Passi in musica sulla Via Francigena

via francigena 02 ok

 

Se c’è una melodia sulla Via Francigena è quella sensazione che si rinnova passo dopo passo di stare andando costantemente “sulla strada per…“. È un ritornello mentale rassicurante che riempie l’animo dei camminatori di oggi come dei pellegrini di un tempo. Bisaccia, bordone e schiavina hanno lasciato il posto a scarpe da trekking e bastoncini mentre il cappello a tese larghe e rialzato sul davanti è diventato parte integrante dell’iconografia classica del pellegrino del Medioevo. La musicalità del cammino è però la stessa, oggi come allora. E si traduce in due modi.

Il primo è con la stanzialità del Francigena Melody Road, il festival europeo che, fino al 31 marzo, chiama a raccolta artisti e spettatori, camminatori con le gambe e camminatori con il cuore. Tra Santa Croce, Massa, Certaldo, San Gimignano, Camaiore, Montalcino, Castelfranco di Sotto, Monteriggioni, San Miniato, Siena, Castelfiorentino, Lucca e Pontremoli, tutti in Toscana, salgono sul palco Uto Ughi, Roberto Vecchioni, Danilo Rea, Cecilia Chailly, Rita Marcotulli, Arturo Stalteri, Vladimir Aškenazi. La colonna sonora della Via Francigena scorre così fra le note della musica classica, del jazz e del teatro canzone.

Il secondo modo per ascoltare la musicalità della Francigena è preparare lo zaino e partire per terre e confini quando gli altri stanno a casa. Nel periodo di Pasqua, per esempio, bastano sei giorni, dal 30 marzo al 4 aprile, per attraversare quattro province: Lucca, Pisa, Firenze e Siena. Ogni tappa è un momento perfetto che, una volta tornati a casa, andrà a riposare nella memoria. Uno dopo l’altro ci sono Lucca, approdo sicuro e confortevole per i pellegrini; Altopascio con il suo antico ospitale, il più grande della Toscana; Gambassi Terme tra colli coronati da filari di cipressi e strade sterrate; San Gimignano con le sagome inconfondibili delle torri; la campagna senese tra vigneti e oliveti, animali al pascolo e casolari che disegnano gli orizzonti; Monteriggioni e la sua corona intatta di torri descritta da Dante nella Divina commedia; Siena, la città del Palio. Come i pellegrini di un tempo, si scoprirà che mettersi in cammino è la condizione più naturale.

Vita e cammino si trovano sullo stesso lato della medaglia. Lo sa bene il cantastorie Roberto Vecchioni, fra gli ospiti del Francigena Melody Road. Nella serata “Viaggio del tempo immobile” ha narrato le vicende degli uomini partendo dalle sue esperienze. Il senso della vita, la famiglia, la ricerca della felicità, il tempo che scorre inesorabile sono alcune delle questioni affrontati dall’autore che non ama definirsi un filosofo, ma un lanciatore di coltelli per ricordare come il suo obiettivo sia scagliare idee non preconfezionate sulla ricerca della felicità. Per lui l’uomo è nato non tanto per essere felice, ma per sognare e per amare, e che tra questi stati d’animo v’è la stessa distanza che separa la stupidità dal coraggio.

 

 

RIFERIMENTI:

Francigena Melody Road