[64] Date viaggio: 03 mar 2018 - 10 mar 2018

Come un Viandante Medioevale

Francigena da Siena a Viterbo

Tu ancora non puoi sapere dove approderai. Ma chi incomincia a cercare ciò che ama finirà sempre per amare ciò che trova. Ti metti in cammino verso Est e magari raggiungi l’Ovest. Non è importante adesso. L’importante è mettersi in cammino. Altrimenti non arriverai da nessuna parte.

Massimo Gramellini - L’ultima riga delle favole

Ogni viandante ha una sua storia ed una motivazione che lo spinge ad andare. Ogni viandante trova e raccoglie sentimenti, conoscenze ed emozioni differenti. Alcune di queste sono però comuni a tutti. E’ un momento di rottura netta con la vita quotidiana, è l’andare bastevole a se stesso. Nel passo dopo passo si sviluppa un più acuto spirito di osservazione verso ciò che ci circonda e verso ciò che regna dentro: ogni dettaglio del mondo esterno e di quello che sentiamo nel cuore torna ad avere la sua centralità nella nostra vita. E’ l’antitesi di ciò che viviamo quotidianamente.
E’ un’esperienza locale e genuina, legata al territorio e alle sue peculiarità, ricercando i ritmi naturali e slow: per riportare l’accento sulla centralità della natura e dell’essere umano.
Ripercorrere oggi gli antichi cammini contribuisce a mettere a confronto, far dialogare, unire i popoli, favorendo la trasmissione di valori, lo scambio di culture, la reciproca conoscenza.

DA LEGGERE:
La Via Francigena. Una strada europea nell'Italia del Medioevo (Stopani – Le Lettere Editore)
La via Francigena. Storia di una strada medievale (Stopani - Le lettere Editore)
La Via Francigena e le altre strade della Toscana medievale (Chellini/Conti/ Uggeri - All'Insegna del Giglio Editore)
La Via Teutonica. L'alternativa germanica alla Via Francigena (Stopani – Le Lettere Editore)
La strada romea (Quintavalle - Silvana Editoriale d'Arte)
Le vie di pellegrinaggio del Medioevo. Gli itinerari per Roma, Gerusalemme, Compostella. Con un'antologia di fonti itinerarie (Stopani - Le Lettere)

Sa 3: Siena-Ponte d’Arbia
6 h - 25 km [+/- 200] media
Questa è una tappa indimenticabile grazie ai panorami sconfinati che si godono dai crinali della Val d'Arbia, che vengono percorsi lungo interminabili strade bianche.
Dietro di noi possiamo ammirare il profilo di Siena, adagiata sulle colline all'orizzonte. Le Crete senesi, con la terra di tutti i colori del bruno e del rosso, ci fanno da “guide” tra il fieno del maggese appena raccolto in ordinate rotoballe che punteggiano il panorama sconfinato. Attraversando i paesi ci accompagnano le caratteristiche costruzioni toscane di mattoni di cotto, grandi e del medesimo colore della terra, mentre alcuni tratti sono in ambiente completamente naturale.

Do 4: Ponte d’Arbia-San Quirico
6 h – 26 km - [+/-200, media]
Percorriamo un tratto di sentiero parallelo alla provinciale per Montalcino, che lasciamo per entrare nei panorami da sogno della Val d'Orcia, lungo un percorso per strade bianche che ci porta a Buonconvento. Da qui utilizziamo un tratto della Cassia dismessa, purtroppo ancora asfaltata, e poi una bella strada sterrata per raggiungere San Quirico, che ci accoglie con la sua splendida collegiata. Il paese è un gioiello di tipicità toscana, come tutta la zona attraversata.

Lu 5: San Quirico-Radicofani
7,5 h – 32 km [+/- 200] impegnativo
Gia’ dopo poca strada percorsa, cominciamo ad avvistare Radicofani, la nostra meta odierna: ci guarda dall’alto della sua scarpata, dominando il territorio circostante. Camminiamo tutto il giorno nell'incanto dei panorami della Val d'Orcia, e la prima perla della giornata è Vignoni Alto, un villaggio fuori dal tempo che preannuncia Bagno Vignoni, con sua la straordinaria piscina termale in piazza.
La bellissima discesa verso valle ci porta fino a Le Briccole, antico ospitale oggi in stato di abbandono. La salita verso Radicofani è ripagata dal bellissimo panorama che si gode lungo il percorso e dall’eccezionalità del sito.

