[06] Date viaggio: 08 apr 2017 - 09 apr 2017

Lungo il grande Fiume

Parco del Ticino

Nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo; siamo e non siamo.
Eraclito

Un viaggio lungo il Grande Fiume, come lo definì lo storico greco antico Strabone nel I sec. a.C.
Si parte proprio dal suo inizio, al Ponte di Ferro di Sesto Calende, per seguirne il corso, sempre in sponda sinistra, in zone non solo dall’indubbio pregio naturalistico, ma anche ricche di reperti archeologici o di archeologia industriale, a testimonianza del ruolo che da sempre il fiume ha avuto: le sue acque sono state sfruttate nel corso dei secoli permettendo il fiorire dell'agricoltura, dell'industria, del commercio e dei trasporti, mantenendo nel contempo anche l'ambiente naturale, tanto che il Parco Lombardo della Valle del Ticino è stato inserito dall’UNESCO nel 2002 nell’elenco delle “Riserva della Biosfera”.

DA VEDERE:

Vecchio Ticino, nostro Fiume,  documentario girato tra il 1968 e il 1985 - di Ermanno Tunesi:

http://video.corriere.it/vecchio-ticino-nostro-fiume/adc7d8e0-82fe-11e4-a0e7-0a3afe152a95

DA LEGGERE:

La ricchezza subacquea del Ticino, il fiume patrimonio dell’Unesco:
http://www.varesenews.it/2016/09/la-ricchezza-subacquea-del-ticino-il-fiume-patrimonio-dellunesco/552278/

Sa 08: da Sesto Calende al Panperduto
10 km
Dalla stazione ferroviaria di Sesto Calende, prima di indirizzarci verso il Ticino, che qui “nasce” per il suo tratto italiano, una piccola deviazione ci porta a vedere il famoso Sass da Preja Buia, grosso masso erratico. Tornando poi sui nostri passi ci dirigiamo verso il fiume. Seguendone il percorso incontriamo già nei primi chilometri diverse dighe: la Miorina, il cui regime è regolato da una convenzione internazionale tra Italia e Svizzera per regolare il livello del Lago Maggiore; Porto della Torre, che funge anche da ponte sul Ticino verso il Piemonte ed ultima il Panperduto, che serve ad alimentare il Canale Villoresi ed il Canale Industriale.

Do 9 : dal Panperduto a Turbigo
34 km (di cui a piedi 17)
Cambiando mezzo di locomozione, si prosegue il percorso in bici giungendo alla Centrale di Vizzola Ticino ed alla grande Ansa di Castelnovate, dove il fiume disegna una curva di 270°. Si continua verso sud, tra il fiume ed il canale industriale, fino al Ponte di Oleggio ed al Centro Parco Ex Dogana Austroungarica, punto di sosta dove si lasciano le bici. Da Tornavento la vista spazia sulle creste montuose e sul corso del fiume: il belvedere sul Monte Rosa è decisamente mozzafiato. Dopo il ponte di Oleggio, nei pressi della Cascina Castellana, nasce il Naviglio Grande. Il cammino prosegue tra acque e boschi costeggiando la zona del Turbigaccio, Sito di Importanza Comunitaria per la grande variabilità degli ambienti che ne fa un vero e proprio scrigno di biodiversità. Da citare anche l’avventurosa traversata del ponte sospeso sopra il canale scaricatore della Centrale termoelettrica ENEL di Turbigo. Scioglimento del gruppo alla stazione di Turbigo o a Milano.

Inizio viaggio:

Sabato 8: ore 09.45 stazione FS di Sesto Calende (treno 08.48 da Milano P.ta Garibaldi). Oppure ore 08.30 a P.ta Garibaldi.
Per chi arrivasse con auto parcheggio gratuito dietro alla stazione, con ingresso da Via Tortorino, o su Via Remo Barbieri (non è comunque consigliato, poiché al ritorno da Turbigo non c’è linea diretta a Sesto Calende).


Fine viaggio:

Domenica 9: rientro dalla stazione di Turbigo (treni per Milano Nord Cadorna 17.25 – 18.25 – 19.25 – durata viaggio 48’)


Cammino:

non ci sono dislivelli; la lunghezza delle tappe ed il percorso possono variare a discrezione della guida in funzione dell’allenamento del gruppo, poiché esistono molte varianti di sentieri. Una parte del percorso è su strade alzaie asfaltate.


Notti:

ostello con camere da 2/3/4 posti, con letti a castello (alcune matrimoniali) dotate di servizi igienici con doccia, riscaldamento e aria condizionata, biancheria e connessione wi-fi. Possibilità 1 camera doppia uso singola con 20€ di sovrapprezzo. Consentito soggiorno con animali domestici nell’appartamento dependence da 4 posti (150€).


Pasti:

primo pranzo al sacco, cena in ostello.


Sapori tipici:

Riso, zuppe, polenta e casoeula, polenta e bruscitt, erbe aromatiche, fagioli borlotti, pesce in carpione, il vino (vicino l'Oltrepò pavese), torta paradiso, torta di pane.


Difficoltà:

1 su 4.  Si tratta di un breve viaggio itinerante con zaino sulle spalle, ma leggero dove si cammina senza dislivelli. Il secondo giorno si va anche in bicicletta.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

Il protagonista della storia che accompagna il nostro viaggio è il fiume Ticino, che ci svela i suoi segreti a partire dalla profondità delle ere geologiche in cui si è formato, della sua nascita quando era soltanto una goccia d' acqua. La sua storia è la storia dell’intera Pianura Padana. È una storia animata da una foltissima galleria di personaggi: il Ticino e le montagne da cui sgorga, per arrivare poi fino in Italia; un paesaggio sempre mutevole, modellato dal fiume e dalle sue piene; piante e animali autoctoni, pian piano sostituiti dall’uomo per scelta o inconsapevolmente.

Quota di partecipazione: € 70 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 90 , da portare con sé per mangiare e dormire e trasferimento in bici. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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