[03] Date viaggio: 29 mar 2016 - 03 apr 2016

Come un viandante Medievale

da Lucca a Siena sulla Via Francigena

"Io sono solo un pellegrino sulla Terra; voi siete di meglio?"
Johann Wolfgang Goethe

Sulla Via per Roma, dal Duomo di Lucca a Piazza del Campo a Siena. A piedi come uomini di fede o faccendieri.
Un patrimonio fatto di cultura, arte, storia, natura e senso dell’ospitalità. Lo conosciamo percorrendo a piedi luoghi più o meno noti della campagna toscana e attraversando quattro province. Immersi nelle colline, tocchiamo piccole città gioiello come San Gimignano e Monteriggioni e note città d’arte come Lucca e Siena.

Ma 29 Lucca - Ponte a Cappiano. La 'Piana'
3h30 - 13 Km [+/- 100]
Camminata per le vie della città prima colonia latina, poi capitale ducale longobarda, comune, repubblica e principato. In treno ci trasferiamo ad Altopascio, la cittadina dei Cavalieri del Tau. Inizia il cammino con una tappa breve fino a Ponte a Cappiano utile a sentirsi già «sulla strada per...». Attraversiamo le colline delle Cerbaie, zona di confine tra le province di Lucca, Pisa e Firenze. Cena in ristorante. Notte in ostello.

Me 30 Ponte a Cappiano - S.Miniato. Oltre l'Arno
3h30 - 13 Km [+180]
Proseguiamo verso la nostra meta, scegliendo ancora una tappa breve per darsi il tempo di «incontrare storie» lungo il nostro cammino. San Miniato Alto appare su di un colle al di là dell'Arno che attraversiamo subito dopo Fucecchio. Cena e notte nel Convento dei Frati Cappuccini.

Gi 31 S.Miniato - Gambassi Terme. La campagna
 6h - 24 Km [+410]
Attraversiamo campagne su campagne fino in Val d'Elsa, allenando l'occhio a particolari e resti che ci raccontano un millennio di passaggi. Tappa impegnativa. Cena e notte in piccola locanda (nella ex casa-torre).

Ve 1 Gambassi Terme - S.Gimignano. Le torri
4h - Km 13 -- [+340]
Tappa più leggera e di recupero. Si entra nella provincia senese. Ancora la campagna toscana: vigneti ed oliveti, animali al pascolo e casolari che disegnano gli orizzonti, infine le centenarie torri di San Gimignano. Cena e notte in piccola locanda in paese.

Sa 2 S.Gimignano - Strove. Nel medioevo 
7h - 26 Km [+480]
Una delle tappe più belle di tutta la Via Francigena, fatta di atmosfere davvero medievali che assaporiamo proprio nella giornata del venerdì santo, quando in ogni borgo si preparano le celebrazioni pasquali. Cena e notte alla casa del pellegrino di Monteriggioni, circondati dalla sua corona di torri. Tappa impegnativa.

Do 3 Strove - Siena. Piazza del Campo 
6h - 25 Km [+360]
Arriviamo infine a Siena, la città del Palio. Come i pellegrini che ci hanno preceduto nei secoli, possiamo forse cominciare anche a comprendere questa esperienza, scoprendo  che rimettersi in cammino sarà la condizione più naturale.

Inizio viaggio:

Martedì 29 marzo, ore 9 al Duomo di Lucca, S. Martino. Lucca è facilmente raggiungibile in treno. Per dormire a Lucca la sera precedente www.ostellolucca.it


Fine viaggio:

Domenica 3 aprile, nel pomeriggio a Siena. Siena è sulla linea ferroviaria Firenze-Empoli-Siena-Grosseto.


Cammino:

Si cammina su stradine e sentieri senza difficoltà tecniche per borghi e campagne.


Notti:

Alberghi del pellegrino, pensioni, ostelli, B&B.


Pasti:

Cena come indicato nel programma, pranzi al sacco con cibo acquistato nei negozi alimentari oppure portato da casa (solo alcune strutture forniscono il cestino).


Sapori tipici:

Zuppe e minestre toscane, pici, pecorino, tartufo di San Miniato, buccellato di Lucca, e cantuccini di Siena, tanti vini toscani, dal Montecarlo di Lucca a diversi Chianti.