Ma 6: Radicofani-Acquapendente
6 h – [24 km circa +/- 200, media]
La discesa da Radicofani lungo la vecchia Cassia è uno dei tratti più belli ed emozionanti dell'intera Via Francigena: attorno a noi colline a perdita d'occhio e il Monte Amiata, e dietro di noi la Rocca, appena lasciata.
Giunti a Ponte a Rigo percorriamo il fondovalle della valle di Paglia, seguendo il percorso della via Cassia fino a Ponte Gregoriano, prima di affrontare l'ultima breve salita verso Acquapendente, il paese del Miracolo eucaristico.

Me 7: Acquapendente - Bolsena
6 h – 22 km [+/- 200] media
Ad Acquapendente si trova la Chiesa del Santo Sepolcro, la cui splendida cripta ricostruisce l'omonima chiesa in Terra Santa, che vale senz’altro la visita.Il Cammino quindi prosegue fino a San Lorenzo Nuovo ,dove improvvisamente  si apre l’affaccio sul lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa.
Scesi nel cratere vulcanico, imbocchiamo un piacevole percorso su strade sterrate che ci conduce a Bolsena, in un continuo saliscendi tra uliveti, prati e boschi, con i bei panorami del lago sullo sfondo.

Gi 8 : Bolsena-Montefiascone
5 h – 18 km - [+/-100] facile
Tra uliveti e macchie di boscaglia il percorso si allontana da Bolsena, con continui saliscendi e splendide viste sul lago. Il Cammino passa per il Parco di Turona ed arriva a Montefiascone percorrendo le stradine di ingresso secondarie al paese. Emozionante la vista a 360° che si gode dalla Torre dei Pellegrini. Poco prima dell’arrivo si passa per il 100° chilometro, la distanza che separa il punto dall’arrivo alla Città Santa. Arrivo all’accoglienza a Montefiascone e sistemazione

Ve 9: Montefiascone-Viterbo
5 h – 18 km - [+/-100] facile

Il primo tratto della tappa è spettacolare, sull'antico basolato della via Cassia, ancora in ottime condizioni. Attraversiamo quindi un tratto collinare, con bei panorami sia ancora su Montefiascone, che ci seguirà per un bel tratto nel panorama alle nostre spalle, sia su Viterbo., che vediamo fare capolino sotto i Monti Cimini, già chiaramente visibili. Scesi nella piana possiamo rilassarci alle terme del Bagnaccio, una serie di pozze di acqua idrotermale calda, da sempre frequentate dai pellegrini che transitavano lungo la Via Francigena.  Arrivati a Viterbo, da non perdere la visita del centro storico e del quartiere di San Pellegrino. 

 

Sa 10: Viterbo
Tempo a disposizione per la visita del quartiere San Pellegrino, delle mura medievali, del museo di Santa Rosa e della Rocca dei Papi. Saluti e partenza.

Inizio viaggio:

sabato 3 alle 8.30 a Siena.
Siena è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici sia da Roma che da altre città, con le Ferrovie italiane o i pullman della Tiemme Spa.
E' possibile arrivare la sera.


Fine viaggio:

Sabato 10 alle ore 10.00 a Viterbo


Cammino:

Sentieri nel bosco, strade sterrate, strade asfaltate a bassissima intensità di traffico, senza difficoltà tecniche. è necessario un minimo allenamento a camminare per più giorni di fila.


