[50] Date viaggio: 21 ott 2017 - 25 ott 2017

  • Senza zaino
  • Base fissa

Il Golfo dei Poeti e la Città di Luna

Parco di Montemarcello

“...Giunsi a Spezia proprio col proposito di compiere un pellegrinaggio sentimentale, il che poi si realizzò nel migliore dei modi…”  -

Henry James, “Italian Hours ”

Una montagna nascosta, protetta da un tular, un confine, e costellata di cavànei, le costruzioni a tholos orientate con la Luna; una regione abitata nel passato dai Liguri Apuani, fieri fino all’estremo nel difendere la propria terra. Un golfo, anzi due: il Portus lunae, conteso da Etruschi, Liguri, Celti e Romani ed un golfo amato dai poeti inglesi Shelley, Byron, Lawrence, Virginia Woolf. Un trekking immersi nella natura mediterranea, nel mare di Liguria, nella storia e nel mito, dalla preistoria fino ai giorni nostri.

Siamo nel Parco Regionale di Montemarcello-Magra, al confine tra Liguria e Toscana, sul Caprione, il promontorio che chiude ad oriente il Golfo della Spezia. Questo trekking vuole far conoscere nella sua interezza questo ambiente naturale protetto e privilegiato dal clima mediterraneo della riviera ligure, con una natura rigogliosa e interessante in ogni stagione e offrire una visione d’insieme della storia dei paesi attraversati.
Sarà un cammino a ritroso nel tempo partendo dai siti megalitici della Farfalla dorata di S.Lorenzo e delle grotte di Combara, visiteremo gli enigmatici cavànei nascosti tra gli ulivi, passando per la storia della antica Luni e dell’oppidium ligure di Ameglia andremo poi a spasso nel medioevo visitando i paesi abbandonati di Portesone, Barbazzano e il Monastero del Corvo, dove soggiornò esule Dante, per arrivare fino ai nostri giorni con i luoghi amati dai poeti inglesi dell’ottocento: Lerici, Fiascherino, San Terenzo. Ognuno se vuole potrà portare un racconto o una poesia dedicate al mare, all’uomo e al suo rapporto con la natura.. senza dimenticare il piacere dei sapori semplici della cucina ligure.

 

DA LEGGERE:

Simonetta Maccioni – Guida al Parco di Montemarcello – Sagep 1991
E.Calzolari – La preistoria del Caprione – Marna edizioni 2006
E.Silvestri - Ameglia nella storia della Lunigiana – Zappa Sarzana 1982
V.M. Botto – Gli antichi liguri nel Golfo della Spezia – Luna editore 2000
L.Marcuccetti – La fondazione di Luca e Luna – Edizioni Il Cigno 2012
Centro Studi Lunensi – Luni, guida archeologica  - Zappa Sarzana 1985
Soprintendenza Archeologica della Liguria a cura A.M. Durante– Città antica di Luna – Luna editore 2001
L . Banti - Luni - Firenze Istituto di Studi Etruschi - Tipocalcografia Classica 1937 REPERIBILE SUL WEB
A.Landi, G. Mercenaro – Il Porto della Luna Viaggiatori, scrittori e vedutisti nel Golfo di la Spezia Sagep 1993
Itinerari romantici nel golfo dei poeti – Edizioni Giacchè
G. Cabano  - I cavanei del monte Caprione - Associazione di Pubblica Assistenza Lerici Tipografia Losi  1989

DA VEDERE:

Parco Naturale regionale di Montemarcello-Magra

Arturo Izzo - La brillante sorella del Sole - Luni colonia romana e nel grembo del risplendente oceano 1987 (Cineteca  La Spezia)

Sa 21 Il mare della Marossa - Tellaro -  Fiascherino e la casa di D.H.Lawrence - I paesi abbandonati di Barbazzano e Portesone – Le grotte di Combara e i cavànei del Calambrone
4h30 – 13,00km – [+/-310]
Prendiamo confidenza con il Caprione, in questa prima giornata il protagonista sarà il versante a mare in direzione di Tellaro e Fiascherino, selvaggio e assoluto, attraversiamo la macchia mediterranea immersi nel silenzio rotto solo dalla voce del mare e del vento. Visita di Tellaro e pausa pranzo nella spiaggia di Fiascherino per vedere dove visse il poeta D.H.Lawrence. In questa baia era anche il porto del borgo di Barbazzano, dalle misteriose origini, i suoi uomini erano i marinai del Vescovo-conte di Luni durante il medioevo, visitiamo questo paese fantasma e il paese di Portesone, antica mansio agricola immersa negli ulivi. Primo contatto anche con la preistoria del Caprione alle Grotte di Combara dove sono incise le Iadi, le stelle della costellazione del toro e visita ai cavànei del Calambrone.

