[22] Date viaggio: 11 giu 2017 - 17 giu 2017

  • Senza zaino

La Via per il cielo

Con il Gran Paradiso e il Monte Bianco negli occhi

Basta un colle, una vetta, una costa. Che fosse un luogo solitario e che i tuoi occhi risalendo si fermassero in cielo. L'incredibile spicco delle cose nell'aria oggi ancora tocca il cuore. Io per me credo che un albero, un sasso profilati sul cielo, fossero dei, fin dall'inizio.
Cesare Pavese

La Valle d’Aosta è per antonomasia “Le Alpi”, dove la verticalità assoluta delle creste si sposa con la tradizione montanara dei pascoli verdeggianti, dove il bestiame che ogni estate sale ancora agli alpeggi per mangiare l’erba più buona pascola vicino agli animali selvatici ancora facili da avvistare perché inseriti in un contesto ambientale poco antropizzato, dove il bianco candore dei ghiacciai in piena estate confina con verde acceso dei prati di quota. La più piccola regione italiana con la cinta di montagne più alte in Italia, di cui ben 4 di oltre 4000 metri di quota. Tra di esse il Monte Bianco, 4810 metri di roccia e ghiaccio, è la cima più alta d’Italia. In questo piccolo paradiso naturale si trova il Paradiso delle aree protette, la più antica d’Italia e quella che ha permesso la salvezza degli stambecchi dall’estinzione: il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Questo viaggio ci porterà in tutti questi luoghi unici, di cielo in cielo: in tutte e tre le vallate valdostane del parco del Gran Paradiso, per conoscere da vicino gli stambecchi prima che salgano nei quartieri estivi e le marmotte appena sveglie dal letargo, alla cima del Monte Bianco, con la straordinaria SkyWay ( la Via del Cielo) inaugurata nel 2016, da cui si può dominare tutta la valle e oltre…tutto questo accompagnati ogni giorno da una Guida Esclusiva del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che da oltre 20 anni porta in questi luoghi magici chi vuole scoprire la vera Val d’Aosta e non quella delle copertine delle riviste.

DA LEGGERE:
Il parco nazionale del Gran paradiso, Luigi Fachin, ed Musumeci 1992
Itinerari turistico-culturali in valle d’Aosta, Augusta Vittoria Cerutti, ed Musumeci 1983
La Valle d’Aosta insolita, guida Lonely Planet,
Sultano delle nevi: una storia vera del Gran Paradiso; Ariberto Segala, ed Arca
La scelta di Lillo, lo stambecco che volle vivere tra la gente, Ariberto Segala, ed Arca
Le ore della Luna, i diari segreti dei guardiaparco, a cura di Ariberto Segala, ed Arca
Confessioni di una marmotta, Ariberto Segala, ed Arca
Gli alberi del Paradiso, Ariberto Segala, ed Arca
Sui sentieri del Re, Valentino Camiletti, ed Priuli e Verlucca

DA VEDERE:Gran paradiso di Miguel Alexandre,
In un altro mondo, film-documentario del 2009 del regista Joseph Péaquin, prodotto da Parco Nazionale Gran Paradiso e Fondation Grand Paradis
Il migliore dei mondi possibili, documentario.

Do 11: Tutto ha inizio da qui…
Appuntamento al Forte di Bard, AO.
Incontro e visita del Forte di Bard, porta d’ingresso della Valle e della vita alpina.
In serata ci trasteriamo nella struttura in cui alloggiamo e ceniamo.

Lu 12: la val di Rhemes ed il Rifugio Benevolo
6h - [+/- 500] media
Iniziamo la nostra immersione nella natura protetta a 360° del Parco dalla valle più occidentale: la Granta Parey, uno dei pochi massicci calcarei esistenti in regione, domina severa la verdeggiante vallata con la sua parete verticale che le ha procurato il nome (Granta Parey in patois= Grande Parete). Saliamo al rifugio Benevolo, appena sotto la Granta, con i sentieri che corrono lungo il torrente e poi a mezza costa risalendo le morene terminali, oppure passando a mezza costa per un sentiero molto panoramico che valica un colle e scende nella conca del rifugio passando per un casotto dei guardiaparco, dove nessuno passa mai. E' possibile avvistare moltissimi animali: stambecchi, camosci, marmotte, aquile e gipeti oltre, con molta fortuna, al grifone e agli ermellini. Al rientro visitiamo al lariceto secolare di Artalle, dove larici di oltre 700 anni vivono indisturbati e sconosciuti. Rientro in serata in struttura, cena e chiacchiere serali.

