[65] Date viaggio: 16 mar 2018 - 20 mar 2018

Il rito ancestrale delleTavole di San Giuseppe

Tradizioni del Salento

    “Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affine si persuada”
    Santa Teresa d’Avila

Un paesaggio costruito dall’uomo e dal mare con megaliti e cappelle, dove storia e preistoria si intrecciano. E poi le tavole di San Giuseppe: cosa sono? In alcuni paesi dell’entroterra salentino è ancora vivo un rito antico che perpetua una tradizione pagana. Le case sono aperte, le tavole imbandite con pane, pesce e vari frutti della terra. I commensali girano per il paese assaggiando ciò che ogni famiglia ha preparato. Di sera noi moderni pellegrini possiamo visitare le case e assaggiare i cibi disposti su un tavolo all’ingresso delle case e prendere il pacino, i lampascioni oppure la massa e la pasta con il miele. Di giorno camminiamo da Porto Badisco a Otranto incontrando il Giardino Megalitico d’Italia.

DA LEGGERE:

Viaggio lento nel Salento A piedi in terra d’Otranto di Emanuela Rossi

Ve 16: Otranto (baia delle Orte)
4h - [0/-82]
Aperta sull’altra sponda del mare Adriatico la baia delle Orte si stende tra la città di Otranto e punta Palascia, dove i due mari del Salento si incontrano. Il rosso lago di bauxite è un gioiello cromatico incastonato alle sue spalle e l’incontro con i suoi croccanti colori dipingerà un’emozione intensa in ogni camminatore. Pomeriggio in masseria ad impastare la massa salentina

Sa 17: Da Porto Badisco a Minervino (La serra di Cerfignano)
4h - [107/-0]
Una valle scavata dall’acqua ma oggi totalmente asciutta, un paesaggio costruito dall’uomo e dal mare, megaliti e cappelle, storia e preistoria si incontrano più volte e ci lasciano pensare ai tempi della vita. In serata, visita alle “Tavole” nel centro storico di Minervino

Do 18: Da Minervino a Giurdignano (Pietre dal passato)
5h - [+0/-40]
Le pietre parlano. Parlano attraverso i licheni che le ornano e attraverso le forme che l’uomo ha dato loro. A volte parlano lingue note, come quella del barocco, ma talvolta usano dialetti misteriosi. Questo è il caso delle numerose pietre fitte e dei dolmen che ancora questa terra ci lascia ammirare. In serata, visita alle “Tavole” nel centro storico di Giurdignano, ricco di menhir

Lu 19: Da Giurdignano a Otranto (Centoporte)
4h - [40+/-30]
Di mistero in mistero si passa da ciò che resta della basilica di cento porte al santuario di Montevergine tra cripte e menhir poco conosciuti fino alle porte di Otranto

Ma 20: Otranto (borgo antico)
4h - [40+/-10]
Si cammina tra le stradine del borgo antico incontrando la cattedrale, la chiesa greca, i resti romani ed il mosaico più grande del mondo

Inizio viaggio:

venerdì 16, alle 9 alla stazione ferroviaria di Lecce. Treni diretti da Torino, Milano, Bologna, Roma. Aeroporti a Brindisi e Bari. Possibilità di pernottare a Lecce la sera precedente.


Fine viaggio:

martedì 20 a Otranto alle 14 circa. Rientro a Lecce in pulmino per le 15.


Cammino:

Su piste e sentieri agevoli, senza difficoltà tecniche.


Notti:

Masseria, B&B, residence, alberghi.


Pasti:

Colazioni nella struttura dove si dorme; pranzi sempre al sacco; cene in ristorante/trattoria con cucina tipica.


Sapori tipici:

Pacini (sono dei piccoli pani), lampascioni (cipollotti selvatici) fave con cicorie; ciciri e tria (ceci con pasta fritta); sagne 'ncannulate (fettuccine larghe e arrotolate); panzerotti di patate; pittule (pasta di pane fritta); friselle; melanzane e zucchine (alla griglia o alla parmigiana); ricotta scante (formaggio piccante da spalmare); puccette (panini con le olive).


Difficoltà:

1 su 4. Si tratta di un viaggio agevole con zaino sulle spalle, con dislivelli contenuti per 4/5 ore di cammino al giorno più le soste. Occorre un allenamento minimo. E' possibile avere il trasporto bagagli, chiedendo in segreteria.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

San Giseppe ole u fastidiu”, questa è la più comune delle espressioni che pronunciavano le devote quando facevano la Tavola.

Oggi, che fortunatamente le condizioni sociali ed economiche sono migliorate notevolmente rispetto al passato,  difficile comprendere cosa si intende quando il Santo desidera da parte della devota “u fastidiu”.

È necessario dunque tornare indietro nel tempo, conoscere fatti e situazioni del passato per capire che dietro ad ogni Tavola c’è la storia di una società contadina fatta di povertà, di dolore, di continue rinunce che, solamente affidandosi al Santo protettore dei miseri e dei bisognosi, poteva ottenere la sua richiesta esaudita.

Ed ecco allora che si faceva qualunque sacrificio pur di guadagnarsi la Sua benevolenza, qualsiasi rinuncia pur di riuscire, specie in periodi di calamità come quelli delle due guerre, ad allestire il “Sacro Banchetto”.

Era preoccupazione della devota accantonare nell’arco dell’anno i prodotti migliori quali vino, olio, grano e legumi; invece, se i beni alimentari si dovevano acquistare, tutto il nucleo familiare era ben disposto al risparmio estremo pur di riuscire a realizzare la promessa del voto… Parenti e vicine di casa si prodigavano per dare il loro contributo in onore del Santo.

Ognuna con il suo compito: chi impastava, chi friggeva, chi cucinava, chi scodellava, chi puliva, ma sempre sotto l’occhio vigile della padrona di casa, perché tutto doveva essere fatto con la massima cura e scrupolosità.
Questo lavorare insieme, questo stare uniti, questo condividere impegno e sacrificio è occasione di fratellanza, di aggregazione sociale, di vita comunitaria, in cui i singoli ruoli contribuiscono al risultato finale dello stare attorno ad un’unica tavola, proprio come in una famiglia il vivere comune supporta e gratifica la vita di ognuno.

Brano tratto da “Le Tavole di San Giuseppe” di Ada Accoto.

Quota: € 170 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 250. Sono calcolate accuratamente per mangiare, dormire, pulmino e tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.

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