[61] Date viaggio: 28 dic 2016 - 03 gen 2017

Lago di Bolsena

Ricomincio da Bolsena

"... a specchio del lago leggermente perlaceo,
il quale, immobile, rispecchia così limpidamente
il cielo, da parere che questo passi e continui
sotto al cerchio dorato e che le due isole,
siano due navi aeree sospese nell'infinito".

Corrado Ricci

 

Sette giorni alla scoperta del Lago di Bolsena sulle orme dei Santi e dei Briganti.
Il lago di Bolsena è il più grande bacino vulcanico d’Europa, le sue limpide acque ancora oggi sono potabili, molte specie animali vi trovano rifugio. Dalla preistoria, agli etruschi fino al rinascimento, lungo le sue sponde i popoli hanno lasciato preziosissimi reperti e monumenti ricchi di fascino. La natura domina ancora incontrastata il cratere della cinta vulcanica, le attività tradizionali vivono nelle sue operose genti. Il cammino ci porterà ogni giorno in un piccolo mondo antico e vivo fino ai nuovi giorni del 2017. 

Me 28: Orvieto-Bolsena
ore 6 km 19 [+/- 300]
Lasciamo la città sulla rupe attraversando boschi da cui emergono tracce di antiche vie, necropoli segrete svelano discrete le loro storie. Ci stupirà la bellezza della campagna umbra. Poi all’improvviso, superato il culmine dei monti Volsini appare il lago. Notte in ostello

Gi 29: Bolsena – Grotte di Castro 
ore 6 km 18 [+/- 300]
Percorrendo la Via Francigena lungo sterrate e sentieri solitari. Lentamente saliamo, tra minuscoli appezzamenti di terreno per scoprire bellissimi centri rinascimentali situati fuori dai circuiti del turismo di massa. Notte e cena in appartamenti.

Ve 30: Grotte di Castro – Capodimonte
ore 7 km 23 [+/-350]
Dai centri che furono sede del Ducato di Castro arriviamo all’antico sito di Bisentium. Arroccato sul promontorio che si affaccia sul lago fa scoprire spazi inusuali, le stradine sterrate e solitarie che costeggiano l’acqua ,sono spesso a ricche di avifauna. Ci prepariamo per un saluto al nuovo anno in casale di campagna. Notte e cena in agriturismo

Sa 31: Capodimonte- Montefiscone
ore 6  km 19 [+/- 450]
Dai gioielli medioevali di Capodimonte e Marta affacciati sulle limpide acque del lago, per stradine secondarie costeggiamo l’acqua. Lungo sentieri nascosti saliamo tra boschi e rocce all’ombra del vulcano addormentato verso il Colle Falisco. Notte in convento, cena in trattoria

Do 1: Montefiascone- Bolsena
ore 6 km 19 [+/-300]
Camminiamo come moderni “Brancaleone” sui basolati e sulle mulattiere percorse per secoli dalle genti italiche e dai pellegrini diretti verso la città eterna. I guadi dei ruscelli rendono dinamico il cammino. Il panorama dall’alto ci fa scoprire la bellezza delle Isole Martana e Bisentina. Il cammino prevalentemente in discesa si svolge fino a Bolsena, chiudendo così il giro del più grande lago vulcanico d’Europa. Notte in convento/ B&B, cena in trattoria

Lu 2: Bolsena-Orvieto
ore 6 km 19 [+/-300]
Da Bolsena la città del miracolo del Corpus Domini, il gioiello medioevale con tutta la sua antica bellezza, torniamo alla città sulla rupe percorrendo varianti rispetto all’andata, attraversando il centro storico arriviamo a visitare il Duomo dove sono conservati i reperti del Miracolo di Bolsena. Notte in convento, cena in trattoria

Ma 3: Orvieto
Anello della rupe tra sentieri cittadini..… di campagna, commiato  percorrendo il cerchio intorno alla città, necropoli etrusche, chiese medioevali, e le tracce della campagna che fa da degna cornice. Partenza per le destinazioni proprie.