Ma 13: La Valsavarenche, il cuore del Paradiso
4h - 10 km - [+/- 100] facile
Una giornata dedicata alla conoscenza del vero volto genuino della vallata completamente contenuta nel Parco: uno scrigno di biodiversità e di Natura straordinario, dove le comunità locali sono ancora profondamente legate al territorio e la cultura. Conosciamo luoghi segreti, che non fanno parte dei percorsi dei turisti, e persone che vivono la montagna 360 giorno l’anno, allevando, coltivando, scolpendo, costruendo.. la montagna è la terra del fare! Ci immergiamo nella vera vita alpina, perché la valle non sia solo una bella cartolina…Visitiamo anche uno dei più bei villaggi di quota dell’intera cerchia alpina: Tignet. Verso sera raggiungiamo il rifugio che ci ospita per una notte oltre i 2000 metri.
Passeggiata notturna nei dintorni del rifugio, per scoprire la vera notte buia e gli animali che la abitano.

Me 14: Valsavarenche, ai piedi del Gran Paradiso
8h - 12 km  [+/- 600] impegnativo
Una giornata dedicata alla montagna vera: la salita all’alpeggio delle Meyes, di fronte alla vetta del Gran Paradiso, alla Croce dell’Arolley e al meraviglioso vallone del Nivolet, dove il torrente ha creato un altopiano unico sulle Alpi occidentali, con i suoi meandri che serpeggiano nel verde accesso dei prati fioriti che riempie altopiano tra le rocce aguzze dei versanti. Camosci, stambecchi e marmotte sono facilmente avvistabili, come l’aquila e il grandissimo gipeto, avvoltoio di oltre tre metri di apertura alare, che ormai da numerosi anni ha ricominciato a nidificare naturalmente in queste valli. Questa è anche la valle del lupo, dove 10 anni fa è ricomparso spontaneamente arrivando dalla Svizzera; il primo branco purtroppo ha avuto vita breve ma ora un’altra coppia ha creato un branco e, con un po’ di fortuna, potremo avvistare le tracce lasciate sul territorio da questi splendidi e importantissimi animali.

Gio 15: Cogne, tra cascate e fiori alpini
6h - 15 km - [+/- 100] facile
La vallata più conosciuta del Gran Paradiso, una meravigliosa balconata sulla testata dell’unico 4000 interamente italiano. Percorriamo sentieri non segnati sulle carte turistiche per raggiungere i luoghi più belli, dalla Valnontey ricca di stambecchi, camosci e marmotte a quote molto basse, al giro delle cascate di Lillaz e del Bosco Incantato, per conoscere i segreti delle acque e dei ghiacciai. Una visita al Giardino botanico Paradisia, ci rivela i segreti delle piante di altissima quota, coltivate per noi in questo splendido orto tra i prati.

Ve 16: Il Monte Bianco, il Gigante delle Alpi
Ci spostiamo di cielo in cielo: dai cieli blu cobalto del Parco a toccare il cielo con un dito in cima al Bianco. La salita con la nuovissima SkyWay, la Via del Cielo, ci permetterà di raggiungere quota 3466 metri senza alcuna fatica fisica ma… con un’esperienza di viaggio indimenticabile, in grado di coinvolgere tutti i sensi, elevandoli verso l’alto! A Punta Helbronner ci aspetta la mostra di cristalli più alta del mondo e la terrazza panoramica a 360° sulle vette delle Alpi. A metà “strada” il Giardino Saussurea ci permette di scoprire quali piante riescono a vivere a quote così elevate e di nuovo abbiamo la possibilità di osservare con facilità animali selvatici in libertà assoluta. Nel pomeriggio, visita libera a Courmayeur oppure, facoltativa, una meravigliosa coccola calda alle Terme di Prè ( Prè Saint Didier), le antiche terme romane, sotto il candore dei ghiacciai della testata del Bianco.