Do 22 13 Punta Bianca – Il Monastero del Corvo e la Villa Romana di Bocca di Magra – La città di Luni antica
5h – 14,00km – [+/-340]
Il secondo giorno percorriamo nuovamente il versante a mare ma in direzione opposta fino alla bellissima spiaggia di Punta bianca che deve il suo nome agli affioramenti di bianco calcare utilizzati già dai romani, qui la geologia si mostra in tutta la sua complessità e sono presenti anche batterie militari dell’ultima guerra che oggi fungono da prendisole per i bagnanti. Visita dell’antico Monastero del Corvo da dove passò Dante, esule in Lunigiana.
Ci imbarchiamo su battello per attraversare il fiume e poi a piedi lungo la pianura litoranea (qui si possono scorgere diverse specie ornitiche stanziali e migratrici) per raggiungere l’antica Luni e il parco archeologico che visitiamo. Rientro con navetta a Montemarcello e visita del paese.



Lu 23  La traversata del Caprione – L’orto botanico – I cavànei gemelli – San Lorenzo e la farfalla dorata
4,30h – 13,00 km - [+/- 440]
Oggi attraverseremo tutta il sistema collinare del Caprione, vedremo l’orto botanico di Monte Murlo posto sulla vetta più alta, poi Zanego e il Monte Rocchetta prima sede del Castrum Illicys, siamo in una zona carsica molto selvaggia, caratterizzata da alcune vaste doline coltivate e da larghe zone in cui la macchia mediterranea ha ripreso possesso delle fascie terrazzate costruite dall’uomo negli ultimi due secoli e oggi abbandonate. Vedremo due coppie di cavànei gemelli nascosti nella vegetazione, per poi spostarci sull’altro versante e raggiungere la fonte del Piocìo e poco dopo il sito megalitico di San Lorenzo al Caprione. Qui ad ogni solstizio estivo la luce del sole al tramonto, passando attraverso un quadrilithion, proietta una farfalla di luce dorata contro un monolite di pietra prospiciente. Visitiamo le rovine della suggestiva chiesa medievale di S.Lorenzo e raggiungiamo l’Agriturismo che ci ospiterà per due notti.

Ma 24  La Villa del Fodo – La fonte di Redarca – La vicinìa della Serra – Lerici – San Terenzo e la casa di P.B.Shelley - Vallestrieri e le sue particolarità
5,00h – 16,00 km - [+/- 400]
Visitiamo il Fodo l’antico casino di caccia dei nobili De Benedetti, una costruzione abbandonata da decine di anni, che mantiene un fascino unico, colorata di rosso e circondata da grandi querce conserva qualche affresco al suo interno con targhe dei personaggi illustri che di qui passarono quasi due secoli fa. Poi scendiamo in direzione della Serra visitando le fonti e la grotta di Redarca, facenti parte di un vasto sistema carsico.
Passiamo dal Debbio e dalla Serra per raggiungere Lerici, ne attraversiamo i carugi entrando nella vivace vita del borgo marinaro, dove possiamo visitare il castello e l’antico Oratorio di San Rocco che fu torre di avvistamento.
Lungo la passeggiata a mare raggiungiamo San Terenzo e la casa che ospitò il poeta P.B.Shelley.
Rientrando passiamo nuovamente dalla Serra e da Vallestrieri che fu antico manso, dove ci sono molte cose interessanti da vedere.

Me 25  Il Caprione segreto: il sito di Scornia e i cavanèi di Cambià– Le sorgenti delle fate – Il borgo di Ameglia – La necropoli ligure
3,30h – 10,00 km - [+/- 270]
Questa giornata prevede la discesa verso il borgo di Ameglia, vedremo alcuni siti con rocce molto curiose e passeremo sopra le grotte delle Fate, dove si credeva che nascessero i bambini, qui veniva allestito un presepe dagli abitanti di Ameglia.
Visitiamo il castrum di Ameglia, sede medievale del Vescovo-Conte di Luni, ma dall’antichissima storia, come testimonia la sua vasta necropoli ligure in località Cafaggio risalente al IV° secolo a.c., per poi risalire al Belvedere dove si gode di una vista mozzafiato su tutta la costa toscana e la foce del Magra, arrivo a Montemarcello.

