[58] Date viaggio: 28 dic 2017 - 02 gen 2018

Alba dei popoli in Terra d'Otranto

Salento verde e blu

"La notte non è mai così nera come prima dell'alba ma poi l'alba sorge sempre a cancellare il buio della notte. Così ogni nostra angoscia, per quanto profonda prima o poi trova motivo di attenuarsi e placarsi, purché lo vogliamo"
Romano Battaglia
da Notte infinita

Là, dove in Italia arriva la prima alba dell’anno, ci sono terre di confine, ponte tra oriente e occidente, segnate dai popoli che si sono succeduti. Otranto fu centro bizantino, greco, romano e aragonese. L’itinerario, in parte lungomare e sempre in contatto multiforme con l’acqua, ci apre alla vita delle genti che hanno solcato questi mari; ci racconta quante storie e tragedie siano accadute, la bellezza del passato e quella del presente: nell’equilibrio di forme e colori, nei suoni del vento o nel riflesso del sole sul mare c’è qualcosa di assoluto che emoziona e piace a tutti. La bellezza ed il fascino di un luogo sono caratteristiche oggettive o soggettive? Riusciremo a meravigliarci semplicemente di fronte ad un’alba che unisce due sponde diverse dello stesso mare?

Gi 28: Torre S.Andrea-Otranto
5 ore - 19 km
Trasferimento in pulmino da Lecce a Torre S. Andrea, a nord di Otranto. Si cammina lungo una facile scogliera, in parte su sentiero, in parte su scogli piatti. Si procede sulla costa verso Otranto. Storia e natura si rincorrono tra alte dune, bianchi lidi e sabbie nere, torri erose dal vento e falesie, in una cornice verde di pini e macchia mediterranea. Cena e notte in agriturismo.

Ve 29: La valle dell’Idro
5 ore - 13 km
Si percorre la Valle dell'Idro con zaino leggero (si torna a dormire ad Otranto). Cripte e misteri, paure e segreti protetti dal cuore di una valle e dalla sua vegetazione. Affreschi, incisioni e forme carsiche, per un cammino appagante come un viaggio nel tempo.

Sa 30: Otranto-Uggiano
4 ore -14 km
Nella valle delle Memorie e sulla Serra delle Creste si percorrono facili sentieri. Una splendida terra collocata tra Jonio e Adriatico offre ai camminatori, con il suo tesoro di storie e misteri, un percorso intorno ai luoghi di una storia lontana. Si dorme in villaggio agrituristico, si cena in trattoria tipica.

Do 31: Uggiano-Le Creste
4 ore -12 km
Procediamo verso Porto Badisco per la Valle dei Cervi lungo i canaloni che ospitavano fiumi oggi asciutti e gli antenati che in questa valle hanno vissuto e dipinto le loro fantasie, custodite in una grotta. Cena salentina gustosa e abbondante nella masseria rustica che ci ospita. Breve passeggiata facoltativa notturna al Faro della Parlascia (2 ore di cammino andata e ritorno) dove possiamo ammirare  l’alba, quella più orientale, detta l’alba dei popoli che spunta là dove siamo più vicini ai Balcani e dove anche i mari, Adriatico e Ionio, si incontrano e si uniscono.

Lu 1: Le Creste-Palascia-Orte-Le Creste
4 ore - 11 km
Si cammina lungo la scogliera tra affacci di grande fascino e i molteplici colori della pineta, della macchia, del mare, della bauxite, delle montagne albanesi all’orizzonte. Con zaino leggero (si torna a dormire alle creste).

Ma 2: Le Creste-Otranto
4 ore - 11 km
Si torna ad Otranto visitando i ruderi dell’Abbazia di San Nicola di Casole, si attraversa il lago di bauxite, la torre del Serpe, emblema della città di Otranto. Poi camminata nel borgo del capoluogo della terra d’Otranto: 1 castello 2 condottieri schierati su fronti opposti, 800 martiri, 1000 leggende. Tanti numeri per una storia affascinante.

