braccio tratturale Cortile-Centocelle. Si passa accanto al bel paesino medievale di Matrice, si visita la chiesa romanica di Santa Maria della Strada (monumento nazionale) e si sale al valico di Campolieto e poi a quello di Femminamorta, per arrivare alla bellissima villa di Centocelle (altro punto di sosta dei pastori transumanti) e all’elegante chiesetta di Santa Maria delle Rose. Trasferimento in auto a Ripabottoni, elegante borgo dal ricco patrimonio storico-architettonico.
Cena in trattoria.


Lu 2: Villa di Centocelle (Sant’Elia a Pianisi)-Cappella di Sant’Elena (San Giuliano di Puglia)
15.6 km - [-641/+537]
Trasferiamoci in auto dal paese di Ripabottoni alla villa di Centocelle, percorriamo l’ultimo tratto del Braccio tratturale Cortile-Centocelle, per poi connetterci con il Regio Tratturo Celano-Foggia. Fra campi coltivati, si arriva al greto del secondo torrente Cigno e si risale la valle fino al valico fra Monte Ferrone (759 metri s.l.m.) e Colle Cinolfo (732 metri s.l.m.). Qui si può godere della vista del promontorio del Gargano. Successivamente arriviamo alla bella Cappella rurale settecentesca di Sant’Elena, ulteriore luogo di culto dei mandriani: è ciò che resta di un’antica badia del X secolo.
Cena in ristorante e notte in micro struttura.


Ma 3: Cappella di Sant’Elena (San Giuliano di Puglia)-Colle Nevera (Rotello)
20.7 km  - [-783/+517]
Dalla Cappella di Sant’Elena scendiamo nella valle del fiume Fortore, per arrivare fin sulle sponde del corso d’acqua. Prima di giungervi, però, visitiamo il pozzo di Sant’Andrea e il Vecchio Molino, antiche testimonianze della civiltà pastorale transumante. Tornati leggermente su, lasciamo il Regio Tratturo Celano-Foggia, per camminare su un altro Regio Tratturo, il Sant’Andrea-Biferno. Ora camminiamo fra campi e aziende zootecniche, immersi in un luoghi silenziosi e si incrocia il bel torrente Tona, per arrivare, infine, nelle vicinanze della pineta di Colle Nevera, in agro di Rotello. Trasferimento in auto a Larino per la cena e il pernotto.

Me 4: Colle Nevera (Rotello)-Fiume Biferno (Larino)
19.7 km - [-811/+ 468 metri]
Ci trasferiamo in auto su Colle Nevera, in agro di Rotello. Attraverso campi coltivati, oliveti, aziende zootecniche e immersi nel silenzio, si sale e si scende su dolci colline, ove è facile cambiare punto di osservazione e scorgere nuovi paesaggi. Il Regio Tratturo Sant’Andrea-Biferno si fa ammirare in un discreto stato di conservazione fino al primo torrente Cigno, il maggiore affluente del fiume Biferno. Superate la località Piane di Larino, l’antica via della transumanza diventa nuovamente timida e discreta, immergendosi in un ambiente naturale e solitario, fino a incrociare il fiume Biferno. Trasferimento in auto a Larino.

Gi 5: Mezza giornata di relax nella città di Termoli.
Unica città costiera del Molise, Termoli affascina per il suo piccolo, ma suggestivo, centro storico arroccato sul mare Adriatico. Lungo una prima passeggiata si possono scoprire i trabocchi, ovvero palafitte di legno con strutture in metallo utilizzate per la pesca, soprattutto in Molise e nell’Abruzzo meridionale. Risalendo le mura perimetrali del borgo, camminiamo sulla passeggiata di Montecastello e ammiriamo il castello, i vicoli stretti e tortuosi del tipico agglomerato medievale (in particolar modo la rejecellelle, uno dei vicoli più stretti d’Italia), la bella chiesa cattedrale di Santa Maria della Purificazione e il portale d’ingresso al nucleo primitivo della città adriatica.

Inizio viaggio:

Sabato 31 a Campobasso, è possibile arrivare in treno.
Treno fino a Roma Termini, poi cambiare per Campobasso.


Fine viaggio:

giovedì 5 a Termoli, da qui è possibile ripartire in treno.


Cammino:

Si cammina per 4-5 ore al giorno, per una lunghezza complessiva di 77.3 km. Presenza di poche salite impegnative. Molte discese e tratti in piano.


Notti:

B&B e ostello. Possibilità di avere camere singole (con un supplemento di 40 euro), doppie e matrimoniali.


Pasti:

pranzi al sacco, colazioni nella struttura che ci ospita, cene in ristoranti e agriturismi tipici.


Sapori tipici:

tartufi, salumi, formaggi freschi e stagionati, olio di oliva extravergine, cavatelli.  Possibilità di pasti vegetariani e vegani.


Difficoltà:

1+ su 4. Si tratta di un viaggio itinerante.
I dislivelli non presentano alcuna difficoltà perché spalmati su buone distanze. Il trekking è accessibile a tutti, anche se occorre essere allenati alla camminata. Il viaggio è itinerante. Brevi sono gli spostamenti in auto.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

La transumanza orizzontale, cioè percorsa su lunghe distanze, ha dato vita a un fenomeno di vastissime proporzioni e di lunghissima storia nell’Italia centro-meridionale.
Si stima che fossero 5 o 6 i milioni di pecore che percorrevano i Regi Tratturi, i Tratturelli e i Bracci tratturali ogni sei mesi dalle diverse montagne dell’Appennino per il Tavoliere delle Puglie e viceversa. E che i due terzi delle entrate fiscali del Regno di Napoli derivassero dalla pratica della pastorizia transumante. Questo per almeno trecentocinquanta anni.
Molti pastori erano abruzzesi, ma quelli molisani non erano meno numerosi.
Nessuna regione dell’antico Regno delle due Sicilie è stata così caratterizzata dalla pastorizia transumante e dalle sue vie della lana più del Molise.
Con più di settanta comuni su centotrentasei posizionati lì perché vi passa una arteria tratturale, il Molise è terra di transito fra il Tavoliere delle Puglie e l’Appennino abruzzese, oltre che, contemporaneamente, zona di pascolo e di armenti.
Solo in Molise si possono vedere le gloriose “autostrade” verdi nella loro dimensione naturale: fino a 111 metri circa di larghezza per diversi chilometri. E dove non è più possibile, i tracciati comunque sono spesso larghi dai venti ai settanta metri. Solo in Molise ci si può rendere conto di cos’era la transumanza per queste lande. Infatti, la civiltà transumante ha dato vita a chiese, cappelle, taverne (antesignani dei moderni autogrill, in cui era possibile mangiare e dormire), castelli, ecc, che costellano il paesaggio.
Infine, la civiltà pastorale ha dato vita a una tradizione culinaria semplice e povera, ma allo stesso tempo genuina, che ancora si può assaggiare nei suoi piatti tradizionali.

Quota: 210 euro da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: 365 euro da portare con sé per mangiare, dormire in camere doppie, per il trasporto dei bagagli e delle persone.

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