VIAGGIARE UNA NECESSITA’ ANCESTRALE ALLORA. E OGGI?

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Istinto, necessità, spazio vitale, desiderio di libertà, conoscenza, misticismo.

29542009_1629009580501126_1076136608944346818_nNon una ma molteplici esigenze da sempre hanno spinto l’essere umano a spostarsi. Questo istinto è perdurato anche quando le comunità sono diventate stanziali e nei secoli si sono trasformate in civiltà. Esodi di massa esodi di pochi o semplice voglia di scoprire. Dalle migrazioni di interi popoli alla volontà di seguire una stella che rivelava il luogo ad esempio di sepoltura ai pellegrini dell’apostolo San Giacomo in un luogo della penisola iberica che a causa dell’evento prodigioso assunse il nome latino di “Campus Stellae” ossia Compostela. O ancora in tempi moderni, al muoversi della beat Generation che volutamente evadeva dal mondo così detto borghese, trasformando la Route 66 che era una delle tante highway che collegavano Chicago a Los Angeles in un percorso quasi biblico.

Il mondo nel suo ruotare verso ovest è in continuo movimento chi verso est come fece Marco Polo e chi come Colombo verso Ovest. In ogni angolo di questo mondo ci sono stati sempre uomini in movimento e in Italia non facciamo certo eccezione, anzi viste le imprese dei nostri antenati forse siamo fra i popoli più attivi in questo senso, oggigiorno con altre necessità e senza necessariamente espatriare.26056286424_7bc1876402_k

La nostra penisola che a conti fatti ha uno sviluppo costiero di circa 7,000 chilometri ed un assetto geografico contenuto in termini di distanza da est ad ovest, è per sua natura vocata ad essere attraversata da costa a costa e le possibilità di farlo sono praticamente infinite. Coast to coast per usare un termine anglosassone ma in voga da qualche anno a questa parte.

I vantaggi di questi itinerari e soprattutto del loro essere percorsi a piedi spaziano dalla possibilità di toccare luoghi insoliti ed affascinanti, visitare giustamente località note ma anche e soprattutto posti sconosciuti al turismo di massa e forse per questo capaci di attrarre il viaggiatore attento. Si tratta di un’Italia minore da visitare e conoscere, soltanto perché meno conosciuta e quindi tutta da scoprire viaggiando lentamente.

Viaggiare lentamente e farlo con passione ossia “con le gambe, con la testa e con il cuore”.

Da questa passione per l’andare e piedi maturata in “Tra Terra e Cielo” che iniziò nell’ormai lontano 1979 proponendo questo tipo di viaggi, nasce “Le Vie dei Canti”.

Nasce con l’intento di proporre viaggi con una storia da raccontare proprio come le Songlines ossia i percorsi delle tribù aborigene australiane descritti la Bruce Chatwin nel suo libro. Ogni canto descrive un sentiero che attraversa il deserto e racconta la storia della tribù e di tutto ciò che la circonda, dalle rocce ai torrenti.

Viaggi pensati per offrire qualcosa in più del cammino in un luogo bello ed interessante, viaggi volti per chi ama camminare ma anche per intrecciare al cammino stesso ogni sorta di attività e di conoscenza perché anche camminando si cresce.

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