Intervista ad Antonio Meccanici, guida Vie dei Canti

Antonio Meccanici in cammino

Nasce a Campobasso nel 1983, dove cresce e vive. La passione per la natura la eredita fin da bambino, dai suoi nonni materni, entrambi agricoltori, e dai suoi genitori. Con l’inizio dell’adolescenza, inizia a consolidare la conoscenza del territorio molisano, frequentando una grande associazione giovanile italiana, che gli permette di fare tantissime esperienze a contatto con la natura per ben diciotto anni consecutivi. Le altre passioni della sua vita sono il camminare e la storia. La prima la pratica da sempre, fino a farne il suo lavoro. La seconda la coltiva fino a raggiungere il massimo traguardo per uno studente: la laurea. Così, gli piace tramandare la storia del territorio molisano a chi ha il piacere di accompagnare nei viaggi.

antonio meccanici viso

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Cosa è per te camminare?

Per me camminare è immergersi nella natura. E’ staccare dalle ansie e dallo stress che accompagna il vivere quotidiano. E’ conoscere nuovi
angoli di mondo tramite un punto di vista insolito e differente.

Camminare è una esigenza che alcuni sentono in maniera più  impellente di altri. Cosa ti ha avvicinato al camminare a tal punto  di farne un mestiere?/ Curiosità, necessità, voglia di conoscere  certi dettagli che altrimenti sarebbe impossibile vedere?

Al camminare mi ha avvicinato la curiosità di scoprire nuovi angoli  non raggiungibili con i mezzi contemporanei (auto, treno, bus, ecc.) e
che sono fuori dalla portata di molti. Mi ha avvicinato la passione  verso la natura e la sensibilità nei confronti dei problemi ambientali
ed ecologici del nostro pianeta. Lentamente, il camminare mi è entrato  dentro, facendolo diventare una parte importante della mia vita, una
parte che mi accompagna anche durante il quotidiano incedere del  tempo. Infatti, cerco di limitare il più possibile l’uso della
macchina. Poi, tramite il cammino, ho scoperto la bellezza di ammirare  un paesaggio, di fermarsi a pensare e meditare, di assaporare e
riscoprire la “lentezza”, che si oppone alle corse del nostro stile di vita.

Il piacere del camminare dovuto ad una propria esigenza maturata nel tempo, appaga se stessi. Ma perché diffondere la cultura del camminare ad altri?

Per far apprezzare le cose belle della vita, fatte di cose piccole,  semplici, che spesso ci sfuggono. Poi, perché il cammino ti pone  davanti alla fatica, ti fa scoprire sfumature caratteriali inaspettate  e sconosciute. Ti mette in “crisi”, ma, allo stesso tempo, ti regala nuove conoscenze: di se stessi, di altre persone, di territori. Conoscenze che una volta fatte proprie, restano nel tuo intimo per sempre.

antonio meccanici

Si dice che i marinai,almeno quelli romantici di un tempo, avessero nostalgia del mare poco dopo il loro ritorno a casa. A te, il viaggiare, fa lo stesso effetto?

Sì. Già la sera stessa in cui rientro a casa, provo una sensazione di nostalgia nei confronti dei luoghi attraversati a piedi. Le sensazioni sono spesso positive. Il viaggiare a piedi mi fa stare  bene, mi rende felice. Provo un atavico benessere, una sensazione di  felicità e soddisfazione difficile da spiegare, che mi allevia la vita.

Viaggiare nei luoghi da te scelti e conoscerne storia e  cultura. Perché proprio quelli? Sono frutto di esperienze vissute da altri che ti hanno spinto a provarle?

Perché i luoghi in cui accompagno le persone nei miei viaggi a piedi sono scelti per una o più storie che sanno raccontare; per la bellezza dei paesaggi; per la testimonianza della cultura del posto; perché sono significativi per il territorio. Mi piace trasmettere le mie conoscenze sulla mia terra, il Molise, così bella e così poco  conosciuta. Una terra che ti lascia ammaliato, se si ha la voglia e la curiosità di conoscerla. I miei percorsi sono frutto delle esperienze dei tantissimi pastori transumanti e delle loro greggi, che hanno attraversato il Molise nel loro incedere dall’Abruzzo fino alla Puglia e viceversa, nei secoli passati. Sono il frutto dei briganti, dei contadini, dei pastori, degli artigiani, delle famiglie umili o aristocratiche che hanno caratterizzato il Molise. Sono il frutto di esperienze vissute da bambino, e poi, da ragazzo e apprese da persone significative, che hanno fatto di me quello che sono.

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