[19] Date viaggio: 25 mag 2017 - 28 mag 2017

Il Fiume di Venezia

Lungo il Sile fino alla laguna

Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.
Peggy Guggenheim

Basta semplicemente gettare l'occhio sull'acqua del Sile da un qualsiasi ponticello lungo le strade di campagna per capire tutto.
Quella del Sile è un'acqua davvero bellissima e affascinante.
Acqua di risorgiva, copiosissima, vitalissima. Sale dal profondo della terra con polle di risorgiva, i fontanassi, e subito forma già un grande fiume.
E l'acqua è energia. Per un millennio ha fatto girare le ruote dei mulini.

DA LEGGERE:
La morte a Venezia di Thomas Mann

DA VEDERE:
Canal Grande, 1943, Andrea Di Robilant
Venezia: viaggio tra i tesori del Canal Grande

 

Gi 25: Castelfranco Veneto – Morgano:
4 h - 15 km
A pochi chilometri dalla partenza, incontriamo le sorgenti; il Sile prende vita nel centro della campagna trevigiana. L’acqua nasce dalla terra come per magia, sgorga senza sosta, silenziosa e limpida..
Nell’avvicinamento a Treviso, attraversiamo il centro di Badoere, con la sua particolarissima “piazza rotonda”, che assume l’aspetto di un anfiteatro.
Arriviamo a Morgano.

Ve 26: Morgano – Treviso – Lughignano:
6.30 h - 22 km
L'oasi naturalistica di Cervara, con il suo mulino trecentesco accoglie il visitatore curioso di scoprire un ambiente ancora intatto e ricco di storia.
Ci spostiamo in autobus fino a Treviso, tappa obbligatoria per bellezza e armonia. Qui il Sile percorre la città con le sue limpide acque in un susseguirsi di canali e antiche pale.
Lasciate le mura Trevigiane, l'itinerario continua sempre sulle sponde del Sile, lungo l'antica "Strada Alzaia detta anche "Restera", dove i buoi trascinavano controcorrente i burci per condurli al Porto Fluviale di Treviso.
Arriviamo nei pressi di Lughignano.

Sa 27: Lughignano - Lio Piccolo della laguna di Venezia
Attraversiamo il paese di Casale sul Sile, con il suo porto fluviale e l'antica torre. Il lungo Sile si presenta nella sua tipica vegetazione, ombreggiato da siepi di sanguinella, acero campestre, robinia, salice e sambuco. 
Arriaviamo a Quarto d’Altino, che prende il nome dalla città romana di Altino. Da qui ci spostiamo con i  mezzi pubblici fino alle vicinanze di Jesolo, dove entriamo nella Laguna Veneziana e le sue “barene”, cioè quelle aree che periodicamente vengono sommerse dalle maree.


Do 28: Lio Piccolo –Venezia
3 h - 10 km
Facciamo una breve camminata fino a Treporti, dove la campagna si incontra con la laguna e dove traghettiamo per Venezia, con una tappa nella vivacissima e coloratissima Burano. Ci possiamo perdere tra i labirinti delle zone meno turistiche della citta lagunare, dove ancora vivono gli ultimi veneziani e dove poter gustare i tradizionali “cicheti” e sorseggiare un buon bicchiere di vino.

Inizio viaggio:

Giovedì 25, ritrovo a Castelfranco Veneto alla stazione ferroviaria, ore 12.


Fine viaggio:

Domenica 28 alla stazione Venezia, ore 15.


Cammino:

sentieri comodi di strada sterrata e piste ciclabili.


Notti:

in b&b.


Pasti:

colazione e cena in strutture, pranzi al sacco.


Sapori tipici:

pasta e fagioli, sarde in saor, fritole, spuncioti de caramel.


Difficoltà:

2 su 4, percorsi pianeggianti senza dislivelli.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Il nome antico “Venetia” è tratto dall’etnico veneto “Veneti o anche Venedi o Vendi” e vuol dire “terra o luogo dei veneti”.
Un tempo (all'epoca di Cesare Augusto) con tale denominazione "la Venetia" si indicava tutta l'area popolata dai veneti, dall'Istria, alla Carinzia, all'Adda poi intorno al VII/VIII sec. d.C. con tale termine si è incominciato a indicare la città lagunare propriamente detta.
Successivamente l'area complessiva dei veneti adriatici si è indicata anche con il plurale "le venetie" da cui "triveneto e trevenezie".
Oggi Venezia è in lingua italiana quello che Venesia o Venessia è in lingua veneta.
In passato in lingua veneta si diceva e anche si scriveva: Vegnesia, Venegia o Venigia, Venethia, Vienexia
(la “x” sta per “s” sonora come nell’italiano “chiesa”), in friulano anche Vignesia (tratto dall'opera "Dal venetico al veneto" di Giovan Battista Pellegrini collana filologia veneta-testi e studi).

Quota: € 160 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 250 per mangiare, dormire e trasporti interni per bus e traghetto. Sono calcolate approssimativamente e suscettibili di variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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