Sa 17: Sarre ed Aosta, dai Savoia agli antichi Romani tra le vette
4h - 6 km - facile
Lasciando Saint Pierre, passiamo a far visita al Castello di Sarre, uno dei numerosi castelli della Valle d’Aosta, residenza estiva della famiglia Savoia durante le Cacce Reali del Roi chasseur, Vittorio Emanule II, che si svolgevano in Valsavarenche. Grazie a Vittorio Emanuele II lo stambecco si è salvato dall’estinzione…ma questa è una storia che vi racconterò li, sotto centinaia di trofei di stambecco che ornano, come una decorazione murale, la stanza della caccia del castello! Ci spostiamo ad Aosta, l’Augusta Praetoria Salassorum, voluta dall’imperatore Augusto a guardia dei passi del Piccolo e Gran San Bernardo e fondata nel 25 a.C., dopo la sconfitta della tribù locale gallo-celtica dei Salassi. Visitiamo la città come se fossimo ancora ai tempi dell’arrivo dei Romani: uno sguardo inconsueto alla Piccola Roma delle Alpi.
Termine verso le ore 17. Saluti e partenza

Inizio viaggio:

domenica 11, ore 14 Forte di Bard Bard.  Il luogo di ritrovo è facilmente raggiungibile dall’autostrada A26, Torino-Aosta, oppure dalla statale 26 della Valle d’Aosta: la fermata FFSS più vicina è Pont Saint Martin. Possibile prenotare pick-up con la guida.


Fine viaggio:

sabato 17 alle ore 17.00 Aosta. Ad Aosta è possibile prendere il treno o il bus autostradale per Milano e Torino. Possibilità di pernotto a basso costo in città.


Cammino:

Sentieri nel bosco, sentieri di quota, visite a paesi e villaggi, Forte di Bard, Castello di Sarre e città di Aosta.


Notti:

notti in albergo e una in rifugio.


Pasti:

pranzi al sacco, colazione e cena in struttura.


Sapori tipici:

Polenta, camoscio, carbonada, seuppetta, favò, valpellinenze, fontina, tome di alpeggio, toma di Gressoney, crema di Cogne, bistecca alla valdostana, vini di quota: Enfer, Blanc de Morgex, Torrette, Gamay; liquori e grappe tipiche: Genepy, Ratafià, Benefort, caffè alla valdostana.


Difficoltà:

2+ su 4. Si tratta di un viaggio semi-stanziale, con escursioni giornaliere, con dislivelli contenuti e percorrenza media affrontabile da tutti in buona condizione fisica.
Per il giorno di spostamento dall'albergo al rifugio occorre portare con sè solo l'indispensabile per la notte, perchè il giorno successivo torneremo a dormire in albergo.
Possiamo quindi lasciare i bagagli pesanti in albergo.


Note:

