1) L’essenziale
Viaggiare a piedi significa limitarsi all’uso delle cose essenziali. Il carico deve essere ridotto all’osso. […]. Ogni concessione al superfluo si paga in termini di fatica, di sudore, di rabbia. Camminare significa mettersi a nudo, scoprirsi in un faccia a faccia con il mondo. (D. Le Breton)

2) Il piacere
Vorrei dire di quel modo di andare che induce un piacere viscerale, che stimola l’incontro, la conversazione, la gioiosa fruizione del tempo, la libertà di fermarsi o di continuare. Il mio è un invito al piacere. […] La marcia è un’apertura al godimento del mondo, perché consente la sosta, la pacificazione interiore, è un continuo contatto corporeo con l’ambiente, un darsi senza limiti né ostacoli alla sensorialità dei luoghi. (D. Le Breton)


3) L’imprevisto
Il viaggiatore […] non può prevedere tutte le svolte [degli eventi], poiché, al pari della vita, una marcia è fatta più d’improbabile che di prevedibile. (D. Le Breton)

4) Il silenzio

Il silenzio sfronda la persona e la rende di nuovo disponibile, debella il caos nel quale si dibatte. Stando in ascolto, il viandante attento […] a ogni istante accede ad altri universi sonori che popolano lo spessore del silenzio. […] Se ha un udito abbastanza sensibile, l’uomo ode lo spuntare dell’alba, il dispiegarsi delle foglie sulle cime degli alberi, il processo di maturazione dei mirtilli, il lento salire della linfa. Ritorna a sentire la leggera vibrazione del tempo, di solito coperta dal rumore e dall’urgenza di fare. (D
. Le Breton)

5) Il tempo
Una vita passata a non guardare più le ore è l’eternità. Non si potrebbe concepire, a meno di averla provata, la lunghezza di un giorno d’estate che si misuri soltanto con la fame e che finisca soltanto quando si ha sonno.
(R. Stevenson)

6) Camminare lento
Se un uomo non tiene il passo con i compagni, forse questo accade perché ode un diverso tamburo. Lasciatelo camminare secondo la musica che sente, quale che sia il suo ritmo o per quanto sia lontana. (H
. Thoreau)

7) L’adattamento
La percezione della pioggia corrisponde innanzitutto alla psicologia del viaggiatore o alla situazione particolare in cui si trova. (D. Le Breton).

8) L’equilibrio
La marcia è una bella immagine dell’esistenza, qualcosa di incompiuto che sfida continuamente lo squilibrio. Tra un passo e l’altro si sta sempre sul filo del rasoio, oltre il quale è inevitabile la caduta. In breve l’atto del camminare riesce soltanto se si concatenano i passi l’uno all’altro, sapendo che ogni eccesso di precipitazione o lentezza indurrà la rottura. (D. Le Breton)

9) Il gruppo
L’uomo che viaggia solo può partire oggi; ma chi viaggia in compagnia deve aspettare che l’altro sia pronto.
(H
. Thoreau)

10) La fatica
Per altre due ore fatico, sbuffo, mi arrampico, scivolo, mi isso, mi affanno come una bestia. […] E poi eccomi finalmente al sole, in cima all’ultimo dei grandi passi, mi levo il berretto di lana affinché il vento mi schiarisca le idee; cado in ginocchio, pazzo di gioia, morto di stancheza, in quello stretto passaggio tra due mondi. (Peter Matthiessen)

11) Il rispetto
“Il compito [del viandante] è cancellare la tracce dietro di sé cogliendo un frutto, lasciando un nocciolo”. (D. Demetrio)

12) Senza cellulare
Non si interrompe un’emozione. (F. Fellini)