Inizio viaggio:

Sabato 21 ottobre a Montemarcello (SP)  ore 9.30, presso “Il Fortino”, strada provinciale 29 incrocio con via nuova. Montemarcello si raggiunge con BUS da Sarzana (a 300 metri dalla Stazione F.S. di Sarzana c'è la stazione dei bus; oppure anche con BUS da Lerici); a Montemarcello parcheggio gratuito auto.
Possibilità di dormire a Montemarcello dalla notte precedente.


Fine viaggio:

Mercoledì 25 ottobre a Montemarcello ore 16.30


Cammino:

Si cammina senza difficoltà tecniche su sentieri segnati con dislivelli positivi giornalieri inferiori a 500 mt, si consiglia di arrivare con un minimo di allenamento. Quando il terzo giorno ci sposteremo di alloggio i bagagli ci verranno trasportati, allo stesso modo verranno riportati a Montemarcello per l’ultimo giorno di trekking. Portare con se uno zaino da giornata per fare il trekking con 25-30 lt di capienza.


Notti:

Due notti in Minisuites a Montemarcello e due in agriturismo ai Monti Branzi. Non c’è la possibilità di avere camere singole (solo eccezionalmente) - I cani sono ben accetti.


Pasti:

Colazione e cena in struttura e pranzo al sacco.


Sapori tipici:

Focacce, ravioli di borragine, trofie al pesto, panissa (impasto di farina di ceci fritta), primi di pesce, secondi di pesce in particolare: acciughe e polpo.


Difficoltà:

2 su 4. Si tratta di un viaggio stanziale con zaino leggero da giornata e dislivelli giornalieri contenuti.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

I “Cavanei” - le capanne in pietra del Caprione
I "Cavanei" hanno la loro maggior area di diffusione su quella parte del promontorio del Monte Caprione che si distacca dal mare, abbraccia Tellaro, La Serra e culmina nel Monte Rocchetta.
Il loro habitat è tra gli ulivi e più in alto nella macchia di pini e di lecci dove il sasso la fa da padrone, accastellato sui muri dall’uomo, o nella sua forma primitiva affiorante nelle molteplici vene.
I cavànei si trovano lungo i percorsi del monte, nei boschi e nel coltivo.
L’architettura è spontanea; la trama in pietra a secco aggettante, la copertura a falsa volta, caratterizzano questo tipo di costruzione. Sono i parenti poveri dei più robusti nuraghe, meno capienti dei trulli, membri della numerosa famiglia delle costruzioni in pietra dell’area mediterranea; con queste spartiscono la struttura a tholos o a falsa cupola.
La loro storia ha origini remote e trova analogie nel mundus romano e nelle tombe etrusche arcaiche del VI sec. a.C di Sovana. I cavanei, a base quadrangolare o rotonda, esterni o interni alla struttura muraria che sorregge i pendii coltivati rendono tipico il paesaggio agrario di questa parte del territorio.
Un detto popolare ormai in disuso, indicherebbe la costruzione come dimora di entità femminili protettrici del fondo agricolo, alle quali era dovuto un tributo in natura; analogo tributo è documentato nella tradizione romana antica legata al culto dei morti, per i quali la pietra “manale”, chiave di volta del cavaneo, non era altro che la via d’accesso al mondo dei vivi. Ipotesi e analogie suggestive che non hanno riscontri verificabili.
Oggi è’ impensabile credere che tali costruzioni possano essere gli originali “tuguri” abitati dai Liguri, mentre al contrario, ne dimostrano la continuità culturale. Impensabile perché come le fasce murarie, le scale e qualsiasi altro manufatto in pietra a secco, hanno bisogno della continua manutenzione dell’uomo e è facile accorgersi del degrado generatosi in questi ultimi trentanni con l’abbandono della campagna.
Forse i più vecchi dei cavanei nascono con i dissodamenti medioevali e sicuramente i più, sono il frutto dell’ultima “colonizzazione” otto-novecentesca; oggi, come le fasce, appartengono a quella cultura contadina che stiamo perdendo. Gli ultimi cavanei costruiti risalgono agli anni dell’ultima guerra e di alcuni si conoscono anche i nomi dei costruttori.
Molti di quelli fotografati negli anni Settanta non esistono più o sono un ammasso di pietre. Questo é l’inevitabile. E’ la natura stessa che con la sua forze e agenti, sovrasta e distrugge cancellando quello che l’uomo non ha saputo difendere e mantenere.

Quota di partecipazione: € 175 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 280, da portare con sé per mangiare, dormire e trasferimento bagagli. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi e al comportamento del gruppo.

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