Il percorso può subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Racconto Lo Stambecco d'Oro.
C’era una volta una splendida montagna con folti boschi e verdi pascoli. Fiori dai magnifici colori sbocciavano sui prati e limpide acque scorrevano nei ruscelli.
Il re della montagna amava la natura che circondava il suo regno ed ogni giorno si avventurava tra vallate e boschi.
Una  mattina  si  ritrovò  ad  inerpicarsi  per  un  sentiero  inesplorato  che  lo  condusse  su  un  fianco particolarmente roccioso della montagna. Stava per tornare sui suoi passi quando, guardando in alto, vide qualcosa che  luccicava.  Incuriosito,  il  re proseguì, arrancando  tra  le rocce. Giunto  in cima, quale  fu  il suo stupore nel vedere un magnifico stambecco tutto d’oro, dal soffice manto fino alle dura corna.
Improvvisamente il re fu invaso da una sensazione di benessere e felicità. Tentò di avvicinarsi, ma l’animale scappò impaurito e invano il re cercò di inseguirlo. Lo stambecco era troppo veloce. 
Tornato  a  casa,  il  re  pensava  e  ripensava  a  quel magnifico  stambecco  d’oro. Sicuramente  era  un essere magico, si diceva, e doveva catturarlo e tenerlo con sé 
La mattina seguente organizzò una grande battuta di caccia. Frugò la montagna in lungo e in largo, ma senza risultato. Riprovò allora il giorno seguente, e quello dopo ancora, ma lo stambecco non fu trovato. Deluso e arrabbiato,  il  re  raggiunse  la cima della montagna e minacciò di  fare prigionieri tutti gli animali se lo stambecco non si fosse consegnato.
A  quel  punto,  da  dietro  un’altura,  ecco  apparire  lo  stambecco,  accompagnato  da  un  personaggio assai singolare: un uomo alto, con una lunga barba bianca, scalzo e vestito con una semplice tunica grigia, che camminava appoggiandosi ad un bastone. L’uomo si avvicinò al re e disse:
-Sono  l’eremita della montagna e sono venuto a parlare per conto dello stambecco. Per nulla al mondo egli vorrebbe causare la rovina degli altri animali. Ma che diritto hai tu di farlo prigioniero?
Lo  stambecco  vive  libero  su  queste montagne  da  tempo  immemorabile,  prima  che  tu  venissi  al mondo. E a tutti quelli che si avvicinano a lui dà felicità. Il sole  riflette  il  suo manto dorato  e  illumina queste  splendide valli,  facendo brillare  il verde dei prati . Se  ci  privi  dello  stambecco la luce della montagna cambierà e nulla  sarà  più  lo  stesso.  Permettigli  di continuare a diffondere felicità a tutta la montagna, a cui egli appartiene.
-Io sono il vostro sovrano – sentenziò il re,– e ho potere su tutto,  anche sulla montagna. Quello che decido è legge e voglio lo stambecco per me.
Così  dicendo  si  avvicinò  all’animale,  bramoso  di  toccarlo. Ma  appena  le  sue  dita  sfiorarono  il soffice manto, il re avvertì un fortissimo bruciore.
-Ahi! – esclamò ferito, ritirando la mano bruciata.
-Sire  –  intervenne  l’eremita  –  lo  stambecco  d’oro  non  può  essere  toccato  da  nessuno. Un’antica  profezia dice che prima bisogna superare le prove della montagna -
-Cosa devo fare? – chiese il re impaziente.
-Devi addentrarti nel bosco e seguire  la via che  troverai. Tutto  ti verrà mostrato a suo  tempo.
Accecato dal desiderio, il re accettò di sottoporsi alle prove e si addentrò subito nel bosco.  Incamminandosi  tra  abeti  rossi e  larici,  tra  rododendri e pini  silvestri iniziò però a provare una strana sensazione, di inquietudine e sofferenza, ben diversa dalla gioia che provava  ogni  volta  che  passeggiava  in  quei  luoghi. Deciso  però  a  non  farsi  suggestionare  dalle parole dell’eremita, proseguì.
Cammina  e  cammina  incontrò  una  fanciulla  assai  graziosa,  con  una  tunica  verde  e  capelli  color rame. Aveva in mano tre mele: una d’oro, una d’argento e una normale, rossa screziata di giallo.
“O Re, ecco la prima prova. uno di questi frutti devi assaggiare, ma prima le loro virtù devi ascoltare
La Mela d’Oro ti trasformerà in ciò che più desideri
La Mela d’Argento ti renderà famoso in tutto il mondo
La Mela rossa, ti lascerà uguale”
Il re osservò attentamente le mele e pensò che la giusta era quella d’Oro perché era come il lucente manto dello stambecco e perché se gli avesse fatto ottenere ciò che piuù desiderava, lo stambecco sarebbe stato suo.