Difficoltà:

3- su 4. Il - (meno) indica un'attenuazione della difficoltà. Si tratta di un viaggio itinerante con zaino. Le brevi tappe iniziali introducono agevolmente alla fatica del cammino. La tappa più faticosa per lunghezza arriva il sabato quando ormai il cammino lo abbiamo nelle gambe! Si cammina senza grandi dislivelli, prevalentemente su percorsi agevoli tecnicamente, talvolta su asfalto o terreno duro, ma il meno possibile. Consigliamo un po' di allenamento alle lunghezze da percorrere.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento.

VIA FRANCIGENA

Il senso di un viaggio
Il viaggio, il pellegrinaggio dal Medioevo a oggi

Nel comune sentire di quasi tutti noi, tutto è chiaro. La Via Francigena è l’antica strada che dall’Oltralpe attraverso la penisola italica portava a Roma. Ci si andava in pellegrinaggio, e lungo il cammino si trovava di tutto: abbazie, antichi ponti, ospizi vetusti, boschi e paludi da attraversare, magari anche un po’ di brivido (la notte, i lupi, i briganti…); e naturalmente i templari. Per tacer dell’olio, del vino, del cacio, dei panorami… Non mi sogno nemmeno di fare il guastafeste. Tutte queste cose piacciono molto anche a me. Oltretutto, mi occupo per mestiere di storia medievale: non si fanno i soldi, ma non è un cattivo lavoro, anzi. Eppoi sono toscano, quella roba lì è anche mia.

Il viaggio, la Ricerca del Centro, il ritorno alla patria dimenticata o perduta, la caccia al tesoro e al segreto; l’ascesa del monte, la discesa nel pozzo o nella caverna, il passaggio del fiume o del mare. Sono alcuni fra i grandi miti di tutti i tempi e di tutti i popoli del mondo. E richiamano tutti, invariabilmente, a un atto fondamentale: al camminare, al muoversi, al misurare e varcare lo spazio. Il movimento, il viaggio, ci accomuna tutti: come il pensiero e la parola, esso è segno d’uomo. Gli animali si muovono, camminano, migrano: ma solo l’essere umano viaggia.

L’essere umano “crea” la sua strada percorrendola. Mettete a confronto, separati, i racconti di due persone che abbiano entrambe percorso sul serio e per intero il Camino de Santiago dal passo di Roncisvalle fino a Compostela: non troverete due racconti uguali, spesso stenterete addirittura a riconoscere un identico percorso in descrizioni tanto differenti. La strada cambia anzitutto secondo chi la percorre.

 Come ormai quasi tutti sanno la Via Francigena non comincia affatto da Canterbury. Da quella città anglosassone, si limitò a partire alla fine del X secolo il suo vescovo, Sigerico, e del suo viaggio a Roma ci lasciò una preziosa, puntigliosa descrizione che costituisce per noi una splendida fonte. Qualcuno ha ironicamente osservato che, in quel caso, l’avrebbero chiamataAngligena.

Sigerico aveva tutto il diritto di partire dalla sua città, ma non era per nulla un “capolinea” dell’itinerario che egli percorse. Attraversò la Francia e parte dell’attuale Svizzera, scese quindi in Lombardia e, attraverso Pavia, raggiunse Piacenza dove un grande ponte consentiva ai pellegrini di passare il Po. Là, appunto, s’incontrò con la Francigena, della quale da lì in poi fu fedele illustratore sino a Roma.

Insomma, la “Via Francigena” è parte di un fitto reticolo stradale che collegava città e santuari e copriva l’intera Europa occidentale e centrale, prolungandosi fino a Costantinopoli e a Gerusalemme e che includeva anche alcune rotte nautiche che interessavano il Mediterraneo orientale. Possiamo considerarla il tracciato italico che collegava, attraverso la penisola, Santiago de Compostela alla Terrasanta, con Roma come centro.

Franco Cardini
Docente di storia medievale studioso delle Crociate e dei pellegrinaggi

Quota: € 210 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).

Spese previste: € 260 da portare con sé per mangiare e dormire. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate al comportamento del gruppo.

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