Inizio viaggio:

mercoledì 28 dicembre alle ore 10.00 in Piazza Duomo, Orvieto.


Fine viaggio:

martedì 3 gennaio alle ore 15.00 a Piazza Duomo, Orvieto.
In caso di nesessità, possibilità anche di partire la mattina.


Cammino:

si cammina su stradine sterrate, talvolta pavimentate a pietra e su sentieri senza difficoltà tecniche. I dislivelli sono minimi, le percorrenze a volte un po' lunghe. Prepararsi con un po’ di allenamento alle lunghezze indicate


Notti:

foresteria e conventi in camere multiple, B&B, agriturismo.


Pasti:

colazioni nelle strutture dove si dorme a parte un giorno, pranzi al sacco, cene in locali tipici.


Sapori tipici:

acquacotta, coregone del lago di Bolsena (pesce), zuppe, spaghetti, riso con lenticchie o cicoria, fagioli di Gradoli, pecorino, funghi, finocchio selvatico e mentuccia, tozzetti alle nocciole.


Difficoltà:

2 su 4. Si tratta di un viaggio itinerante con trasporto bagagli.
Il percorso, anche se con tappe di una certa lunghezza, è adatto a tutti purchè si abbia un' abitudine al cammino.


Note:

il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle ne­cessità del momento

Il lago di Bolsena è nato in seguito ad un esplosione vulcanica. Dopo l'esplosione, uno di essi crollò su se stesso formando una caldera di proporzioni enormi che successivamente fu ricoperta dalle acque. Le stesse acque che oggi formano quello che da tutti è conosciuto come il lago di Bolsena. Sono tutt'oggi ancora evidenti tracce degli antichi crateri. Le zone circostanti il bacino d'acqua iniziarono ad essere popolate soltanto verso la fine dell'era neolitica, quando cioè, sorsero insediamenti con piccoli villaggi di palafitte. Con l'insediamento dei Villanoviani si diede vita ai primi centri di Bisenzio e Bolsena. Nel corso del tempo i due borghi raggiunsero benessere e ricchezza. Con l'avvento degli Etruschi, il lago visse un periodo di grande splendore. 

Nel Medioevo, invece, fecero la loro comparsa i Longobardi e i Saraceni che, in diverse occasioni, saccheggiarono con le loro armi i centri urbani più importanti.Dal XII secolo il lago venne conteso dai comuni di Viterbo, Orvieto e dalla Chiesa. Fu Clemente VI a portare il lago sotto il controllo diretto del Papato. 

Nel XVIII secolo, invece, il livello delle acque del lago iniziò ad alzarsi in modo notevole causando la diffusione della malaria per via dell'impaludamento delle rive più basse. I borghi abitati di Bisenzio scomparvero e gli abitanti di San Lorenzo si spostarono su un colle dove realizzarono il centro abitato di San Lorenzo Nuovo. La zona è anche stata teatro di diverse vicende risorgimentali. Nacque infatti un movimento mazziniano, l'Associazione Castrense, al quale aderirono gli abitanti del lago. Nel 1860 a Talamone sbarcarono i garibaldini, giunsero al lago e scatenarono una rivolta. Ciò fornì loro l'occasione di occupare la fortezza militare di Valentano. Ma l'intervento delle forze pontificie e l'ostilità degli abitanti contribuì al fallimento del tentativo di occupazione. 

Successivamente, nel 1871, l'area del lago entrò a far parte del Regno d'Italia. Gli anni successivi sono caratterizzati da numerosi e importanti interventi pubblici tra i quali la sistemazione della via Cassia. 

Oggi l'industria è quasi completamente inesistente. Esistono, tuttavia, piccole imprese artigianali e cooperative agricole. Anche la lavorazione del pesce assume un'importanza fondamentale per la grande varietà di pesci che popolano le acque del lago. L'economia, invece, continua a basarsi sull'agricoltura e conta sulle tradizioni del posto. 

Quota: € 210 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida). 

Spese previste: € 270 €. Da portare con sé per mangiare, dormire, trasporto bagagli e spostamenti. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo. 

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