Inizio viaggio:

giovedì 28 dicembre entro le 8,30 alla stazione dei treni di Lecce.
Con minibus si raggiunge il luogo di partenza del cammino. Per arrivare a Lecce eventualmente la sera precedente accordarsi con la guida per la sistemazione.


Fine viaggio:

martedì 2 gennaio entro le 13 a Otranto da dove con minibus si raggiunge la stazione di Lecce (45’ di strada). Il percorso dell’ultimo giorno e l’orario di fine camminata è adeguabile alle necessità di rientro del gruppo.


Cammino:

Su piste, sentieri e sabbia il primo giorno, con dislivelli contenuti (inferiori a 100 m) per 4/5 ore di cammino al giorno.


Notti:

In agriturismo e masseria.


Pasti:

Pranzi al sacco, cene nelle strutture che ci ospitano ed in trattoria tipica.


Sapori tipici:

Ciciri e tria (ceci con pasta fritta); sagne 'ncannulate (fettuccine larghe e arrotolate); panzerotti di patate; pittule (pasta di pane fritta); friselle; melanzane e zucchine (alla griglia o alla parmigiana); ricotta scante (piccante da spalmare); puccette (panini con le olive).


Difficoltà:

2- su 4. Si tratta di un viaggio agevole a base semi-fissa; si cammina con zainetto leggero giornaliero. E' possibile avere il trasposto bagagli.


Note:

Il percorso e gli alloggi possono subire modifiche, in base alle condizioni atmosferiche o alle necessità del momento

All’epoca Idrusa era nome di donna, non d’ostello. Nome antico.

Era cresciuta fra le barche del porto
e i cespugli della macchia
appena fuori il paese.

Le altre bambine nei vicoli del borgo
si allenavano
al loro mestiere di donna
facevano esercizi
di sorda rassegnazione e di ipocrisie fra pari.
Lei no.
Non aveva appreso quel mestiere
non aveva imparato a mentire
a subire, a rinunciare…
E si può capire.
Le barche a riposo, con la pancia al sole,
stese su i banchi delle posidonie
era lo scenario dei suoi giochi
al pari dei maschi del paese
non delle bambine.
Annoiavano la piccola Idrusa
i giochi delle femminucce
nei cortili assolati
le loro chiacchiere, i loro dispetti
le loro storie.

Aveva seguito con occhi inacantati per ore
il volo frenetico di volatili ubriachi
d’aria e di sole
aveva fatto lunghi esercizi di sogno
senza cose sognate
appesa alle ali di superbi gabbiani
e di acute ed attente poiane.

Aveva respirato gli odori
che a primavera affollano l’aria
intorno alla macchia
aveva imparato a distinguere il timo
dalla santoreggia
il ginestrino dal cisto
senza sapere il loro nome.
Si era appropriata del loro codice
come un piccolo animale.
E conosceva le erbe
le mille erbe selvatiche
che in aprile
si affrettano a spigare
perché il sole di maggio possa poi
seccare il loro seme
dialogava con esse.

Aveva a lungo combattuto Idrusa
con la paura di andare e
la voglia di scoprire
che coabitavano nel suo cuore.
Più volte aveva tremato alla vista di serpi e sacare
che fra erbe e cespugli rubavano il sole
ma sempre aveva ricacciato indietro
l’atavico timore
perché davanti a lei
c’era un fiore
aveva intravisto un uccello in lontananza.

continua

Da “Sulle orme di Idrusa” di Wilma Vedruccio

Quota: € 210 da versare all'associazione (per segreteria, organizzazione, guida).
Spese previste: € 340. Sono calcolate accuratamente per mangiare, dormire, pulmino. Sono calcolate accuratamente, tuttavia suscettibili di piccole variazioni in più o meno legate a variazione prezzi ed al comportamento del gruppo.

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