La  fanciulla  gli  porse  il  frutto  dorato.  Trepidante,  il  re  lo  prese,  ma  si  stupì  nel  trovarlo  assai leggero,  come  se  fosse  vuoto  all’interno.  D’un  tratto  avvertì  uno  strano  formicolio  al  braccio sinistro che in poco tempo gli divenne tutto rigido: era diventato di oro massiccio e il re non riuscìva più a muoverlo.
La fanciulla a quel punto disse severa:
“ Dunque tu più di tutto desideri la ricchezza. Ma non è la ricchezza la cosa importante, hai scelto l’oro per essere ammirato. e dunque in oro sarai trasformato”
Il re allora si disperò e pianse talmente tanto che la fanciulla, commossa, gli disse:
“Ebbene le tue lacrime mi sembrano sincere. Ti concedo di provare di nuovo: hai la scelta tra due mele, quella d’Argento e quella Rossa,
Il re, agitato e confuso, pensò a lungo. “E’ la Mela d’Argento quella giusta perché mi renderà famoso in tutto il mondo, invece l’altra mi lascia come sono, cioè senza lo stambecco d’oro.”  –Scelgo dunque la Mela d’Argento-
La  fanciulla  gli  porse  il  frutto, ma  appena  il  re  lo  prese  in mano,  sentì  degli  strani  rumori.  Lo avvicinò all’orecchio e s’avvide che dalla mela provenivano sonore risate. Una grande inquietudine lo assalì e infatti la fanciulla parlò severa:
“Ecco, ora sei famoso in tutto il mondo. Infatti tutti ridono di te e delle tue scelte sciocche alla ricerca della ricchezza o della fama.
“era la mela rossa il giusto frutto,
chi non desidera niente può avere tutto”
Il Re si sentì perduto  Era stato  sciocco,  stolto  ed  egoista.  Si  era  fatto  accecare  dalla  smania  di catturare lo stambecco e questo aveva ottenebrato la sua capacità di giudizio. Lui che aveva sempre amato e rispettato la montagna, ora aveva cercato di forzarla e usare violenza sul popolo animale. Si sentì un piccolo uomo gretto e solo, rifiutato dalla natura contro cui aveva scelto di combattere.
La fanciulla lesse il suo turbamento e disse:
-Sire le prove non sono finite, vuoi andare avanti? Forse potrai rifarti-
-Ti  ringrazio  fanciulla –  rispose  il  re umilmente – ma ho capito  la mia  stoltezza e  farò ammenda della mia arroganza. Non disturberò oltre né te, né l’eremita né il bellissimo stambecco che non avrà più noie da parte mia. Potrà continuare a vivere libero nelle sue montagne come è giusto che sia. 
Lentamente e a testa bassa il re prese la strada del ritorno.
Alla fine del sentiero trovò ad aspettarlo l’eremita e lo stambecco. Quando l’eremita lo vide disse:
-Il tuo pentimento è sincero Sire, lo leggo nel tuo cuore. Sappi allora che  la bella fanciulla che hai incontrato è lo spirito della montagna. Non è vendicativo e sono convinto che ritirerà la sua magia se tu offrirai qualcosa in cambio.
-Sire Sire- esclamarono i consiglieri – offrite tutto l’oro che avete. E anche i diamanti e i rubini!-
-Silenzio! – urlò il re. Poi si girò verso l’eremita e disse: -Quello che posso offrire allo spirito della montagna è  il mio rispetto e  la mia protezione per ogni forma  di  vita  su  queste  valli,  questi  boschi  e  cime  rocciose:  dal  fiore  più  piccolo  all’albero  più maestoso, dall’esile pettirosso al grande orso bruno-
L’eremita annuì soddisfatto:
-Hai superato la prova Sire, il tuo animo è tornato puro – e mentre parlava il braccio del re tornò normale e le risate cessarono.
-Ora– continuò l’eremita – lo stambecco tornerà in libertà, ma ti sei guadagnato la sua stima ed egli mai più fuggirà quando lo incrocerai sulla tua via-
Lo stambecco rivolse al  re uno sguardo fiero e benevolo e  il re si sentì riempire di felicità. Poi  lo splendido  animale  si  incamminò per  la montagna.  Il  re  lo  guardò,  ammirato, per qualche  istante.
Quando poi si girò per ringraziare l’eremita, questi era sparito.

Quota: 245 euro da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste : 360 euro. Da portare con sé per 5 notti in hotel e 1 notte in rifugio di quota; pasti,  ingressi Forte di Bard, castello di Sarre, salita a Punta Helbronner e visita di Aosta. Facoltative Terme di Prè Saint Didier.
Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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