Notti:

Accoglienze religiose varie, piccoli alberghi, ostelli
Camere doppie e multiple
Bagni in camera o al piano
Supplemento singola non sempre possibile
Asciugamani e lenzuola forniti ma in qualche caso non garantiti (necessario sacco a pelo o sacco letto)


Pasti:

Pranzi al sacco, mezza pensione alle accoglienze


Sapori tipici:

Panzanella, Pappa al pomodoro, Ribollita, bistecca alla fiorentina, pici, salumi e formaggi della zona, ravaggiolo,  crostoni e crostini, pane “sciapo”, castagnaccio,  cantucci, vini tipici: Orcia Doc: Bianco, Rosso e Vin Santo, Brunello di Montalcino (DOC),


Difficoltà:

2+ su 4. Si tratta di un viaggio itinerante con trasporto bagagli. I dislivelli sono contenuti e la percorrenza media è di circa 25 chilometri al giorno. E’ necessaria l’abitudine a camminare per più giorni.


Note:

Il percorso può subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Racconto: le isole misteriose del lago vulcanico di Bolsena
Il lago di Bolsena è il più grande lago vulcanico d'Europa e ha al suo interno due isole dal nome di Martana e Bisentina, abitate da palafitte nell'età del bronzo e del ferro. Furono in seguito occupate dagli etruschi che popolarono la bassa Toscana e parte del Lazio in quella terra famosa dal nome di Etruria. Gli Etruschi venivano dall'Asia Minore portando con sè una civiltà fortemente evoluta. L'Etrurià era una sorta di città-stato con a capo un re o "lucumone" e una capitale religiosa"Fanum Voltumnae" (l'attuale Orvieto), anche se come testimonianza etrusca più importante oggi abbiamo Bisenzio che si affaccia sul lago di Bolsena. Nel 264 a.C. Orvieto fu distrutta dai romani che dettero poi via ad una successiva nuova era. Fu poi la volta del Cristianesimo che lasciò la sua indelebile traccia, fin dai primi insediamenti segreti come testimoniano le catacombe di S. Cristina. La comunità che nacque e si diffuse attorno al culto di questa santa era dallero molto attiva, anche se i rituali seguiti erano più vicini al paganesimo che al cattolicesimo. Bolsena fu ulteriormente distrutta dai longobardi nel V secolo d.C. per poi divenire proprietà della chiesa sotto la diocesi di Orvieto.
L'isola Martana e Bisentina sono le due isole del lago di Bolsena.
L'ISOLA MARTANA E IL FANTASMA DELLA REGINA AMALASUNTA
Sull'isola Martana si respira ancora oggi la leggenda della regina dei Goti Amalasunta, figlia di Teodorico. Divenne regina del regno ostrogoto perchè il suo unico figlio era ancora troppo piccolo, ma in quanto donna non ebbe vita facile
Nonostante fosse molto forte e intelligente, a tal punto da mantenere la reggenza in maniera impeccabile, stipulando ottimi rapporti con i romani, fu odiata dai suoi stessi cari, fino ad essere assassinata dal cugino Teodato nel 535. Addirittura prima di essere uccisa fu tenuta prigioniera in una rocca dell'isola Martana. Impossibile non avvertire il suo spirito aleggiare sulle tranquille acque del lago da un'isola all'altra.
L'ISOLA BISENTINA E LA PRIGIONE DEL GRAN MAESTRO TEMPLARE
L'isola bisentina invece ebbe vita decisamente più movimentata. Passò di mano in mano e proprio perchè fu da sempre molto contesa, spesso venne distrutta. Oggi per fortuna è stata recuperata e rappresenta un vero paradiso terrestre. Il momento peggiore lo passò quando venne completamente bruciata dai signori di Bisenzio, per una banale ripicca nei confronti di chi la abitava. Simpatici vero?
Fu riconquistata dalla Chiesa nel 1261 da papa Urbano IV che la ribattezzò "Urbana" utilizzandola come prigione. Infatti vi si ricorda la presenza di Ranieri Ghiberti, Gran maestro templare tenuto prigioniero nella torre dell'isola nel 1295. Nel 1400 l'isola divenne proprietà, insieme a tutta la zona di Bolsena, della temutissima famiglia Farnese, la più spregevole per complotti, tradimenti e assassinii che la storia conosce. Guarda caso era anche la più ricca, famosa e legata alla Chiesa che si ricordi.

Quota: € 280 euro da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste : 290 euro da portare con sè per mangiare, dormire, trasporto bagagli. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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